Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato alle 18:02
Attualità
Iva fatturata ma non versata.
Una truffa da 22 milioni di euro
Una truffa da 22 milioni di euro
Il risultato è stato raggiunto grazie all'apporto determinante dell'ufficio Antifrode della dr Campania
L'ufficio Antifrode della direzione regionale Entrate della Campania ha scoperto una frode carosello nel settore del commercio all'ingrosso di prodotti ittici, per un importo di circa 22 milioni di euro, tra Iva non versata (12 milioni) e maggiore imposta accertata Ires e Irap (10 milioni).
L'analisi del rischio evasione
L'attività di intelligence è stata avviata nell'ambito del progetto Missing Trader della cabina di regia operativa con la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Dogane, in coordinamento con l'ufficio centrale Antifrode dell'Agenzia delle Entrate.
La società interposta o missing trader è stata selezionata per il controllo, in quanto l'analisi dei dati presenti in Anagrafe tributaria ha fatto emergere gli indizi patrimoniali, economici e organizzativi sintomatici di una frode carosello. Infatti, è risultato che la società non ha dipendenti se non l'amministratore unico, non possiede i beni strumentali necessari per lo svolgimento dell'attività operativa e, pur gestendo un notevole volume d'affari, non possiede alcun affidamento bancario.
Sono stati poi analizzati i collegamenti del missing trader con altri soggetti economici con due nuovi applicativi specifici in dotazione all'Agenzia.
Dal primo applicativo sono stati estrapolati i volumi di vendita e i nominativi dei clienti nazionali della società interposta e il secondo applicativo ha fornito l'anello mancante dello schema: il primo amministratore del missing trader è l'attuale amministratore della società cliente più importante.
Acquisiti tutti questi elementi, sono stati poi effettuati accessi in loco presso le due società per cercare le prove delle ipotesi investigative.
Il progetto evasivo
Il meccanismo fraudolento scoperto è il seguente:
Al termine dell'indagine, è stata contestata la sottrazione di base imponibile ai fini delle imposte dirette per oltre 35 milioni di euro e il mancato versamento di Iva per 12 milioni di euro. I soggetti coinvolti nella frode sono stati segnalati all'autorità giudiziaria competente.
Il recupero delle imposte evase avverrà tramite l'emissione di avvisi di accertamento.
L'analisi del rischio evasione
L'attività di intelligence è stata avviata nell'ambito del progetto Missing Trader della cabina di regia operativa con la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Dogane, in coordinamento con l'ufficio centrale Antifrode dell'Agenzia delle Entrate.
La società interposta o missing trader è stata selezionata per il controllo, in quanto l'analisi dei dati presenti in Anagrafe tributaria ha fatto emergere gli indizi patrimoniali, economici e organizzativi sintomatici di una frode carosello. Infatti, è risultato che la società non ha dipendenti se non l'amministratore unico, non possiede i beni strumentali necessari per lo svolgimento dell'attività operativa e, pur gestendo un notevole volume d'affari, non possiede alcun affidamento bancario.
Sono stati poi analizzati i collegamenti del missing trader con altri soggetti economici con due nuovi applicativi specifici in dotazione all'Agenzia.
Dal primo applicativo sono stati estrapolati i volumi di vendita e i nominativi dei clienti nazionali della società interposta e il secondo applicativo ha fornito l'anello mancante dello schema: il primo amministratore del missing trader è l'attuale amministratore della società cliente più importante.
Acquisiti tutti questi elementi, sono stati poi effettuati accessi in loco presso le due società per cercare le prove delle ipotesi investigative.
Il progetto evasivo
Il meccanismo fraudolento scoperto è il seguente:
- la società acquirente, reale operatore nazionale, acquista effettivamente la merce dal fornitore comunitario, provvede al pagamento, al trasporto, al deposito e a tutti gli adempimenti amministrativi, facendo però emettere fattura nei confronti della società missing trader. La merce così importata in Italia viene poi rivenduta a prezzi concorrenziali alla grande distribuzione
- il missing trader emette a sua volta una fattura di vendita con regolare addebito dell'Iva nei confronti della società acquirente, applicando però prezzi inferiori a quelli di acquisto della stessa merce
- il missing trader, non versando l'Iva né le imposte dirette e vendendo sottocosto, consente così alla società acquirente di poter immettere sul mercato la merce a un prezzo considerevolmente inferiore con effetti distorsivi della concorrenza.
Al termine dell'indagine, è stata contestata la sottrazione di base imponibile ai fini delle imposte dirette per oltre 35 milioni di euro e il mancato versamento di Iva per 12 milioni di euro. I soggetti coinvolti nella frode sono stati segnalati all'autorità giudiziaria competente.
Il recupero delle imposte evase avverrà tramite l'emissione di avvisi di accertamento.
Antonio Dorrello
pubblicato Mercoledì 28 Luglio 2010
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