Attualità
Dal 1° gennaio 2008 Iban un valido sostituito di Abi e Cab
Il codice sarà obbligatorio, indipendentemente dall’importo del trasferimento, per le persone fisiche e le imprese

Le ragioni sottese alla "rivoluzione" delle coordinate bancarie (o postali) devono essere rinvenute nella spinta propulsiva all’unificazione di regole e standard stabiliti a livello europeo per i pagamenti transfrontalieri (cross-border). Dal 1° gennaio 2008 è entrato in vigore il Regolamento CE 2560/01. Per effettuare un pagamento nazionale (bonifico o incasso), indipendentemente dall’importo del trasferimento, sarà obbligatorio (per le persone fisiche e le imprese) utilizzare il codice International Bank Account Number, meglio noto con la formula abbreviata di Iban. Ai fini contabili, quindi, sarà opportuno integrare i dati normalmente forniti in fattura ai clienti o richiesti ai fornitori per effettuare i pagamenti. Esempio Questo standard (internazionale) è un codice di 27 cifre che (in Italia) racchiude le 2 lettere IT (che identificano il nostro Paese), altri due numeri di controllo internazionale (cd. Cin euro, ad esempio 91), una lettera per la verifica nazionale e cioè il Cin IT (esempio N), poi 5 cifre relative al (vecchio) codice Abi e 5 del (vecchio) Cab e, infine, 12 caratteri (alfanumerici e senza segni speciali) relativi al numero di conto corrente. Ne deriva, esemplificativamente, il seguente codice: IT91 N030 7670 0300 0000 0123 456. Per ragioni di leggibilità, l’Iban va indicato in blocchi separati di quattro caratteri, su moduli o bollettini cartacei, e senza spazi fra un carattere e l’altro se si utilizza il supporto elettronico.

Le finalità 
Le ragioni sottese alla "rivoluzione" delle coordinate bancarie (o postali) devono essere rinvenute nella spinta propulsiva all’unificazione di regole e standard stabiliti a livello europeo per i pagamenti transfrontalieri (cross-border). Fino al 31 dicembre 2007, infatti, il codice Iban era utilizzato esclusivamente e obbligatoriamente per i pagamenti elettronici internazionali. Dal 2008 sarà possibile effettuare e ricevere pagamenti in euro (diversi dal contante, quali bonifici, addebiti preautorizzati come il Rid e le carte di pagamento) nell’area Sepa, con la stessa facilità e sicurezza con cui vengono eseguiti oggi i pagamenti nei singoli Paesi (questi pagamenti, infatti, diventeranno a ogni effetto "domestici" in quanto non ci saranno differenze tra pagamenti nazionali ed europei). Il codice avviamento bancario (cab), l’Associazione bancaria italiana (Abi), il control internal number (cin) e il conto corrente (c/c), pertanto, non saranno più necessari (o meglio, saranno inglobati nel predetto codice internazionale).

Le delucidazione dell’Abi
L’Associazione Bancaria Italiana ha chiarito che con il codice Iban si raggiungeranno facilmente e con assoluta certezza tutti i beneficiari situati nel territorio italiano e nei 31 Paesi del Sepa, acronimo di Single Euro Payments Area (Area unica di pagamenti in Europa). Questo spazio geografico comprende i 15 "euroPaesi" (Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Austria, Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Slovenia, e, da gennaio 2008, Cipro e Malta), i 12 Paesi dell’Ue che non utilizzano l’euro sul territorio nazionale ma che effettuano comunque pagamenti con moneta euro (Regno Unito, Svezia, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Romania) e altri quattro Paesi quali la Svizzera, la Norvegia, l’Islanda e il Liechtenstein. In tal modo anche la tempistica nell’esecuzione dei trasferimenti sarà garantita e certa (per un bonifico nazionale o internazionale all’interno dell’area Sepa saranno necessari, al massimo, 3 giorni lavorativi bancari). Infine, l’importo del bonifico sarà interamente accreditato non essendo previste deduzioni di alcun tipo da parte dei soggetti intermediari.

Oneri e vantaggi per le imprese
Da un lato, l’introduzione dell’Iban comporterà per le imprese l’aggiornamento dei propri archivi. Per tali ragioni le società dovranno acquisire dai soggetti dipendenti, dai fornitori e dai clienti i relativi codici Iban al fine di sostituirli ai precedenti codici bancari identificativi. Per semplificare e facilitare l’immediata sostituzione delle vecchie coordinate, tuttavia, è stato messo a punto un servizio di allineamento elettronico Iban che consentirà di aggiornare in modo automatico gli archivi dei soggetti beneficiari. Per le imprese e la Pubblica Amministrazione, che intrattengono rapporti con un’ampia pluralità di soggetti, infatti, acquisire i codici, contattando direttamente le controparti, potrebbe risultare difficoltoso e oneroso (così gli istituti bancari offrono il citato servizio di allineamento elettronico archivi Iban già dallo scorso novembre 2007). Tale processo di allineamento, in verità, risulta particolarmente semplice. In dettaglio, sarà sufficiente inoltrare alla propria banca, con modalità concordate o tramite canale Cbi (Corporate banking interbancario), la richiesta dei codici Iban indicando i nomi dei soggetti e le vecchie coordinate bancarie (Abi, Cab e numero di conto corrente). La banca di allineamento inoltrerà le richieste alle banche ("destinatarie") dei soggetti di cui si vorrà ottenere il codice Iban. La banca destinataria della richiesta verificherà che le informazioni ricevute corrisponderanno ad un conto corrente in essere presso i propri sportelli intestato al nominativo indicato. Su richiesta, altresì, potrà verificarsi il codice fiscale dell’intestatario. Il processo di allineamento si concluderà quando la banca destinataria, tramite la banca di allineamento, fornirà l’Iban in sostituzione delle vecchie coordinate e l’impresa o l’ente richiedente aggiornerà i propri archivi. Dall’altro lato, le imprese (italiane) che intrattengono rapporti con (gli) altri Paesi dello spazio Sepa, beneficeranno di una gestione dei pagamenti semplificata. Le aziende di maggiori dimensioni e quelle situate in diversi Paesi Sepa, infatti, potranno concentrare in una unica piattaforma la gestione dei pagamenti in euro, indipendentemente dalla circostanza che gli stessi siano nazionali ovvero internazionali. Inoltre, l’utilizzo sempre più esteso dei pagamenti con moneta elettronica e la possibilità di una loro integrazione con i cicli commerciali e amministrativi consentiranno, alle imprese, notevoli risparmi sotto il profilo economico.

I termini
I bonifici disposti senza indicazione del codice Iban saranno comunque accettati (in modo gratuito) fino al 1° giugno 2008. Dopo tale data i pagamenti privi di tale codice avranno tempi di esecuzione più lunghi e (soprattutto) costi più rilevanti.

La Sepa, il Comitato nazionale e il Mef
In coerenza con le sollecitazioni pervenute dalla Commissione europea e dalle Banche centrali dell’area euro l’industria bancaria (europea), da tempo, è impegnata nel programma di realizzare un’unica area dei pagamenti monetari in euro (single euro payment area). Quest’area si prefigge, altresì, un duplice obiettivo: da una parte ricoprire un ruolo essenziale per il completamento del mercato interno e dall’altro spiegare al meglio i benefici della moneta unica. Poiché la realizzazione della Sepa trascende il solo "pianeta" bancario, impattando sugli utenti dei servizi di pagamento (tra cui le imprese, i consumatori, gli esercenti e la Pubblica Amministrazione), è stato costituito un Comitato nazionale di migrazione alla Sepa (Cnms), organo di indirizzo per la gestione del processo di migrazione a livello Paese, presieduto dalla Banca d’Italia e dall’Associazione Bancaria Italiana, in cui sono stati previsti, come partecipanti, in rappresentanza delle Pubbliche Amministrazioni, il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione e il ministero dell’Economia e delle Finanze. Secondo i piani dell’accordo entro il 2010 gli addebiti periodici (come ad esempio la domiciliazione delle utenze) saranno interessati dal cambiamento (mentre dal 2011 la migrazione sarà effettiva e completa).
Boris Bivona
pubblicato Lunedì 21 Gennaio 2008

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