Nella rete del fisco 30 milioni
in compensazioni indebite
Antifrode in azione tra finti manager e società fantasma in Lazio, Toscana, Emilia, Piemonte, Calabria e Campania
Colpo grosso contro le compensazioni indebite messo a segno dalla task force antifrode dell'agenzia delle Entrate. Attori degli illeciti, improbabili manager ultraottantenni e società "fantasma", con tanto di dipendenti e locali, peccato però, che ogni traccia della loro esistenza svaniva inspiegabilmente dopo un paio d'anni dall'inizio della loro "attività".
L'operazione, che ha messo in campo più di 60 ispettori del fisco all'opera in varie regioni d'Italia (Lazio, Toscana, Emilia, Piemonte, Calabria e Campania), ha fatto emergere oltre 30 milioni di euro di falsi crediti fiscali e 180 milioni di ricavi non dichiarati.
In particolare, l'attività di controllo, che si è concentrata in questi ultimi giorni, ha visto in prima linea i nuclei antifrode della direzione centrale Accertamento e delle direzioni regionali di Lazio, Toscana, Campania e Calabria.
Il successo dell'attività di controllo è il risultato della perfetta sinergia raggiunta dai nuclei antifrode delle diverse strutture regionali dell'Amministrazione finanziaria nel coordinamento delle indagini.
Verifiche, accessi a tappeto presso società, sedi legali, uffici professionali e unità locali hanno riguardato 40 soggetti in tutto, operanti nel settore dei servizi, finiti nel mirino degli ispettori per il loro "comportamento fiscale" sospetto.
L'azione si iscrive nel disegno più ampio di mettere un freno alle compensazioni indebite che, dagli accertamenti effettuati, vengono spesso utilizzate come un "bancomat"... con il conto in rosso.
L'operazione, che ha messo in campo più di 60 ispettori del fisco all'opera in varie regioni d'Italia (Lazio, Toscana, Emilia, Piemonte, Calabria e Campania), ha fatto emergere oltre 30 milioni di euro di falsi crediti fiscali e 180 milioni di ricavi non dichiarati.
In particolare, l'attività di controllo, che si è concentrata in questi ultimi giorni, ha visto in prima linea i nuclei antifrode della direzione centrale Accertamento e delle direzioni regionali di Lazio, Toscana, Campania e Calabria.
Il successo dell'attività di controllo è il risultato della perfetta sinergia raggiunta dai nuclei antifrode delle diverse strutture regionali dell'Amministrazione finanziaria nel coordinamento delle indagini.
Verifiche, accessi a tappeto presso società, sedi legali, uffici professionali e unità locali hanno riguardato 40 soggetti in tutto, operanti nel settore dei servizi, finiti nel mirino degli ispettori per il loro "comportamento fiscale" sospetto.
L'azione si iscrive nel disegno più ampio di mettere un freno alle compensazioni indebite che, dagli accertamenti effettuati, vengono spesso utilizzate come un "bancomat"... con il conto in rosso.
r.fo.
pubblicato il 19/09/2009
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