Dati e statistiche
Entrate tributarie gennaio/aprile:
paga bene la lotta all'evasione
L’accertamento, nel primo quadrimestre 2010, porta all’Erario un +33,4%. I dati pubblicati sul Bollettino del Df
soldi
In calo la differenza in negativo tra le entrate tributarie del 2009 e quelle del 2010. Lo scarto, che nei primi due mesi di quest’anno registrava un -1,4%, è sceso, per il quadrimestre gennaio/aprile, a -1,2%, dopo a aver rilevato una diminuzione dell’1,3% nel trimestre gennaio/marzo.
I dati sono consultabili, on line, sul Bollettino delle entrate tributarie pubblicato, insieme alla relativa Nota tecnica, sul sito del dipartimento delle Finanze. Disponibili, in rete, anche il resoconto delle entrate tributarie internazionali e il monitoraggio delle entrate tributarie e contributive.
 
In risalita, quindi, il diagramma che segna l’andamento del gettito e che segue, necessariamente, il difficile percorso della congiuntura sfavorevole.
Complessivamente tra imposte dirette, indirette e altri tributi, nelle casse dello stato, sono finite, tra gennaio e aprile 2010, secondo il criterio di competenza giuridica, 108.799 milioni di euro (nel 2009 erano 110.109 milioni).
Confermato il trend positivo derivante dall’attività di accertamento con un +33,4% di entrate da ruoli, segno + anche per Ire, Iva e imposte sulle transazioni.
 
Imposte dirette altanelanti
Direzioni diverse per Ire e Ires.
Sono stati soprattutto i rinnovi contrattuali del settore pubblico firmati nel 2009 a determinare l’impulso positivo che ha caratterizzato l’andamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche (Ire), che hanno raggiunto quota 1.385 milioni di euro (+2,7%).
Corretto al ribasso, invece, il dato relativo all’Ires, che nel primo quadrimestre 2010 ha visto all’attivo un totale di 1.168 milioni di euro. Il minor gettito è dovuto alla flessione degli acconti versati dalle imprese con esercizio a cavallo dell’anno solare, praticamente unica voce in entrata per il bilancio dello Stato in questo periodo dell’anno a proposito di Ires.
Continuano a registrare valori negativi l’imposta sostitutiva sui redditi e delle ritenute su interessi, premi e altri redditi da capitale, corrisposti da aziende e banche, non riferibili, per la modalità di calcolo applicate, all'attuale situazione economica, ma a situazioni finanziarie riguardanti anni passati.
 
Segno “più” per l’Iva, meno bene per le altre imposte indirette
Se sono in generale calo le entrate da imposte indirette, l’andamento dell’Iva fa intuire, invece, che la fase più buia della crisi economica è ormai alle spalle. Il dato da evidenziare per quest’imposta, infatti, è un incremento pari al 2,1%, 28.698 milioni gli euro incassati nei primi quattro mesi del 2010, 580 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2009. Il salto in avanti testimonia una ripresa dei consumi e degli scambi con l’estero, il valore positivo è infatti dovuto principalmente alla tassazione delle importazioni e all’aumento del prezzo del petrolio. Gli scambi interni stentano invece a risalire, anche se presentano segni di miglioramento rispetto al 2009 e ai primi mesi del 2010.
Continuando l’analisi delle imposte indirette, in calo l’imposta di fabbricazione sugli oli minerali e quella di consumo sul gas metano.
 
Aumentano le imposte di transazione
Netto il trend positivo per tutte le imposte di transazione che crescono, complessivamente del 4,7%: +7,1% di imposta di registro, +1,5%  di imposta di bollo, +6,5% di imposta ipotecaria, +1,3% di diritti catastali e di scritturato.
 
Primo premio ad accertamento e controllo
Mantengono il gradino più alto del podio gli incassi derivanti da ruoli relativi all’attività di accertamento e controllo, segno evidente della giusta direzione intrapresa dagli uffici dell’Amministrazione finanziaria nella lotta contro l’evasione.
La variazione positiva è stata, anche per il periodo gennaio/aprile, molto evidente: +395 milioni di euro (+33,4%).
 
A confronto con l’Europa
I dati analizzati, relativi al gettito delle entrate tributarie nel primo quadrimestre 2010 testimoniano un allineamento tra l’Italia e gli altri paesi Ue. L’Europa, in generale, mostra evidenti segnali di ripresa.
Confrontando il rapporto pubblicato sul sito del Df si può notare, in particolare, l’importante recupero registrato dall’Irlanda rispetto al periodo precedente e la situazione anomala della Francia, che ha aumento il gettito da entrate tributarie del 17 per cento.
Anna Maria Badiali
pubblicato Lunedì 14 Giugno 2010

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