Falstaff più Aida, dalle Dogane
due arie doc che catturano… i falsi

cubearth
Operativa dal 1° marzo la procedura per inviare on line le istanze di tutela dei diritti di proprietà intellettuale
È operativa da pochi giorni la procedura che consente ai titolari dei diritti di proprietà intellettuale di trasmettere on line le istanze di tutela dei marchi. Dal 1° marzo chi sospetta che siano state immesse in libera pratica merci contraffatte ha la possibilità di presentare per via telematica alla dogana competente una immediata richiesta di intervento. La nuova procedura, meglio conosciuta con l'acronimo di Falstaff  (Fully automated logical system to avoid forgery & fraud), si avvale della telematica non soltanto per semplificare gli adempimenti ma anche per realizzare una efficace strategia di contrasto al fenomeno della contraffazione. Falstaff è uno dei progetti più all'avanguardia in Europa nel campo informatico. Non a caso all'Agenzia delle Dogane è valsa nel 2005 la menzione d'onore negli eEurope Awards, Oscar europeo 2005 per le migliori iniziative di e-government.

Come funziona Falstaff
Una banca dati multimediale di prodotti autentici, con immagini del prodotto e mappatura degli itinerari doganali è stabilmente inserita nel sistema informativo Aida (Automazione Integrata Dogane e Accise) dell'Agenzia e consente di comparare le caratteristiche dei prodotti sospettati di contraffazione con quelle degli originali. Tutte le informazioni di carattere tecnico relative al prodotto sono registrate in una scheda che la banca dati provvede a elaborare per ogni azienda che abbia richiesto un intervento a tutela di un proprio prodotto. La banca dati è a disposizione dei funzionari doganali che possono così ottenere risposte in tempo reale e avvalersi, per le richieste di intervento, anche dei tecnici delle associazioni di categoria e degli enti di certificazione di qualità dei prodotti posti sotto osservazione.

Il ruolo del circuito doganale di controllo
I profili di rischio dei prodotti, elaborati anche in base ai parametri indicati dalle aziende nelle schede, sono tracciati grazie all'integrazione tra la banca dati e il circuito doganale di controllo. Spetta al circuito doganale di controllo analizzare le dichiarazioni di importazione ed esportazione presentate in dogana e trasmetterle ai canali abbinati ai profili di rischio. In questo modo è possibile attivare azioni immediate di tutela dei prodotti protetti dal marchio.

Le modalità di accesso al servizio
Due sono le categorie di utenti che possono accedere al servizio:
  • il titolare di un marchio di fabbrica o di commercio, di un diritto d'autore o dei diritti connessi, di un disegno o modello, di un brevetto o di un certificato protettivo complementare, di una privativa per ritrovati vegetali; di una denominazione d'origine protetta, di un'indicazione geografica protetta;
  • qualsiasi altra persona autorizzata a usare i diritti di proprietà intellettuale ovvero un rappresentante del titolare del diritto o una persona autorizzata.

Per accedere al servizio è necessario ottenere una abilitazione da parte del servizio telematico doganale, secondo le modalità descritte nella sezione "Servizio Telematico Doganale - EDI" del sito internet dell'Agenzia delle Dogane.

Le caratteristiche della procedura telematica
Cinque sono invece le fasi in cui si articola la procedura che regola le condizioni e le modalità tecniche per la presentazione dell'istanza. La prima e seconda fase dedicate rispettivamente all'acquisizione delle richieste di tutela nazionale e comunitaria con aggiornamento dei prodotti relativi alle istanze di tutela presentate. Seguono la trasmissione telematica delle istanze agli uffici nazionali e la stampa delle richieste secondo i formulari previsti. Conclude la procedura la consultazione delle istanze trasmesse o da trasmettere.

Un'applicazione in linea con gli standard Ue
Il progetto elaborato dall'Agenzia delle Dogane recepisce le raccomandazioni dell'Unione europea e della comunità internazionale. In particolare il regolamento Ce 1383 del 2003 all'articolo 5 prevede l'impegno da parte degli Stati membri a incoraggiare i titolari del diritto a presentare domanda di intervento per via elettronica. In occasione del I congresso mondiale sulla lotta alla contraffazione (Bruxelles maggio 2004) e patrocinato da World Customs Organization (Wco), Interpol, World Intellectual Property Organization (Wipo) e da Global Business Leaders Alliance Against Counterfeiting (Gblaac) è stata sottolineata l'importanza degli strumenti telematici per identificare il maggior numero possibile di prodotti e intervenire adottando strategie di salvaguardia dei prodotti originali a tutela della regolarità del mercato e dei consumatori.

Gianluca Di Muro
 pubblicato il 10/03/2010