Giovedì 9 Febbraio 2012 - Aggiornato alle 18:45
Attualità
In arrivo l'autovelox fiscale
contro l'evasione internazionale
contro l'evasione internazionale
Collocato sulle auto della Gdf fotograferà soltanto le targhe sospette e non i conducenti dei mezzi monitorati
Dopo l'autovelox, come dispositivo utilizzato dalle forze dell'ordine per misurare i limiti di velocità sulle strade, arriva il super autovelox antievasione fiscale internazionale.
Commissionato dalla Guardia di finanza, questo strumento sarà impiegato lungo il percorso alpino svizzero (Ponte Chiasso) e ai confini con la Repubblica di San Marino.
Finalità
Obiettivo principale dell'autovelox fiscale è quello di bloccare i soggetti che muovono all'estero denaro o altri titoli e beni di rilevante valore, facilmente trasportabili negli autoveicoli.
In verità, questo tipo di controllo, da tempo, è utilizzato nelle aree meridionali della penisola al fine di contrastare il fenomeno del riciclaggio del danaro sporco da parte delle organizzazioni criminali. Ora viene esteso nelle zone di confine del nord dove maggiore sarebbe il pericolo di trasferimenti fraudolenti via terra di denaro e titoli da e per il Paese.
Le indagini con il super autovelox
Le indagini antievasione internazionale comprendono diverse tecnologie. Accanto alle tradizionali telecamere, termocamere e lettori a infrarossi, il nuovo occhio elettronico (super autovelox) è in grado di eseguire in qualsiasi momento, sia di giorno che di notte, una particolare rilevazione.
Il nuovo sistema di misurazione e rivelamento tecnologico, infatti, viene installato sulle unità mobili delle Fiamme gialle in grado di spostarsi rapidamente da una zona all'altra in base alle esigenze, ai piani e alle strategie di verifica (giocando anche sull'effetto sorpresa).
Tale strumento, utilizzato da personale altamente qualificato, consente (nel rispetto della privacy) di riprendere i numeri di targa di tutti i veicoli transitanti presso una determinata area stradale.
In particolare, l'autovelox sarà collocato in modo tale da fotografare, esclusivamente, le targhe sospette e non i conducenti dei mezzi monitorati (che saranno informati con una particolare segnaletica), mentre l'apparecchiatura (nonostante possa registrare quantità illimitate di dati) conserverà le immagini nel proprio hard disk, e per scopi solo operativi, limitatamente per 15 giorni.
Con questo sistema, verrà costituito un database di "auto indiziate" verso le quali la Guardia di finanza potrà effettuare una vera e propria ispezione, che potrà essere eseguita sia nel momento in cui il veicolo transita in dogana che fuori dalle zone doganali.
Un apposito software, poi, elabora l'immagine fotografata trasformandola in file digitale e tale informazione viene incrociata con altre banche dati come, ad esempio, quelle dell'Anagrafe tributaria e della motorizzazione o delle altre forze dell'ordine.
Sanzioni
Le sanzioni amministrative, che conseguono al ritrovamento di ingenti somme di denaro o altri mezzi di pagamento non tracciabili per un valore uguale o superiore a 10mila euro varia da un minimo di 300 euro fino al 40% dell'importo che è stato trasferito, o che si tenta di trasferire, in eccedenza della soglia (franchigia) di 10mila euro.
Infine, chi verrà scoperto sarà sottoposto a indagini antiriciclaggio tese a verificare l'eventuale provenienza del denaro da reati tipici della criminalità organizzata, come racket e usura.
Commissionato dalla Guardia di finanza, questo strumento sarà impiegato lungo il percorso alpino svizzero (Ponte Chiasso) e ai confini con la Repubblica di San Marino.
Finalità
Obiettivo principale dell'autovelox fiscale è quello di bloccare i soggetti che muovono all'estero denaro o altri titoli e beni di rilevante valore, facilmente trasportabili negli autoveicoli.
In verità, questo tipo di controllo, da tempo, è utilizzato nelle aree meridionali della penisola al fine di contrastare il fenomeno del riciclaggio del danaro sporco da parte delle organizzazioni criminali. Ora viene esteso nelle zone di confine del nord dove maggiore sarebbe il pericolo di trasferimenti fraudolenti via terra di denaro e titoli da e per il Paese.
Le indagini con il super autovelox
Le indagini antievasione internazionale comprendono diverse tecnologie. Accanto alle tradizionali telecamere, termocamere e lettori a infrarossi, il nuovo occhio elettronico (super autovelox) è in grado di eseguire in qualsiasi momento, sia di giorno che di notte, una particolare rilevazione.
Il nuovo sistema di misurazione e rivelamento tecnologico, infatti, viene installato sulle unità mobili delle Fiamme gialle in grado di spostarsi rapidamente da una zona all'altra in base alle esigenze, ai piani e alle strategie di verifica (giocando anche sull'effetto sorpresa).
Tale strumento, utilizzato da personale altamente qualificato, consente (nel rispetto della privacy) di riprendere i numeri di targa di tutti i veicoli transitanti presso una determinata area stradale.
In particolare, l'autovelox sarà collocato in modo tale da fotografare, esclusivamente, le targhe sospette e non i conducenti dei mezzi monitorati (che saranno informati con una particolare segnaletica), mentre l'apparecchiatura (nonostante possa registrare quantità illimitate di dati) conserverà le immagini nel proprio hard disk, e per scopi solo operativi, limitatamente per 15 giorni.
Con questo sistema, verrà costituito un database di "auto indiziate" verso le quali la Guardia di finanza potrà effettuare una vera e propria ispezione, che potrà essere eseguita sia nel momento in cui il veicolo transita in dogana che fuori dalle zone doganali.
Un apposito software, poi, elabora l'immagine fotografata trasformandola in file digitale e tale informazione viene incrociata con altre banche dati come, ad esempio, quelle dell'Anagrafe tributaria e della motorizzazione o delle altre forze dell'ordine.
Sanzioni
Le sanzioni amministrative, che conseguono al ritrovamento di ingenti somme di denaro o altri mezzi di pagamento non tracciabili per un valore uguale o superiore a 10mila euro varia da un minimo di 300 euro fino al 40% dell'importo che è stato trasferito, o che si tenta di trasferire, in eccedenza della soglia (franchigia) di 10mila euro.
Infine, chi verrà scoperto sarà sottoposto a indagini antiriciclaggio tese a verificare l'eventuale provenienza del denaro da reati tipici della criminalità organizzata, come racket e usura.
Boris Bivona
pubblicato Giovedì 1 Ottobre 2009
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