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Attualità
Immobili fantasma, in tre anni
oltre 2 milioni di unità celate
oltre 2 milioni di unità celate
In Gazzetta Ufficiale il comunicato del Territorio con la lista degli ultimi comuni catastali supervisionati
Dal 2007 al 2009 individuati 2.070 milioni di fabbricati fantasma. La verifica condotta dai ghostbuster del Territorio ha setacciato, nel corso di quest’anno, le aree di 28 province, pari a oltre il 25% dell’intera penisola, fotografando 570mila nuovi immobili “nascosti” all’erario. I risultati finali del controllo a tappeto sono stati annunciati oggi, in conferenza stampa, dal direttore dell’agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, in concomitanza della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del comunicato contenente gli elenchi degli ultimi comuni catastali supervisionati.
Nel documento si avvisano gli eventuali inadempienti che le liste delle particelle “incriminate” e dei relativi enti locali ospitanti – naturalmente solo quelli interessati dall’ultima ondata di controlli – sono consultabili per sessanta giorni, a partire da oggi, sul sito del Territorio. Pertanto, i titolari delle costruzioni segnalate avranno, se tenuti alla regolarizzazione, sette mesi di tempo (da oggi) per dichiarare i fabbricati al catasto edilizio (la scadenza per l’adempimento spontaneo fissata, in un primo tempo in 90 giorni, è stata prolungata per effetto delle disposizioni contenute nel Dl 248/2007). Trascorso inutilmente tale termine, le strutture del Territorio provvederanno all’accatastamento d’ufficio. È ovvio che mettersi in regola spontaneamente conviene, si evita infatti la maggiorazione dei costi derivante dall’inasprimento delle sanzioni dovute per l’attività svolta dall’ufficio.
Nell’ipotesi, invece, di accertata insussistenza dell’irregolarità, gli interessati potranno inviare una segnalazione all’ufficio provinciale del Territorio utilizzando l’apposito modello scaricabile dal sito dell’Agenzia. Un’ipotesi più che plausibile, considerato che la ricerca degli immobili fantasma è avvenuta attraverso un processo articolato partito con una serie di foto-identificazioni aeree, effettuate in collaborazione con l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, successivamente sovrapposte alla cartografia catastale gestita dal Territorio. I risultati, poi, sono stati sottoposti a ulteriori verifiche negli archivi censuari. Passaggi complessi che, in alcuni casi, hanno rilevato esiti opposti a quelli della prima “impressione” (ad esempio, immobili già censiti, o dichiarati prima della pubblicazione del comunicato, o addirittura inesistenti perché demoliti, eccetera).
Paola Pullella Lucano
pubblicato Mercoledì 16 Dicembre 2009
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