Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato alle 9:33
Attualità
Nascono gli osservatori regionali per gli studi di settore
L’istituzione è prevista in un provvedimento direttoriale, disponibile su www.agenziaentrate.it
Per individuare le peculiarità delle economie locali e rendere gli studi di settore sempre più vicini alle realtà territoriali, così diversificate nel nostro paese, nascono all’interno dell’Amministrazione fiscale gli Osservatori regionali per gli studi di settore. Le specifiche condizioni di esercizio delle attività economiche a livello locale saranno, infatti, dai prossimi mesi al centro delle analisi svolte da questi nuovi Osservatori, al fine di individuare elementi rilevanti sia per la revisione degli studi che delle relative applicazioni in sede di accertamento.
Gli Osservatori, che saranno operativi in tutte le regioni e nelle province autonome di Trento e Bolzano per la fine di quest’anno, sono stati istituiti con provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate che, contemporaneamente, sopprime quelli provinciali creati nel 1999. Operazione effettuata per rispondere alla specifica esigenza di garantire un più razionale ed efficace funzionamento dell’attività di analisi territoriale degli studi di settore, analisi alla quale prenderanno parte anche le associazioni di categoria e gli ordini professionali.
Dal punto di vista operativo, agli Osservatori regionali è attribuita la funzione di controllare l’applicazione degli studi all’interno del territorio regionale, portando alla luce l’esistenza di specifiche condizioni di esercizio delle attività economiche svolte a livello locale come, per esempio, l’individuazione di eventuali situazioni di crisi, oppure, di forte sviluppo e di espansione riconducibili a determinate realtà geografiche o a specifici distretti produttivi. Tutti elementi determinanti per un’eventuale revisione degli studi di settore e per specifiche valutazioni in sede di accertamento.
Infatti, le questioni più rilevanti trattate dall’Osservatorio regionale e le relative soluzioni proposte vengono poi trasmesse alla direzione centrale Accertamento dell’Agenzia e alla Commissione degli esperti; inoltre, quelle valutate importanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore in sede di accertamento potranno essere oggetto di apposite direttive indirizzate agli uffici locali dell’Agenzia al fine di indirizzare l’attività di controllo.
Gli Osservatori, che si riuniranno periodicamente per assicurare un’analisi costante, saranno composti, per quanto riguarda l’agenzia delle Entrate, dal direttore regionale, con funzione di presidente, da un vice presidente e da un rappresentante per ciascuna provincia e, per quanto riguarda categorie e ordini professionali, dai rappresentanti di associazioni di categoria dell’industria, del commercio e dell’artigianato e rappresentanti degli ordini professionali degli esercenti arti e professioni economiche e giuridiche, tecniche e sanitarie.
Nell’ambito dell’Osservatorio, il presidente può inoltre disporre la costituzione di gruppi di lavoro per l’analisi di specifiche aree territoriali o settori d’attività economica.
Lo stesso provvedimento riconosce agli Osservatori regionali “una funzione propositiva rilevante per l’applicazione degli studi, in quanto ne verificano l’adeguatezza e il funzionamento a livello locale, proponendo gli aggiustamenti e i correttivi necessari”.
Gli Osservatori, che saranno operativi in tutte le regioni e nelle province autonome di Trento e Bolzano per la fine di quest’anno, sono stati istituiti con provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate che, contemporaneamente, sopprime quelli provinciali creati nel 1999. Operazione effettuata per rispondere alla specifica esigenza di garantire un più razionale ed efficace funzionamento dell’attività di analisi territoriale degli studi di settore, analisi alla quale prenderanno parte anche le associazioni di categoria e gli ordini professionali.
Dal punto di vista operativo, agli Osservatori regionali è attribuita la funzione di controllare l’applicazione degli studi all’interno del territorio regionale, portando alla luce l’esistenza di specifiche condizioni di esercizio delle attività economiche svolte a livello locale come, per esempio, l’individuazione di eventuali situazioni di crisi, oppure, di forte sviluppo e di espansione riconducibili a determinate realtà geografiche o a specifici distretti produttivi. Tutti elementi determinanti per un’eventuale revisione degli studi di settore e per specifiche valutazioni in sede di accertamento.
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Valeria Ibello
pubblicato Martedì 9 Ottobre 2007
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