Giovedì 17 Maggio 2012 - Aggiornato alle 11:35
Bilancio e contabilità
In preparazione un nuovo Ias 17.
Entriamo un po’ nella discussione
Entriamo un po’ nella discussione
E’ di oggi la pubblicazione sul sito dell’Ifrs Foundation di un sommario delle lettere di commento ricevute
Il 15 dicembre scorso è scaduto il termine fissato da Iasb e Fasb per l’invio dei commenti all’ED “Lease”, la bozza del principio contabile che dovrebbe sostituire - volgendo lo sguardo al versante degli Ias/Ifrs - lo Ias 17. E’ di oggi la pubblicazione sul sito dell’Ifrs Foundation di un sommario dei pareri degli operatori relativi alla proposta di modifica dello standard dedicato al leasing.
Più che altro, considerazioni numeriche a parte, il dover tener conto di ogni cambiamento (il reassessment), senza sottovalutare che obbligherebbe le società a metter su adeguati sistemi informativi, potrebbe condurre a stati patrimoniali e conti economici più “sensibili”. Ricordiamo, infatti, che se i cambiamenti nella stima dei pagamenti potenziali si imputano a conto economico, variazioni dell’obbligazione dipendenti da cambiamenti nella durata del leasing (lease term) vanno bilanciati dal right to use dell’attivo.
Il proposito di cambiamento, su cui stanno lavorando insieme i due standard setter, americano ed europeo, prende le mosse dalla considerazione che la distinzione operativo-finanziario, non scevra da componenti valutative e discrezionali, ha condotto a una scarsa comparabilità dei bilanci e a una loro non piena significatività, intesa - da Framework - come capacità di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori, aiutandoli a valutare gli eventi passati, presenti o futuri oppure confermando o correggendo valutazioni da essi effettuate precedentemente.
Il nuovo principio contabile è atteso per la seconda metà del 2011. Andiamo a vedere cosa dovrebbe prevedere.
Le regole base
Non ci saranno più leasing operativi o finanziari. Per il locatario c’è il right-of-use approach: all’inizio del contratto contabilizzerà nell’attivo il diritto di utilizzare l’asset e nel passivo l’obbligazione di pagare i canoni. Per il locatore, invece, ci sono due modelli: il performance obligation approach and il derecognition approach. La scelta fra l’uno e l’altro dipenderà dai rischi e dai benefici a cui il lessor rimane esposto. Una valutazione questa che deve essere fatta all’inizio del contratto e che non può essere modificata.
La contabilità del locatario
All’inizio il locatario rileverà la passività al valore attuale di tutti i pagamenti (compresi quelli per eventuali penalità e canoni “condizionati” che potrebbero esserci – in questo caso l’importo è pesato con la relativa probabilità media) cui è obbligato, calcolato utilizzando il tasso d’interesse applicato dal lessor se determinabile, oppure il cosiddetto lessee’s incremental borrowing rate, cioè il tasso che avrebbe dovuto corrispondere per prendere in prestito i fondi necessari ad acquistare l’asset locato.
Il diritto di utilizzare l’asset va, invece, iscritto nell’attivo per un valore pari a quello della relativa passività aumentato dei costi iniziali diretti (principalmente spese legali e commissioni).
L’attualizzazione presuppone la stima del lease term definito come la durata più lunga con la più alta probabilità cumulata di rivelarsi effettiva. Nella stima occorre tenere in considerazione possibili rinnovi o estinzioni anticipate. Esempio (tratto dall’ED):
Contratto, non estinguibile in via anticipata, di 10 anni contenente due opzioni quinquennali di rinnovo. Dalle condizioni contrattuali ed extracontrattuali il locatore stima queste probabilità:
durata di 10 anni = 45%
durata di 15 anni = 30%
durata di 20 anni = 25%
Il lease term in questo caso è di 15 anni, dal momento che c’è il 25% di probabilità che il leasing duri 20 anni, il 55% che duri almeno 15 e il 100% che duri 10 anni
Contabilizzazione successive
L’attività – il diritto di utilizzo – viene trattata secondo le indicazioni dello Ias 16. Può essere, cioè, scelto il modello del costo o della rivalutazione. Quella del revaluation model è però una strada che il locatore può prendere solo se utilizza tale modello di contabilizzazione per la classe di immobili, impianti o macchinari, di cui fa parte il bene in leasing.
Per l’obbligazione iscritta nel passivo c’è il costo ammortizzato e il metodo dell’interesse effettivo.
L’ED richiede il reassessment della passività a seguito di modifiche che dovessero intervenire alla durata del leasing o alle uscite condizionate (penali, canoni eccetera).
Se è il lease term a cambiare, la modifica dell’obbligazione viene bilanciata da quella dell’attività.
Per i cambiamenti negli estimated contingent cash flow, invece, la proposta di Iasb/Fasb va nella direzione per cui se la modifica trae origine da eventi o attività del periodo in corso o di quello precedente, allora l’importo confluisce nel conto economico; gli altri aggiustamenti si contabilizzano bilanciando la passività e l’attività.
Consideriamo, ad esempio, un leasing di 10 anni il cui contratto prevede dei canoni dipendenti dal reddito lordo del locatario. Al terzo anno quest’ultimo valuta opportuno rivedere la stima fatta all’inizio, sulla base dei risultati di bilancio dell’anno in corso e di quello precedente. La modifica nella passività originata dai risultati del secondo e terzo anno confluiscono nel conto economico; quella provocata dalle previsioni per gli anni 4-10 troverà contropartita nell’attività.
Un esempio
Leasing di 5 anni non estinguibile anticipatamente, con due opzioni quinquennali di rinnovo. Tasso del leasing 7%, canone annuo 1 milione di euro più 1% dei ricavi di vendita (contingent rentals).
Per prima cosa occorre determinare il lease term (la durata più lunga con la più alta probabilità cumulata di rivelarsi effettiva). Le probabilità vengono così stimate
|
Durata
|
5 anni
|
10 anni
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15 anni
|
|
Probabilità
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40%
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35%
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25%
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Probabilità cumulata
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100%
|
60%1
|
25%
|
1. La probabilità cumulata del 60% si ottiene sommando quella associata a una durata di 15 anni alla probabilità stimata per i 10 anni.
Il lease term è quindi determinato in 10 anni, in base al quale il valore attuale dei canoni annui è pari a 7.023.581 euro
Occorre poi stimare i contingent rentals. Le ipotesi, con le relative probabilità, sono queste (i valori sono arrotondati):
|
Ricavi annui stimati
|
3.000.000
|
3.500.000
|
4.000.000
|
|
|
Contingent rentals totali
|
300.000
|
350.000
|
400.000
|
|
|
Valore attuale
|
210.707
|
245.825
|
280.943
|
|
|
Probabilità
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30%
|
50%
|
20%
|
Totale
|
|
Contingent rentals “ponderati”
|
63.212
|
122.912
|
56.188
|
242.312
|
L’obbligazione del passivo e il right of use da iscrivere nell’attivo sarà pari alla somma dei due valori attuali e, cioè, 7.023.581 + 242.312 =7.265.894 euro.
Alla fine del primo anno, quindi, le rilevazioni in conto economico saranno queste:
ammortamento right of use = 7.265.894 : 10 = 726.589
interesse sull’obbligazione = 7.265.894 x 7% = 508. 613
Per un totale di componenti negativi pari a 1.235.202
Rispetto alla vigente contabilizzazione dei leasing operativi (quelli che maggiormente vedrebbero cambiare le cose), risulta immediato che i costi sono più alti nei primi periodi; situazione che si rovescia specularmente a mano a mano che ci si avvicina alla fine.
Alfonso Lucarelli
pubblicato Mercoledì 19 Gennaio 2011
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