Attualità
Cessione o triangolazione intracomunitaria?
Il caso di una società belga che ha acquistato prodotti da un fornitore spagnolo per rivenderli in Italia
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È possibile regolarizzare in Italia gli effetti di acquisti intracomunitari che il fornitore residente in un altro Stato ha erroneamente trattato come cessioni intracomunitarie anziché classificarli come una triangolazione intracomunitaria?
A questo interrogativo ha risposto l'agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 321/E del 9 novembre emanata in risposta a una istanza di interpello. Secondo l'Amministrazione finanziaria, se la natura dell'operazione e il cedente non mutano, è sufficiente annotare le variazioni nei registri contabili piuttosto che procedere all'annullamento delle originarie operazioni di acquisto, integrazione e registrazione delle nuove fatture.

Il caso al centro dell'interpello
Il pronunciamento dell'Amministrazione fiscale prende le mosse da una istanza di interpello presentata da una società belga con due partite Iva (italiana e spagnola) che provvede ad acquistare prodotti da un fornitore spagnolo e a rivenderli in Italia utilizzando la partita Iva spagnola.
A sua volta, la società belga emette fatture non imponibili per cessioni intracomunitarie e presenta i modelli Intra. Il trasporto dei beni viene poi effettuato dalla società spagnola per conto di quella belga e la prima risulta destinataria delle fatture emesse dal vettore per il trasporto realizzate dalla Spagna in Italia.
L'istante afferma che il destinatario finale dei beni ha provveduto a registrare le fatture relative ai loro acquisti con la partita Iva spagnola della società belga indicandola nei modelli Intra come fornitore dei modelli presentati.
Di diverso avviso è l'Amministrazione finanziaria spagnola per la quale, invece, le operazioni dovevano essere considerate triangolari anzichè cessioni intracomunitarie. E questo perché affidando il trasporto a un terzo non era legittimo utilizzare la partita Iva spagnola della società belga.

La posizione del Fisco italiano
In linea di principio, se si cambia la partita Iva del cedente cambia la natura dell'operazione e di conseguenza il destinatario finale dei beni dovrebbe annullare e registrare nuovamente le fatture. Ma per l'amministrazione italiana, la procedura di regolarizzazione prevista dalla normativa nazionale non può applicarsi al caso in esame poiché non viene meno la cessione intracomunitaria nei confronti del destinatario finale dei beni né muta il ruolo del cedente cambiando la partita Iva. Quindi, il destinatario finale dei beni dovrà provvedere ad annotare a margine dei registri la modifica della posizione Iva.

Secondo l'Agenzia, la regolarizzazione, comunque, non comporta l'applicazione di sanzioni nei confronti degli acquirenti italiani, in quanto all'epoca si sono comportati correttamente. E ciò anche tenendo conto che la correzione viene effettuata a seguito di un'iniziativa di un'autorità fiscale estera per esigenze di coordinamento normativo e di controllo negli scambi intracomunitari.

Gianluca Di Muro
pubblicato Venerdì 9 Novembre 2007

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