Aperta la consultazione sul web
Financial transaction tax, dalla teoria alla pratica: forum aperto sul sito del dipartimento Finanze. La proposta formulata, lo scorso 28 settembre, dalla Commissione europea di introdurre, nell'Area comune, un'imposta sulle transazioni finanziarie è, ormai, all'esame delle Amministrazioni finanziarie degli Stati membri. Il Df apre le consultazioni, invitando tutti gli interessati a formulare osservazioni e fornire contributi utili alla definizione della proposta. Tempi brevi, il forum chiuderà i battenti il 30 ottobre, mentre l'imposta, a parere della Commissione, dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2014.
Il percorso di un'idea
In concomitanza con la recente crisi economica e finanziaria che ha investito, in particolare, il mondo occidentale, in Europa ha preso forma un pensiero largamente condiviso, quello cioè di tassare in maniera uniforme lo scambio di azioni, obbligazioni e derivati. Il settore finanziario, che ha giocato un ruolo rilevante nello svolgersi della crisi, è stato infatti individuato come concausa della crisi stessa. Pertanto, idea comune è quella che tale settore debba versare un giusto contributo, anche per alleggerire il carico sopportato dalle amministrazioni e, in generale, dai cittadini europei.
Tanto premesso, la Commissione Ue, che già dal 2009 meditava la misura, ha presentato ufficialmente la sua proposta a fine settembre (vedi articolo "Imposta sulle transazioni: per la Ue una proposta molto motivata"). In estrema sintesi, l'imposta dovrebbe applicarsi a tutte le transazioni in argomento effettuate tra enti finanziari, dove almeno una delle parti protagoniste sia stabilita in territorio Ue. Se lo scambio si riferisce ad azioni o obbligazioni, l'aliquota "auspicata" è dello 0,1%, se invece riguarda derivati, la stessa aliquota dovrebbe attestarsi allo 0,01 per cento.
Un progetto con tre obiettivi ambiziosi
L'introduzione della Ftt si pone all'interno del più grande programma di armonizzazione fiscale in ambito Ue. Ma già nel suo "piccolo" offre un contributo rilevante alla meta desiderata.
Il progetto si pone tre obiettivi ambiziosi:
- evitare la frammentazione del mercato interno dei servizi finanziari, tenuto conto del numero crescente di misure fiscali non coordinate tra loro, messe in campo dai singoli Stati membri
- costruire un impianto finanziario che partecipi in maniera equa al costo della crisi, garantendo l'uguaglianza del trattamento fiscale in rapporto agli altri settori produttivi di ricchezza
- dar vita a misure appropriate, per scoraggiare quelle transazioni che non apportano miglioramenti all'efficienza dei mercati finanziari e, nello stesso tempo, regole destinate a scongiurare nuove crisi.
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