Analisi e commenti
Politiche fiscali e di bilancio nella Ue: come ottimizzarle (3)
È una delle indicazioni contenute nell'ultimo studio della Commissione che ha utilizzato i dati Ocse e della Banca mondiale
bandiere unione europea

La programmazione della spesa e la politica fiscale adottate nel regno Unito e nei Paesi Bassi rappresentano esperienze di successo tra i Paesi dell'Unione europea oggetto di analisi da parte della Commissione europea. Dopo aver illustrato le caratteristiche del sistema britannico vediamo, nel dettaglio, le positività prodotte nei Paesi Bassi dalla riforma del 1994.

La riforma del 1994
La riforma ha consentito di ridurre i processi annuali di bilancio e le tortuosità procedurali del precedente sistema. Dal 1994, infatti, per alleggerire i processi annuali, gli obiettivi di bilancio vengono fissati dal nuovo governo in carica per quattro anni, ovvero in coincidenza con la durata della legislatura, adottando un modello di programmazione di tipo periodico quadriennale con obiettivi fissi. In concreto il new deal ha imposto anche una revisione dell'apparato amministrativo con una precisa redistribuzione delle competenze attribuendo un ruolo focale ad un revisore indipendente: l'Ufficio centrale di programmazione. Nella investitura iniziale l'Ufficio aveva la funzione di pianificare e stimare gli effetti economici delle manovre di bilancio proposte durante le negoziazioni tra partiti e la formazione della coalizione di Governo.

Le modifiche introdotte dal 2008
Tale assetto ha subito profonde modifiche dal 2008. Da quest'anno le proiezioni dello scenario macroeconomico sono elaborate in linea con il trend adottando il criterio dell'approccio realistico, che si è sovrapposto a quello cautelativo previgente. Il cambiamento, voluto dal nuovo governo insediatosi nel febbraio 2007 e considerato perequativo e ottimale dalla Commissione europea, mira a ridurre le pressioni per maggiori spese e tagli di imposte nel caso in cui si insorgano i dividendi della crescita a scapito delle politiche correttive di bilancio e di rientro dagli squilibri della finanza pubblica. Attualmente l'Ufficio centrale di programmazione continua a predisporre gli obiettivi macroeconomici in modo indipendente seppure relazionandosi con il ministero delle Finanze, cui spetta il compito di elaborare le proiezioni fiscali in funzione degli andamenti di bilancio. Tutti i dati di finanza pubblica vengono elaborati dall'Ufficio centrale di statistica che detiene il ruolo istituzionale di ente pubblico indipendente dal Governo in base ad un proprio statuto. L'assetto è integrato dagli apporti scientifici provenienti da un comitato (anch'esso indipendente dall'azione di Governo) che analizza i margini di bilancio per trarne gli obiettivi di finanza pubblica, di cui il Governo stesso tiene conto all'atto della presentazione del rapporto da presentare al Parlamento.

L'approccio di bilancio e il sistema amministrativo
Gli obiettivi di bilancio non sono contenuti in un testo legislativo ma costituiscono accordo di coalizione tra i partiti al governo e non possono essere rivisti fino a quando il governo è in carica. Fino al 1997 l'approccio di bilancio veniva adottato con il metodo top down con obiettivi fissati dal ministero delle Finanze mentre dopo tale anno è stato adottato il metodo bottom up (in base al quale sono i vari ministeri che indicano gli obiettivi). Il sistema amministrativo si basa sulla contabilità di cassa e per impegni. I tetti di spesa sono quadriennali e sono fissati in termini reali per le tre principali aree di spesa, ad esclusione dal 2008 della spesa per interessi. I tetti di spesa escludono gli enti locali, che formano un livello separato di governo, indipendente da quello centrale, e finanziato per l'80 per cento da trasferimenti al centro e per il 20 per cento da proprie imposte. I limiti massimi di spesa sono rigidamente fissati e aumenti imprevisti di entrata non possono essere utilizzati per finanziare nuovi programmi di spese ma ciò non esclude che le allocazioni tra i vari programmi possano essere modificate.

L'allocazione delle risorse
Il sistema di allocazione è il seguente. Il bilancio si articola nei vari programmi di spesa (allocati tra i diversi ministeri) e ogni destinazione di spesa fa capo ad un solo centro di responsabilità (presente in un dato ministero) dei programmi assegnati, sia in termini di risultati che di risorse utilizzate. Eccessi di spesa e nuovi programmi devono essere finanziati a scapito di altri programmi nell'ambito dello stesso bilancio. L'Amministrazione finanziaria (ministero delle Finanze) effettua la supervisione e verifica gli adempimenti relativi ai tetti di spesa prefissati. Il monitoraggio del bilancio viene effettuato preventivamente e al raggiungimento del valore soglia di deficit pari al 2 per cento del Pil il governo dovrà assumere le misure adeguate (il 2,5 per cento fino al 2007).

Verifiche contabili e controllo sull'efficacia di bilancio
Ogni ministero è dotato di un ufficio per l'auditing interno che effettua le tradizionali verifiche contabili. Ad esso si aggiunge una audit Court che valuta l'efficacia del bilancio ma non è attivamente coinvolta nelle delibere del Parlamento sul bilancio. Ma quali sono, dunque, le conclusioni cui giunge la Commissione europea valutando i piani di crescita annui? In Olanda, l'andamento della spesa sul Pil è in linea o inferiore alla previsione a uno o due anni e solo marginalmente superiore rispetto alle previsioni di lungo periodo. Nel dettaglio lo Studio dei commissari evidenzia che è stata la spesa corrente e non quella in conto capitale a creare sufficienti margini per conseguire gli obiettivi prefissati (tenendo conto che la Riforma dei piani di bilancio aveva la finalità di raggiungere la stabilità della spesa totale in rapporto al Pil).

Antonina Giordano
pubblicato Lunedì 17 Novembre 2008

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