Giovedì 17 Maggio 2012 - Aggiornato alle 12:25
Attualità
Cedolare secca, - 7 all’acconto.
In F24 la seconda o unica rata
In F24 la seconda o unica rata
La fine del mese chiama all’appello i locatori che hanno scelto la nuova “tassa piatta” sostitutiva di Irpef, registro e bollo. Alla cassa il 68% dell’imposta per il 2011
Dici 30 novembre e pensi alla cedolare. I proprietari di casa che hanno optato per la “tassa piatta sugli affitti” hanno tempo ancora una settimana per versare l’acconto, pari al 68% (l'85%, originariamente previsto, è stato infatti ridotto di 17 punti percentuali con il Dpcm del 21 novembre, in corso di pubblicazione) dell’imposta dovuta per il 2011. L’appuntamento, new entry assoluta di quest’anno, riguarda i titolari di contratti in corso al 31 maggio 2011, o scaduti o risolti entro la stessa data, che sono tenuti al pagamento dell’intero acconto o della seconda e ultima tranche. Stessa deadline per chi ha affittato casa, optando per il prelievo alternativo, con un contratto che parte dal 1° giugno. In tutti i casi, chi ha scelto la cedolare avrà un motivo in più per tagliare l’acconto Irpef 2011. Quest’ultimo, infatti, si considera correttamente determinato se risulta almeno pari all’82% dell’imposta dovuta sulla base della dichiarazione relativa al 2010, assumendo il reddito complessivo al netto del reddito fondiario prodotto l’anno scorso dagli immobili per i quali, nel 2011, si è optato per la cedolare.
Cedolare “star” di fine mese
La scadenza del 30 novembre rappresenta uno step importante per i proprietari che hanno colto l’opportunità della tassazione alternativa dei redditi da locazione. Molti di loro, infatti, esplicitano la loro opzione proprio con il pagamento della seconda rata di acconto. Nel dettaglio, l’appuntamento riguarda i titolari di contratti in corso al 31 maggio 2011, o scaduti o risolti entro la stessa data, che sono tenuti, a seconda dell’importo dell’acconto, al pagamento dell’intero o della seconda e ultima tranche: la rata singola con deadline a fine mese scatta per le somme inferiori a 257,52 euro, mentre “si sdoppia” per importi superiori o pari a questo tetto (il 40% del 68% entro il 6 luglio 2011, il 60% entro il prossimo 30 novembre). Si fa presente che, per i contribuenti tenuti al versamento in due rate, la seconda può essere - in seguito alla citata riduzione di 17 punti - rideterminata, scomputando dall’acconto dovuto per il 2011 l’importo della prima rata già versata.
Cerchio rosso sul calendario anche per chi ha affittato casa, optando per il nuovo tipo di prelievo, con un contratto che parte dal 1° giugno 2011. Anche in questo caso, l’acconto è dovuto per intero. L’appuntamento lascia del tutto fuori, invece, tutti i casi in cui l’importo su cui calcolare il 68% è inferiore o pari a 51,65 euro, oltre che i contratti decorrenti dal 1° novembre, per i quali l’acconto non è dovuto.
Il versamento della seconda o dell’unica rata viaggia in F24, indicando “1841” come codice tributo e 2011 come anno di riferimento.
Versamenti in acconto della “tassa piatta”
La tassa piatta “appiattisce” anche l’acconto Irpef
Per quest’anno, che segna il debutto del nuovo regime, l’acconto Irpef è pari all’82% dell’imposta relativa al 2010, che può essere “ripulita” dalla parte di reddito fondiario 2010 riferita agli immobili per i quali, nel 2011, ci si è avvalsi della cedolare secca per l’intero periodo di imposta.
Chi, invece, si è avvalso della “tassazione piatta” solo per una parte del periodo di imposta, dovrà riportare questa situazione, come un “calco”, nel periodo d’imposta precedente. Ad esempio: se nel 2011 ci si è avvalsi della cedolare solo per i mesi da settembre a dicembre 2011, non dovrà essere considerato il reddito fondiario prodotto dagli stessi immobili un quei mesi.
Porta a zero Irpef, registro e bollo, la cedolare in pillole
Aliquota secca del 21% sul canone annuo, che scende al 19% per i contratti a canone concordato riferiti a immobili siti nei comuni ad alta densità o con carenze di disponibilità abitative. Il regime entrato in vigore lo scorso aprile, riservato alle abitazioni affittate da proprietari persone fisiche (e non nell’esercizio di impresa o di lavoro autonomo) azzera in un solo colpo l’Irpef e le relative addizionali, ma anche l’imposta di registro e di bollo sul contratto di locazione. “In soffitta” anche l’adeguamento Istat: il locatore che opta per la cedolare, infatti, non può richiedere agli inquilini variazioni del canone derivanti dall’applicazione degli indici di aggiornamento. Una rinuncia che va esplicitata con raccomandata, pena l’inefficacia dell’opzione stessa, da inviare al conduttore prima della scelta del regime.
Con Siria registrare fa rima con cedolare
Registrare un nuovo contratto, optando contemporaneamente per il nuovo regime di tassazione è semplice con Siria, il programma messo a disposizione online dall’Agenzia delle Entrate. Basta indicare i dati del locatore, del conduttore, dell’immobile, del canone di locazione e la durata del contratto, e il gioco è fatto. L’applicazione è riservata ai contratti, contenenti esclusivamente il rapporto di locazione, stipulati tra persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di un’impresa, arte o professione. Inoltre può essere utilizzata se il numero dei proprietari e degli affittuari non è superiore a tre, si è in presenza di una sola unità abitativa con un massimo di tre pertinenze e tutti gli immobili sono censiti con attribuzione di rendita.
Cedolare “star” di fine mese
La scadenza del 30 novembre rappresenta uno step importante per i proprietari che hanno colto l’opportunità della tassazione alternativa dei redditi da locazione. Molti di loro, infatti, esplicitano la loro opzione proprio con il pagamento della seconda rata di acconto. Nel dettaglio, l’appuntamento riguarda i titolari di contratti in corso al 31 maggio 2011, o scaduti o risolti entro la stessa data, che sono tenuti, a seconda dell’importo dell’acconto, al pagamento dell’intero o della seconda e ultima tranche: la rata singola con deadline a fine mese scatta per le somme inferiori a 257,52 euro, mentre “si sdoppia” per importi superiori o pari a questo tetto (il 40% del 68% entro il 6 luglio 2011, il 60% entro il prossimo 30 novembre). Si fa presente che, per i contribuenti tenuti al versamento in due rate, la seconda può essere - in seguito alla citata riduzione di 17 punti - rideterminata, scomputando dall’acconto dovuto per il 2011 l’importo della prima rata già versata.
Cerchio rosso sul calendario anche per chi ha affittato casa, optando per il nuovo tipo di prelievo, con un contratto che parte dal 1° giugno 2011. Anche in questo caso, l’acconto è dovuto per intero. L’appuntamento lascia del tutto fuori, invece, tutti i casi in cui l’importo su cui calcolare il 68% è inferiore o pari a 51,65 euro, oltre che i contratti decorrenti dal 1° novembre, per i quali l’acconto non è dovuto.
Il versamento della seconda o dell’unica rata viaggia in F24, indicando “1841” come codice tributo e 2011 come anno di riferimento.
Versamenti in acconto della “tassa piatta”
| Versamenti in acconto del 68% per il 2011 | ||
| Decorrenza | Rate | Scadenza |
|
Contratti in corso al 31 maggio 2011 o scaduti e risolti entro il 31 maggio 2011 |
Unica rata (se acconto < 257,52 euro) |
30 novembre |
|
Due rate (se acconto ≥ 257,52 euro) |
Prima rata (40%): 6 luglio Seconda rata (60%): 30 novembre |
|
|
Contratti decorrenti dal 1° giugno |
Unica rata | 30 novembre |
|
Contratti decorrenti dal 1° novembre |
Non dovuto | Non dovuto |
| Acconto non dovuto se l’importo su cui calcolarlo è ≤ 51,65 euro | ||
La tassa piatta “appiattisce” anche l’acconto Irpef
Per quest’anno, che segna il debutto del nuovo regime, l’acconto Irpef è pari all’82% dell’imposta relativa al 2010, che può essere “ripulita” dalla parte di reddito fondiario 2010 riferita agli immobili per i quali, nel 2011, ci si è avvalsi della cedolare secca per l’intero periodo di imposta.
Chi, invece, si è avvalso della “tassazione piatta” solo per una parte del periodo di imposta, dovrà riportare questa situazione, come un “calco”, nel periodo d’imposta precedente. Ad esempio: se nel 2011 ci si è avvalsi della cedolare solo per i mesi da settembre a dicembre 2011, non dovrà essere considerato il reddito fondiario prodotto dagli stessi immobili un quei mesi.
Porta a zero Irpef, registro e bollo, la cedolare in pillole
Aliquota secca del 21% sul canone annuo, che scende al 19% per i contratti a canone concordato riferiti a immobili siti nei comuni ad alta densità o con carenze di disponibilità abitative. Il regime entrato in vigore lo scorso aprile, riservato alle abitazioni affittate da proprietari persone fisiche (e non nell’esercizio di impresa o di lavoro autonomo) azzera in un solo colpo l’Irpef e le relative addizionali, ma anche l’imposta di registro e di bollo sul contratto di locazione. “In soffitta” anche l’adeguamento Istat: il locatore che opta per la cedolare, infatti, non può richiedere agli inquilini variazioni del canone derivanti dall’applicazione degli indici di aggiornamento. Una rinuncia che va esplicitata con raccomandata, pena l’inefficacia dell’opzione stessa, da inviare al conduttore prima della scelta del regime.
Con Siria registrare fa rima con cedolare
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Chiara Ciranda
Giulia Marconi
pubblicato Mercoledì 23 Novembre 2011
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