Attualità
Dalla serie A alla C2: le "partite" da recuperare - 1
Un panorama piuttosto critico del rapporto del calcio con l'Erario
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Alla Camera dei deputati, lo scorso 7 febbraio, in sede di resoconto della VI Commissione permanente (Finanze), il sottosegretario all'Economia, Daniele Molgora, rispondendo a una interrogazione parlamentare (question time) avente come oggetto "Dati analitici circa l'esposizione nei confronti dell'Erario delle società calcistiche di serie A e B", ha sottoposto all'attenzione generale l'argomento "fisco" riferito a una realtà sportiva molto popolare quale è il calcio ai massimi livelli professionistici.

Dunque, i prospetti riassuntivi (sono tratti dall'allegato dell'intervento del sottosegretario Molgora), articolati secondo un primo riepilogo generale e poi serie per serie, si riferiscono al credito erariale vantato al 30 novembre 2005 nei confronti delle società di calcio professionistiche partecipanti ai campionati di serie A, B e C negli anni 2001-2002-2003-2004 (stagione 2004/2005). In tali cifre, non sono stati compresi le somme riguardanti il contenzioso Iva e Irap, che saranno resi pubblici in tempi ristretti.

La prima tabella riguarda il riepilogo al 30 novembre 2005. Come si può notare, sulla cifra totale pesa notevolmente il cosiddetto "scaduto", cioè le cartelle esattoriali richieste dal fisco e non pagate dalle società. Per quanto riguarda la voce "rateizzato", invece, la cifra più pesante, riguarda la Serie A, così come il sospeso.

Riepilogo al 30 novembre 2005

 ScadutoRateizzatoSospesoTotale
Serie A62.571.940,78116.413.254,9651.749.443,96230.734.639,70
Serie B143.693.671,023.547.104,181.334.702,76148.575.477,96
Serie C129.697.290,583.322.266,781.713.397,0734.732.954,43
Serie C2 e altre137.685.238,530.001.552.819,85139.238.058,38
 373.648.140,91123.282.625,9256.350.363,64553.281.130,47


Scendendo nel particolare delle serie calcistiche interessate, ecco la tabella che riguarda la situazione "fiscale" della massima categoria nazionale, sempre attinente all'Irpef.

La serie A alla stagione 2004/2005

 TotaleScadutoRateizzatoSospeso
Atalanta Bergamo Calcio Spa0,000,000,000,00
Bologna F.C. Spa    174.154,830,000,00174.154,63
Brescia Calcio Spa    6.721.273,370,0083.146,406.638.127,17
Cagliari Calcio Spa    44.412,8444.412,840,000,00
A.C. Chievoverona S.r.l.0,000,000,000,00
Florentia Viola S.r.l.0,000,000,000,00
F.C. Internazionale Milano Spa0,000,000,000,00
Juventus F.C. Spa 0,000,000,000,00
S.S. Lazio Spa    140.434.392,520,00103.130.108,5837.304.283,94
U.S. Lecce Spa0,000,000,000,00
A.S. Livorno Calcio Spa0,000,000,000,00
F.C. Messina Peloro Spa18.037.678,220,0013.200.000,004.837.678,22
A.C. Milan Spa0,000,000,000,00
U.S. Città di Palermo0,000,000,000,00
Parma A.C. Spa62.527.527,9462.527.527,940,000,00
Reggina Calcio Spa    2.795.200,000,000,002.795.200,00
A.S. Roma Spa0,000,000,000,00
A.C. Siena Spa0,000,000,000,00
Udinese Calcio Spa0,000,000,000,00
 230.734.639,72   62.571.940,78116.413.254,9851.749.443,96


La tabella esalta il debito Irpef della S.S. Lazio Spa, diviso in due parti: una porzione, di oltre 103 milioni di euro, è stata rateizzato, in 23 anni, grazie all'applicazione dell'articolo 3, comma 3, del decreto legge 138/2002, mentre il rimanente, circa 37 milioni di euro, è stato sospeso. Il motivo di tale consentita rateizzazione è da trovare nel parere favorevole espresso, lo scorso 30 marzo, da parte della Commissione consultiva per la riscossione dei tributi. In tale parere, è stato chiaramente indicato che l'accordo tra la S.S. Lazio Spa e l'Agenzia delle entrate sarebbe stato, per le casse dell'Erario, certamente più favorevole del fallimento della stessa società biancoazzurra.

Altra società in difficoltà economica è il Parma A.C. Spa, che ha un debito Irpef di oltre 62 milioni di euro. Anche in questo caso, la sofferenza societaria è stata gestita di concerto con il Governo a seguito del rovescio finanziario della "controllante" Parmalat. Durante la fase iniziale delle indagini della magistratura, il vertice del Parma A.C. Spa era stato accusato di aver evaso il fisco - mancata denuncia di plusvalenze relative a cessioni di calciatori - per un ammontare di circa 320 milioni di euro. In seguito, però, la nuova Parmalat di Enrico Bondi ha precisato, in un comunicato, che "ogni contenzioso fiscale relativo al periodo 1 luglio 1998 - 30 giugno 2001, in merito alle plusvalenze realizzate con le cessioni dei giocatori, risulta definito attraverso il condono tombale previsto dalla legge Finanziaria 2003. I pagamenti della prima e della seconda rata sono già avvenuti secondo le modalità previste dalla medesima legge di condono. In relazione all'IRAP del periodo d'imposta chiuso al 30 giugno 2002, la società ha iscritto in bilancio un fondo rischi per imposte".

Scorrendo la tabella, si notano altre situazioni di una certa esposizione relativa al debito Irpef, riguardanti soprattutto l'F.C. Messina Peloro Spa, con 13 milioni di euro rateizzati e circa 4 milioni sospesi, e il Brescia Calcio Spa - ora militante in Serie B - che ha ottenuto una parziale sospensione del suo debito totale.

Comunque, in questo scenario piuttosto negativo - tanto da far dire al sottosegretario Molgora, durante il question time, che nel calcio esiste una "scarsa fedeltà fiscale" - vi sono anche delle importanti positività: infatti, i primi cinque club che al momento guidano la graduatoria della Serie A, cioè Juventus F.C. Spa, F.C. Internazionale Milano Spa, A.C. Milan Spa, Florentia Viola S.r.l. e A.S. Roma Spa non hanno debiti con il fisco.


I dati della serie B


I dati della serie C

Paolo Tenaglia
pubblicato Venerdì 24 Febbraio 2006

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