Lunedì 21 Maggio 2012 - Aggiornato alle 18:03
Attualità
Cipro, l’euro non fa paura al Fisco
Le entrate fiscali corrono verso il traguardo dei 5 miliardi di euro, giudicato impensabile fino a qualche anno fa
L’ingresso di Cipro nell’Euroclub, già annunciato lo scorso anno e oggi in dirittura d’arrivo, non sembra aver ostacolato la crescita progressiva delle entrate fiscali. Questo significa, in termini pratici, che l’euro non spaventa il fisco, anzi, lo alimenta. L’ingresso di Cipro nell’Euroclub, già annunciato lo scorso anno e oggi in dirittura d’arrivo, non sembra aver ostacolato la crescita progressiva delle entrate fiscali. Nel 2006, infatti, l’erario cipriota ha centrato l’obiettivo dei 4 miliardi di euro e nell’anno in corso, ma si tratta di stime, dovrebbe approcciare la soglia dei 5 miliardi di euro. Un vero e proprio primato per un Paese la cui popolazione non oltrepassa gli 800 mila abitanti. Dunque, nonostante le valutazioni negative e i moniti espressi al momento del varo dell’iniziativa pro-euro da diversi esperti fiscali, l’arrivo dell’euro, accompagnato da misure che richiederanno, a partire dal 2008, un maggior rigore sui conti e una più stretta sinergia con Bruxelles nella definizione delle norme strettamente fiscali, non sembra affatto aver funzionato da freno riguardo alle risorse assicurate annualmente all’erario nazionale, anzi, tutto il contrario.
L’offshore non tramonta e salgono i profitti
In altre parole, l’euro non ha scacciato né ridotto i vantaggi offerti dall’offshore. Infatti, mentre gli incassi del fisco crescono in media del 12 per cento l’anno, il gettito dell’imposta sui profitti vola a un passo più che doppio, registrando un’impennata nel biennio passato contabilizzabile in un incremento di circa il 30 per cento rispetto al dato del 2005. Al contempo, la registrazione di nuove controllate estere sul mercato domestico non accenna a ridursi come pure l’afflusso dei capitali stranieri.

Andamento delle entrate fiscali nel periodo 2000-2007
Per il 2007 si tratta di stime
Fonte: Eurostat (i valori riportati in tabella sono espressi in milioni di euro)
Resta quindi ridimensionato il dogma contabile in base al quale l’euro non premierebbe le entrate fiscali, soprattutto se il nuovo terreno da sottoporre alla cura della moneta unica risulta aver alloggio in giurisdizioni le cui infrastrutture si fondano su aliquote basse e su di una tassazione piuttosto mite.
Dalle entrate fiscali più risorse per i bassi redditi
Il maggior gettito, registrato in coincidenza con il varo dell’euroiniziativa, ha anche consentito di avviare un pacchetto di misure in favore dei redditi bassi. Tra queste, l’ulteriore innalzamento oltre 19 mila euro dell’asticella della no-tax area dovrebbe garantire, a partire da quest’anno, il versamento di zero imposte a una quota significativa dei lavoratori dipendenti la cui occupazione è legata soprattutto al settore privato. Nessuna modifica invece è in scaletta in relazione allo status fiscale privilegiato riservato ai non ciprioti che non risiedono nel Paese e che continueranno a vedere i guadagni, derivanti da investimenti esteri, tassati applicando un’aliquota del 5 per cento. A patto che questi soggetti non siano titolari di attività economiche all’interno della giurisdizione cipriota.
L’ingresso di Cipro nell’Euroclub, già annunciato lo scorso anno e oggi in dirittura d’arrivo, non sembra aver ostacolato la crescita progressiva delle entrate fiscali. Questo significa, in termini pratici, che l’euro non spaventa il fisco, anzi, lo alimenta. L’ingresso di Cipro nell’Euroclub, già annunciato lo scorso anno e oggi in dirittura d’arrivo, non sembra aver ostacolato la crescita progressiva delle entrate fiscali. Nel 2006, infatti, l’erario cipriota ha centrato l’obiettivo dei 4 miliardi di euro e nell’anno in corso, ma si tratta di stime, dovrebbe approcciare la soglia dei 5 miliardi di euro. Un vero e proprio primato per un Paese la cui popolazione non oltrepassa gli 800 mila abitanti. Dunque, nonostante le valutazioni negative e i moniti espressi al momento del varo dell’iniziativa pro-euro da diversi esperti fiscali, l’arrivo dell’euro, accompagnato da misure che richiederanno, a partire dal 2008, un maggior rigore sui conti e una più stretta sinergia con Bruxelles nella definizione delle norme strettamente fiscali, non sembra affatto aver funzionato da freno riguardo alle risorse assicurate annualmente all’erario nazionale, anzi, tutto il contrario. L’offshore non tramonta e salgono i profitti
In altre parole, l’euro non ha scacciato né ridotto i vantaggi offerti dall’offshore. Infatti, mentre gli incassi del fisco crescono in media del 12 per cento l’anno, il gettito dell’imposta sui profitti vola a un passo più che doppio, registrando un’impennata nel biennio passato contabilizzabile in un incremento di circa il 30 per cento rispetto al dato del 2005. Al contempo, la registrazione di nuove controllate estere sul mercato domestico non accenna a ridursi come pure l’afflusso dei capitali stranieri.

Andamento delle entrate fiscali nel periodo 2000-2007
Per il 2007 si tratta di stime
Fonte: Eurostat (i valori riportati in tabella sono espressi in milioni di euro)
Resta quindi ridimensionato il dogma contabile in base al quale l’euro non premierebbe le entrate fiscali, soprattutto se il nuovo terreno da sottoporre alla cura della moneta unica risulta aver alloggio in giurisdizioni le cui infrastrutture si fondano su aliquote basse e su di una tassazione piuttosto mite.
Dalle entrate fiscali più risorse per i bassi redditi
Il maggior gettito, registrato in coincidenza con il varo dell’euroiniziativa, ha anche consentito di avviare un pacchetto di misure in favore dei redditi bassi. Tra queste, l’ulteriore innalzamento oltre 19 mila euro dell’asticella della no-tax area dovrebbe garantire, a partire da quest’anno, il versamento di zero imposte a una quota significativa dei lavoratori dipendenti la cui occupazione è legata soprattutto al settore privato. Nessuna modifica invece è in scaletta in relazione allo status fiscale privilegiato riservato ai non ciprioti che non risiedono nel Paese e che continueranno a vedere i guadagni, derivanti da investimenti esteri, tassati applicando un’aliquota del 5 per cento. A patto che questi soggetti non siano titolari di attività economiche all’interno della giurisdizione cipriota.
Stefano Latini
pubblicato Mercoledì 5 Dicembre 2007
I più letti
La Suprema corte chiarisce quali sono gli effetti processuali che si verificano in caso di chiusura della società contribuente nel corso del contenzioso tributario
Senza fondamento anche le altre obiezioni sulla mancata sottoscrizione dell’atto, sull’impossibilità di quantificare la pretesa del Fisco e sull’inapplicabilità delle sanzioni
Legittima la correzione di errori materiali o formali ma non di quelli riferibili a scelte del contribuente, come la deduzione di perdite in periodi di imposta successivi
Il tributo, introdotto anticipatamente in via sperimentale dall’articolo 13 del “Salva Italia”, è ormai ai nastri di partenza. Il primo appuntamento è fissato per giugno
L’Amministrazione utilizza una tecnologia di distribuzione dei software basati su Java che assicura applicazioni sempre aggiornate perché acquisibili direttamente dal web
La Suprema corte chiarisce quali sono gli effetti processuali che si verificano in caso di chiusura della società contribuente nel corso del contenzioso tributario
Il tributo, introdotto anticipatamente in via sperimentale dall’articolo 13 del “Salva Italia”, è ormai ai nastri di partenza. Il primo appuntamento è fissato per giugno
Per la scadenza di giugno è dovuto un terzo o la metà dell’imposta calcolata con l’aliquota di base e la detrazione. Saldo a conguaglio, entro il 16 dicembre, con la percentuale definitiva
Legittima la correzione di errori materiali o formali ma non di quelli riferibili a scelte del contribuente, come la deduzione di perdite in periodi di imposta successivi
Affidare al commercialista l’adempimento non esonera il titolare obbligato alla presentazione a vigilare affinché il mandato sia puntualmente adempiuto
Il riepilogo dell’Amministrazione sull’applicazione del nuovo strumento che contrasta frodi ed evasioni fiscali
Il tributo, introdotto anticipatamente in via sperimentale dall’articolo 13 del “Salva Italia”, è ormai ai nastri di partenza. Il primo appuntamento è fissato per giugno
Per la scadenza di giugno è dovuto un terzo o la metà dell’imposta calcolata con l’aliquota di base e la detrazione. Saldo a conguaglio, entro il 16 dicembre, con la percentuale definitiva
La Finanziaria 2010 ha stabilizzato l'aliquota ridotta per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
Chiarimenti a 360° sulla comunicazione dei dati relativi alle operazioni Iva di importo non inferiore a 3.000 euro. In arrivo il software gratuito per la compilazione
Dello stesso autore
14/5/2012
La Cancelliera, arbitra in Europa d’un rigore contabile senza deroghe, all’interno promuove sollievi fiscali
8/5/2012
A New York, nel boom di internet e dell’high tech, per dribblare il fisco si arriva persino a reclutare adolescenti
24/4/2012
Tra i paladini più risoluti nel sostenere la politica di austerity di Berlino, oggi vacillano sotto il peso delle tasse
20/4/2012
Ecco il menù dell'evasore tascabile, dalla messa al bando del n. "666" alla contestazione dell'essere individuo
Notizie correlate
- Malta e Cipro, meno trenta all’alba dell’euro
- 1/12/2007
- L’eurozona con i due nuovi ingressi conferma la propria forza di mercato unico in grado di attrarre nuovi Paesi Una
- Europa, entrate fiscali in linea grazie all'euro-salvagente
- 9/8/2011

- La certificazione dell’euro-scudo traspare dai numeri delle entrate fiscali e dei rispettivi trend nel biennio 2008-2009
- Euro, un pianeta da 589 miliardi popolato da 10,5 miliardi di banconote
- 29/11/2006
- I lenzuoli di vari colori occupano spazio tra le tasche dei cittadini europei e le riserve delle banche centrali Una
- Svizzera, anno di Schengen ma con segreto bancario
- 22/2/2008

- Il 2008 sarà probabilmente l’anno in cui verrà abbattuta l’ultima frontiera da e verso il territorio italiano














