Analisi e commenti
Politiche fiscali e di bilancio
nell'Ue: come ottimizzarle (2)
È una delle indicazioni contenute nell'ultimo studio della Commissione che ha utilizzato i dati Ocse e della Banca mondiale

La programmazione della spesa pubblica e le riforme di bilancio nel medio termine, come evidenziato in un recente studio della Commissione europea sui programmi di stabilità e convergenza formulati da 18 Paesi (di cui 15 della Ue) dal 1998 al 2006, hanno registrato livelli di eccellenza nel Regno Unito e in Olanda su un campione di 18 Paesi. Nel campione dei Paesi considerati il Regno Unito, in particolare, si colloca al vertice delle esperienze di successo per la capacità di rimedio agli squilibri di bilancio e di contenimento della spesa pubblica.

Normativa di bilancio e politica fiscale
Quali sono le principali caratteristiche della normativa di bilancio e della politica fiscale che hanno consentito il risanamento dei conti pubblici in coerenza con gli impegni politici agli obblighi assunti con gli elettori? La volontà di pianificazione pluriennale si avvia, nel Regno Unito, fin dai primi anni novanta. La riforma di bilancio del 1992 ha significativamente modificato il sistema di bilancio bottom up (ossia negoziale tra ministeri e Tesoro) convertendolo in un sistema top down (così definito per la caratteristica posseduta di aver fissato un limite complessivo di spesa da ripartire tra i vari ministeri e di aver introdotto un discrimine tra componenti cicliche e non cicliche della spesa medesima. Il nuovo sistema si presentava soltanto teoricamente ottimale in quanto lasciava insolute talune criticità a cui si è lavorato per porvi rimedio tempestivamente. E questo da quando si comprese che dalla loro risoluzione sarebbe derivato il positivo conseguimento degli obiettivi della riforma. Le negatività da superare concernevano la flessibilità e revisionabilità degli obiettivi programmatici su base annuale e le instabilità dei piani fiscali, la mancata distinzione tra spese correnti e spese in conto capitale all'interno degli obiettivi di spesa, una contabilità pubblica interamente basata su principi di cassa. Tale ultimo problema, in particolare, contribuiva alla compressione degli investimenti pubblici e, di conseguenza, all'abbassamento della qualità dei servizi pubblici.

La riforma del 1997
La riforma di bilancio del 1997 e le successive regole fiscali sono apprezzate per i risultati conseguiti dalla Commissione europea  che si avvale, ai fini della valutazione di qualità dei processi e delle istituzioni, dei dati OCSE e della banca mondiale. La riforma di bilancio del 1997 introduce la programmazione di medio termine (tre anni), fissando obiettivi non altrimenti revisionabili se non con un aggiornamento periodico biennale nonché la separazione tra spese correnti e spese in conto capitale. Dopo tale innovazione il ministero delle Finanze assume la responsabilità di elaborare i nuovi scenari macroeconomici e le previsioni triennali di finanza pubblica comprensivi anche delle entrate provenienti dalle privatizzazioni. Le previsioni sono verificate annualmente dal national audit office (responsabile dinnanzi al parlamenti e indipendente dal governo, e da varie istituzioni  e staff di studiosi. Inoltre sempre dal 1997 la politica di bilancio è fondata su due principali regole fiscali: la golden rule sostiene il principio del pareggio o avanzo del bilancio di parte corrente nella media del ciclo economico, con l'indebitamento consentito soltanto per finanziare gli investimenti netti; la sustainable investment rule che impone che il debito pubblico netto in rapporto al Pil debba essere mantenuto stabile e prudente nella media del ciclo economico e, a parità di altre condizioni, al di sotto del 40 per cento del Pil.

La gestione della spesa
La gestione della spesa è suddivisa in Departmental expenditure limits (o Del), Annually managed expenditure (o Ame) e Total managed expenditure (o Tme). I Del sono programmi pluriennali di gestione della spesa discrezionale dei vari Ministeri, le cui risorse di bilancio e i limiti di spesa annuali sono stabiliti ogni due anni per il triennio successivo. I Del sono suddivisi in spese correnti (nei limiti di budget per la gestione comprendono prevalentemente le spese per gli stipendi) e di capitale oltre al fondo per far fronte ad eventi imprevisti (Del riserve).

Gli Ame, i Tme e gli Sr
Gli Ame sono programmi di spese obbligatorie i cui limiti sono fissati annualmente e comprendono principalmente le prestazioni sociali, la spesa locale autofinanziata, gli interessi sul debito e i pagamenti alle istituzioni europee. La Tme, data dalla somma di Del e Ame, è assoggettata anch'essa ad un tetto massimo che viene fissato ogni due anni per il triennio successivo. A tali programmi si aggiungono gli Sr che definiscono i miglioramenti dei pubblici servizi quali educazione, salute, trasporti, giustizia  e gli obiettivi da raggiungere in termini di risultati.

La Atkinson review
Lo studio della Commissione europea ha particolarmente apprezzato la Atkinson review avviata nel 2003 per perfezionare le metodologie di misurazione dell'efficienza dei prodotti e degli indici di prezzo nell'ambito dei conti nazionali. I risultati di bilancio sono regolarmente monitorati due volte all'anno dai ministeri mentre il rispetto delle regole fiscali è valutato sulla base della contabilità nazionale dall'Ufficio statistico nazionale, che è per legge indipendente dal Governo e responsabile del proprio operato di fronte al Parlamento. La politica di bilancio del Regno Unito obbliga il Governo ad esplicitare i criteri di gestione e gli obiettivi di finanza pubblica in modo che il Parlamento e il pubblico possano monitorarne la realizzazione secondo gli obiettivi prefissati.
Una particolare attenzione viene, infine, riservata al trattamento dei residui passivi in quanto i ministeri possono trasferire i residui non spesi delle assegnazioni di bilancio pluriennali sui successivi bilanci fiscali. Tale sistema consente di incentivare la pianificazione di medio termine della spesa e di evitare impennate di uscite alla fine dell'anno al solo fine di non perdere la dotazione di bilancio.

 

Antonina Giordano
pubblicato Venerdì 7 Novembre 2008

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