Attualità
On line un servizio pre-Vies.
Dentro le partite Iva regolari
Operazioni intracomunitarie, da oggi possibile la verifica preventiva dei soggetti autorizzati a effettuarle
Sul sito delle Entrate è operativo un servizio che anticipa l’entrata a regime del Vies “condizionato”. Consultandolo, è possibile conoscere preventivamente l’elenco delle partite Iva che, al 30 gennaio, hanno già superato l’esame dei controlli e acquisito il diritto a effettuare operazioni intracomunitarie. Questo perché l’archivio informatico dei soggetti autorizzati a realizzare tali transazioni sarà effettivamente messo a punto solo a fine febbraio, pertanto, al termine del mese, gli operatori che figurano nella lista dei “promossi” entreranno nel Vies (sistema elettronico di scambio dati sull’Iva) senza dover presentare ulteriori istanze.

Il servizio avrà vita breve, solo 28 giorni trascorsi i quali, i contribuenti Iva “irregolari” non saranno più consultabili attraverso l’archivio europeo Vies che, a quel punto, entrerà in scena come unico protagonista. Dalla fine di febbraio, infatti, una volta concluse le procedure di controllo sull’affidabilità degli operatori, sulla completezza e veridicità dei dati dichiarati, la “ricerca” dei soggetti autorizzati sarà effettuabile solo attraverso Vies o tramite i siti della Commissione europea e degli Stati membri.
Chi ha già presentato l’istanza di ammissione e non si “ritrova” nell’elenco attualmente in Rete potrà verificare il suo inserimento a fine mese direttamente su Vies, poiché l’Agenzia delle Entrate ha comunque trenta giorni di tempo per vagliare l’idoneità del richiedente.

Come funziona
Si inserisce una partita Iva e, immediatamente, il servizio fornisce l’esito della verifica, indicando se l’operatore in questione possiede i requisiti per essere incluso nell’Archivio europeo, in base alle regole dettate dal provvedimento direttoriale del 29 dicembre scorso.

Va ricordato che a fine 2010 due provvedimenti dell’Agenzia, nel dare attuazione alle importanti novità in materia di contrasto alle frodi Iva contenute nel Dl 78/2010 e ispirate dal regolamento Ue 904/2010, hanno delineato un meccanismo di oculati controlli nei confronti di quei contribuenti che svolgono attività economiche fuori i confini nazionali e nello spazio comunitario. Da quel momento, l’inclusione nell’“archivio informatico dei soggetti autorizzati a porre in essere operazioni intracomunitarie” (Vies) non è più automatica, ma subordinata alle verifiche dell’Amministrazione finanziaria.
Paola Pullella Lucano
pubblicato Martedì 1 Febbraio 2011

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