Attualità
Principi contabili internazionali.
Sul leasing il confronto è aperto
Iasb e US Fasb, insieme, hanno avviato il dibattito. Discussion paper commentabile fino al 17 luglio
lavori in corso
Scadrà il prossimo 17 luglio il termine per inviare allo Iasb i commenti al discussion paper con cui si è aperto il confronto sul "come" modificare le regole contabili internazionali che disciplinano la rilevazione e l'esposizione in bilancio delle operazioni di leasing (regole attualmente contenute nello Ias 17). 
 
Un cambiamento di cui l'International Accounting Standards Board (d'accordo, peraltro, con il corrispettivo statunitense, il Fasb, con il quale sta procedendo congiuntamente) ha posto in evidenza l'esigenza, alla luce delle problematiche figlie dalla differenziazione fra "leasing operativo" e "leasing finanziario": operazioni simili che soggetti diversi contabilizzano in maniera differente, difficoltà per i terzi di prendere coscienza fino in fondo, dalla lettura del bilancio, della struttura patrimoniale e finanziaria del locatore. In sintesi, minore trasparenza. 
 
Ma qual è la strada del cambiamento che sta percorrendo lo Iasb?
 
Le attuali regole contabili e le loro criticità 
Il leasing può essere classificato in "finanziario", se trasferisce tutti i rischi e i benefici derivanti dalla proprietà del bene, e in "operativo".
 
Nel primo caso, lo stato patrimoniale del locatario evidenzierà il bene fra le attività e il debito verso il locatore, per i pagamenti futuri, fra le passività. Successivamente, i canoni versati periodicamente andranno suddivisi tra oneri finanziari (a conto economico) e riduzione del debito residuo verso il locatore (a stato patrimoniale). Il bene locato sarà ammortizzato e, nel caso, svalutato per le perdite di valore. 
Il locatore, dal canto suo, eliminerà dal proprio bilancio il bene, esponendo il credito verso il locatario a un valore uguale all'investimento netto nel leasing (valore attuale, al tasso interno del leasing, dei pagamenti minimi esigibili dal locatore e di qualsiasi valore residuo non garantito a esso spettante). I canoni incassati saranno contabilizzati in parte come rimborso del capitale (a riduzione del credito verso il locatario) e in parte come provento finanziario.
 
Se il leasing è trattato come operativo, locatore e locatario rileveranno, per competenza, a conto economico i canoni, rispettivamente incassati e versati. Il bene continuerà a essere iscritto fra le attività, e sottoposto ad ammortamento e ad eventuale svalutazione, del locatore.
 
Risulta evidente, dal pur sommario quadro delineato fino a questo punto, che la circostanza che uno stato patrimoniale dia evidenza delle attività e passività emergenti da un contratto di leasing è legata alla "visione" del redattore di bilancio, il cui sguardo è indirizzato a una linea di demarcazione, quella, appunto, fra leasing finanziario e leasing operativo, che ben chiara spesso non è. 
 
In effetto la filosofia di fondo della proposta di cambiamento fatta dallo Iasb è proprio questa: che sia classificato come operativo o finanziario, il leasing dà sempre vita a diritti (di utilizzare il bene) e obbligazioni (principalmente di pagare i canoni) da rilevare nell'attivo e nel passivo del locatario. 
 
E per quanto riguarda le opzioni di rinnovo, di recesso o di acquisto del bene? Il Board propone non una loro contabilizzazione separata, ma lo "sviluppo" degli effetti della scelta più probabile sul leasing stesso. Così, ad esempio, in relazione a un contratto di durata decennale con un'opzione di rinnovo per altri cinque anni, se è l'esercizio dell'opzione il comportamento del locatario più probabile, allora quest'ultimo contabilizzerà il diritto di utilizzare il bene per 15 anni e l'obbligo di pagare i canoni per un periodo equivalente.
 
Principi generali a parte, la discussione è aperta anche per quanto riguarda gli aspetti operativi. Specie per la parte riguardante le modalità di quantificazione del "diritto a utilizzare" il bene e dell'obbligo di pagare i canoni. 
 
L'intenzione è quella di rivisitare lo standard internazionale entro la metà del 2011. L'impressione è che non occorrerà attendere tanto per scoprire la sua nuova veste.
Alfonso Lucarelli
pubblicato Venerdì 26 Giugno 2009

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