Giovedì 17 Maggio 2012 - Aggiornato alle 8:40
Attualità
Operazione controlli su fiduciarie.
Blitz mattutino di Entrate e GdF
Blitz mattutino di Entrate e GdF
L’“incursione” interessa cinque diverse regioni: Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Lazio
Sei alle Fiamme gialle e sei all’Agenzia delle Entrate, questo il piano degli interventi messi in atto nei confronti di società fiduciarie con l’obiettivo di verificare la corretta trasmissione dei dati relativi ai movimenti economici effettuati dalla propria clientela e delle operazioni “extraconto” all’Anagrafe dei rapporti finanziari. Un’azione congiunta per rendere sempre più efficace il contrasto all’evasione fiscale, attraverso oculati controlli, avvalorati dalla duplice esperienza della polizia tributaria e degli ispettori del Fisco, su quelle società che svolgono attività di amministrazione di beni per conto di terzi, ovvero di gestione di valori a loro affidati dalla clientela. Amministrando “portafogli” intestati fiduciariamente alla società, potrebbero più facilmente trovare il giusto escamotage per nascondere attività e soldi detenuti illegalmente fuori dei confini nazionali.
Il blitz di stamattina non è il primo. Le operazioni in tandem con la Guardia di finanza, anche per preservare l’affidabilità delle informazioni contenute nell’Archivio dei rapporti finanziari, sono state infatti avviate nell’ottobre 2009, nei confronti di intermediari finanziari e di filiali di banche della confederazione elvetica e degli operatori economici che svolgono la loro attività nell’area confinante con la Repubblica di San Marino.
A oggi, sono stati effettuati complessivamente 40 interventi: sotto la lente 259 filiali.
Cos’è l’Anagrafe dei rapporti finanziari?
L’obbligo di comunicazione, introdotto dal Dl 223/2006 (decreto "Visco-Bersani"), ricade su banche, Poste italiane spa, intermediari finanziari, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio, società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario (sono incluse anche le filiali estere di operatori italiani e quelle italiane di operatori esteri).
I dati devono essere comunicati all’Archivio mensilmente per via telematica. Nel database sono registrati, attualmente, oltre 950 milioni di rapporti e più di 90 milioni di operazioni extraconto.
In particolare, su quest’ultimo tipo di movimenti, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la circolare 42/2009, nella quale ha specificato che, in caso di procedura di accertamento, l’ufficio deve chiedere all’operatore finanziario tutte le informazioni connesse alle operazioni compiute dal cliente nel periodo di imposta relativo alla procedura di controllo. In pratica, con l’“extraconto”, non è sufficiente l’unica comunicazione annuale richiesta in occasione della prima operazione compiuta dal cliente, ma l’istituto deve fornire il quadro completo delle transazioni effettuate.
Il blitz di stamattina non è il primo. Le operazioni in tandem con la Guardia di finanza, anche per preservare l’affidabilità delle informazioni contenute nell’Archivio dei rapporti finanziari, sono state infatti avviate nell’ottobre 2009, nei confronti di intermediari finanziari e di filiali di banche della confederazione elvetica e degli operatori economici che svolgono la loro attività nell’area confinante con la Repubblica di San Marino.
A oggi, sono stati effettuati complessivamente 40 interventi: sotto la lente 259 filiali.
Cos’è l’Anagrafe dei rapporti finanziari?
Si tratta di una banca dati nella quale confluiscono, via Entratel, tutte le informazioni relative ai rapporti continuativi, esistenti o cessati, intrattenuti dagli istituti finanziari con clienti italiani ed esteri, a partire dal 1° gennaio 2005, e quelli riguardanti le operazioni effettuate direttamente allo sportello attraverso contanti o assegni circolari (con esclusione dei versamenti eseguiti con bollettino di conto corrente postale per un importo unitario inferiore a 1.500 euro), nonché le informazioni relative a procure e deleghe.
L’obbligo di comunicazione, introdotto dal Dl 223/2006 (decreto "Visco-Bersani"), ricade su banche, Poste italiane spa, intermediari finanziari, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio, società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario (sono incluse anche le filiali estere di operatori italiani e quelle italiane di operatori esteri).
I dati devono essere comunicati all’Archivio mensilmente per via telematica. Nel database sono registrati, attualmente, oltre 950 milioni di rapporti e più di 90 milioni di operazioni extraconto.
In particolare, su quest’ultimo tipo di movimenti, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la circolare 42/2009, nella quale ha specificato che, in caso di procedura di accertamento, l’ufficio deve chiedere all’operatore finanziario tutte le informazioni connesse alle operazioni compiute dal cliente nel periodo di imposta relativo alla procedura di controllo. In pratica, con l’“extraconto”, non è sufficiente l’unica comunicazione annuale richiesta in occasione della prima operazione compiuta dal cliente, ma l’istituto deve fornire il quadro completo delle transazioni effettuate.
Paola Pullella Lucano
pubblicato Giovedì 16 Dicembre 2010
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