Attualità
Sostenere lo sviluppo senza trascurare i conti
È una delle indicazioni emerse nel corso del convegno organizzato oggi alla Ragioneria dello Stato
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Come garantire una più efficace ed efficiente gestione delle risorse pubbliche? Quali sono oggi le principali strategie adottate dai partner europei per perseguire la disciplina finanziaria e l'efficacia del settore pubblico? A questi due interrogativi si è cercato di rispondere nell'ambito del convegno "Disciplina del bilancio ed efficienza del settore pubblico" organizzato oggi nella sede di Roma della Ragioneria generale dello Stato e che visto protagonisti oltre all'Italia molti Stati dell'Unione europea e dell'Unione economica e monetaria del calibro di Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Olanda e Svezia.

L'esperienza italiana
Il Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, in apertura dei lavori si è soffermato sul caso Italia che è per molti versi significativo. Da un rapporto deficit-pil che agli inizi degli anni Novanta era prossimo all'11,5 per cento alla metà dello scorso decennio è stata infranta la soglia del 3 per cento fissata nel Trattato di Maastricht per arrivare a un valore inferiore al 2 per cento nel 2007. Una lunga e impegnativa rincorsa al risanamento dei conti che è stata attuata puntando sul rigore ma che ha dovuto misurarsi con due fattori che hanno reso difficile il percorso verso il consolidamento dei conti pubblici. Da un lato l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, nuovo indicatore di riferimento per la valutazione delle politiche e dei risultati, che, in base alle regole fissate a Maastricht, si basa su un sistema contabile differente rispetto a quello utilizzato prima di allora dall'Italia per la tenuta dei conti pubblici. Dall'altro il peso finanziario delle autonomie locali in riferimento al quale, ha ricordato Canzio, "il controllo diretto da parte del governo centrale si esercita soltanto per una parte limitata dei conti pubblici". L'adozione di importanti misure, come il raccordo tra fabbisogno finanziario dello Stato, del settore pubblico e l'indebitamento netto della Pubblica Amministrazione, il rafforzamento della cooperazione tra istituzioni nazionali preposte alla produzioni di dati e statistiche di finanza pubblica, il "patto di stabilità interno" con cui le Amministrazioni locali sono state sempre più coinvolte nello sforzo di contenimento della spesa e del consolidamento dei conti pubblici e non ultimo un modello di bilancio basato sui concetti di missioni e programmi, hanno contribuito a superare le difficoltà fornendo risultati oggettivi e che permettono ulteriori recuperi di efficienza.

Il risanamento dei conti pubblici
Sul percorso di risanamento della finanza pubblica italiana si è invece soffermato Biagio Mazzotta, direttore Servizio studi dipartimentale della Ragioneria generale dello Stato. Un iter avviato dalla metà degli anni '80 e distinto in tre fondamentali fasi. La prima, che copre l'arco di tempo 1985-1991 con azzeramento del disavanzo primario, aumento della spesa per interessi e prosecuzione della crescita del debito pubblico; la seconda, 1992-1997, dove sono stati registrati avanzi primari crescenti, una diminuzione della spesa per interessi e una inversione della dinamica del debito pubblico; 1998-2008 con un disavanzo stabile, una diminuzione dell'avanzo primario e della spesa per interessi, il calo costante del peso del debito. Mazzotta si è poi soffermato sugli strumenti che sono stati utilizzati per il contenimento della spesa pubblica. Dalle riforme strutturali sulle pensioni ai limiti introdotti per le assunzioni nel pubblico impiego con riforma delle contrattazioni passando per le regole di bilancio utilizzate per governare le spese dirette dello Stato senza trascurare di introdurre dal centro una serie di limiti definiti alle spese delle autonomie locali. Di rilievo anche gli interventi attuati sul fronte del bilancio dello Stato con separazione delle responsabilità e dei poteri tra organi di governo e dirigenza, l'introduzione del principio di autonomia e responsabilità dirigenziale, la riforma del sistema dei controlli e di verifica dei risultati e il nuovo sistema di contabilità economica per centri di costo basato su un piano dei conti per le Amministrazioni centrali dello Stato. Mazzotta ha anche sottolineato che il processo di risanamento non è stato ancora completato e che tra i problemi aperti figurano la rigidità della spesa pubblica, un coordinamento ancora carente tra l'Amministrazione centrale e quella locale, il contenimento della spesa locale. Per la spesa locale, ha ricordato Mazzotta, fondamentale è continuare ad agire sul fronte del coordinamento e dell'autonomia in un contesto di decentramento della responsabilità dell'attività pubblica e di rafforzamento dell'azione di monitoraggio dei conti. Per il bilancio dello Stato, sebbene sia stata introdotta la riclassificazione per missioni e programmi, la programmazione è ancora legata ai tradizionali capitoli di spesa mentre il sistema degli indicatori di performance necessita di un ulteriore perfezionamento per misurare i risultati dell'attività delle strutture amministrative.
Gianluca Di Muro
pubblicato Giovedì 10 Luglio 2008

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