Attualità
Opposizione all’esecuzione forzata.
Equitalia concede tempi più lunghi
E intanto la Corte dei conti promuove a pieni voti l’operato gestionale della società fin dalla nascita nel 2007

Da 15 a 60, ben 45 giorni in più per valutare e, nel caso, contestare il pignoramento presso terzi disposto dall’agente della riscossione. È la principale novità contenuta nell’ultima direttiva di Equitalia, la n. 12/2010, con la quale la società di riscossione nazionale aggiunge un nuovo tassello al progetto di ottimizzazione del rapporto con i cittadini. In sostanza, il contribuente iscritto a ruolo avrà due mesi di tempo per dimostrare le ragioni alla base dell’eventuale opposizione all’esecuzione forzata.
Si tratta, ad esempio, dell’ipotesi in cui viene chiesto al datore di lavoro di versare direttamente all’agente della riscossione gli importi che invece avrebbe dovuto pagare al dipendente debitore (articolo 72-bis, Dpr 602/1973).
 
Correttezza e trasparenza nel rapporto con i contribuenti
Il provvedimento si va a incastonare in un quadro più ampio di iniziative volte ad annullare la distanza, spesso costituita dalla burocrazia, che si frappone tra Equitalia e cittadini. Tra queste:
  • la sospensione delle riscossioni e dei procedimenti cautelari/espropriativi nei casi in cui, pur in mancanza della necessaria relativa comunicazione da parte dell’ente creditore, il contribuente “provi” di averne diritto
  • l’ampliamento e la razionalizzazione della rete degli sportelli sul territorio
  • la realizzazione di un portale in grado di fornire informazioni e servizi
  • il supporto ai sistemi informativi dei Giudici di pace e agli enti per l’automazione delle fasi di trasmissione di provvedimenti di annullamento/sospensione dei carichi a ruolo
  • l’individuazione di regole semplici e trasparenti per il rilascio delle rateazioni.
 
Equitalia: anno di nascita 2007, da subito un exploit di incassi
Tante iniziative, ma anche tanti risultati. Nel primo anno di piena operatività di Equitalia Spa, le riscossioni da ruoli erariali hanno raggiunto quota 3,282 miliardi di euro (+80,7% rispetto al 2006), quelle da ruoli previdenziali 2,099 miliardi (+20,24). Sono stati ampiamente superati gli obiettivi fissati nel piano aziendale per il 2007 (+56,8% sul carico complessivo affidato a Equitalia dalle Agenzie delle Entrate e delle Dogane e +9,34% su quello “commissionato” dall’Inps).
 
In 93 pagine di relazione, la magistratura contabile ha promosso a pieni voti la gestione finanziaria della società di riscossione nazionale, la cui istituzione ha segnato una svolta significativamente positiva riguardo all’entità del gettito proveniente da ruoli e non solo. La Corte, infatti, sottolinea come il passaggio dal privato al pubblico (Equitalia è partecipata per il 51% del capitale dall’Agenzia delle Entrate e per il 49% dall’Inps) sia avvenuto senza particolari problemi e nei termini previsti dal legislatore.
 
Tornando ai numeri, nel rapporto si legge che anche nel 2008 si è registrato un costante incremento degli obiettivi fissati al momento della riforma del sistema della riscossione (+9,07% per i ruoli erariali e +1,9% per quelli previdenziali). In questo esercizio “l’incidenza percentuale del riscosso sul carico complessivo netto (detratti cioè gli sgravi e le sospensioni) affidato dai tre maggiori enti impositori …, si è attestato all’8,2% con riguardo ai ruoli consegnati nel 2006 (48,146 miliardi di euro circa), al 4,4% con riguardo ai ruoli consegnati nel 2007 (45,908 miliardi di euro circa) e all’1,4% con riferimento ai ruoli consegnati nello stesso anno (47,665 milioni di euro circa)”.
 
In sostanza, la creazione di Equitalia Spa, per la Corte, ha consentito di superare la precedente frammentazione territoriale e di realizzare, di contro, un gruppo societario aggregato su base regionale in grado di assicurare una maggiore efficacia nella gestione unitaria dell’attività di riscossione coattiva.
Paola Pullella Lucano
pubblicato Martedì 8 Giugno 2010

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