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Studi di settore: con i 69 “evoluti”
on line tutte le bozze dei modelli
Tra le modifiche di maggior rilievo, occhio alle informazioni relative ai soci amministratori delle società
Studi di settore: con i 69 “evoluti”| on line tutte le bozze dei modelli
Pubblicate sul sito delle Entrate le bozze dei 206 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, che costituiscono parte integrante della dichiarazione Unico 2010.
Si tratta dei 137 modelli riguardanti gli studi di settore già in vigore precedentemente al periodo d’imposta 2009 e dei 69 modelli relativi agli studi applicabili a decorrere dal periodo d’imposta 2009 che, oggetto di valutazione da parte della Commissione degli esperti lo scorso 18 febbraio, rimangono in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, a seguito dell’approvazione con decreti del ministro dell’Economia e delle Finanze.
Di seguito, le principali novità contenute nei modelli.

Modifiche ai quadri A e F
Interessati da rilevanti cambiamenti sono i quadri A, (destinato a raccogliere le informazioni del personale addetto all’attività) e F (degli elementi contabili), presenti anche nelle bozze dei nuovi 69 modelli degli studi applicabili a decorrere dal periodo d’imposta 2009. Le novità riguardano, in particolare, le informazioni relative ai soci amministratori delle società.

Nel quadro F dei 137 modelli in bozza, pubblicati sul sito le scorse settimane, è confermata la presenza della sezione riguardante gli “Ulteriori elementi contabili”, dove andranno indicate le informazioni relative ai soci amministratori delle società.
In tale sezione dovranno essere riportati il numero e la percentuale di lavoro prestato per l’attività inerente la qualifica ricoperta, nonché l’ammontare delle spese per compensi corrisposti ai soci per l’incarico di amministratori. Per questi studi le suddette informazioni, pur non avendo ancora alcun rilievo ai fini del calcolo del ricavo/compenso da studi di settore, potranno essere utilizzate sia ai fini dell'elaborazione degli studi che saranno sottoposti a evoluzione nei prossimi periodi d’imposta, sia per correggere eventuali situazioni distorsive che il contribuente potrà segnalare in sede di contraddittorio con gli uffici dell’Agenzia.

Situazione differente si presenta da una lettura della bozza dei 69 nuovi modelli per gli studi applicabili a decorrere dal periodo d’imposta 2009, dove le informazioni relative ai soci amministratori vengono richieste all’interno di alcuni righi del quadro contabile e vanno a modificare altresì la struttura del quadro A, le cui novità possono essere così sintetizzate:
  • un unico rigo destinato a raccogliere l’informazione sul numero degli associati in partecipazione e la relativa percentuale di lavoro prestato. Nella versione presente nella bozza dei rimanenti 137 modelli l’informazione è richiesta distintamente in due righi riferiti rispettivamente agli “associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell’impresa” e agli “associati in partecipazione diversi da quelli di cui al rigo precedente
  • debutto di due righi relativi alle informazioni (numero e percentuale di lavoro prestato) sui soci amministratori e quelli non amministratori, che sostituiscono rispettivamente i “soci con occupazione prevalente nell’impresa” e i “soci diversi da quelli di cui al rigo precedente” presenti nel vecchio quadro A dei 137 modelli relativi agli studi approvati precedentemente al 2009.

Tornando al quadro F, destinato all’indicazione dei dati contabili, per le imprese, le modifiche sono relative all’informazione dell’ammontare delle spese per compensi corrisposti ai soci per l’incarico di amministratori.
In particolare, per le società di capitali nel rigo F16 – Spese per acquisti di servizi – è previsto un apposito campo destinato ad accogliere l’informazione relativa alle spese per compensi corrisposti ai soci per l’attività di amministratore.
Nell’ipotesi di società di persone, la stessa spesa andrà invece indicata nel rigo F19 – Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l’attività dell’impresa – nell’apposito campo interno.  

Si deduce, pertanto, che le nuove informazioni, contenute nei quadri A e F, rilevano ai fini del calcolo del ricavo stimato per i soggetti cui si applicheranno, a decorrere dal periodo d’imposta 2009, i 69 studi di settore in corso di approvazione. Questo perché consentono di tener conto dell’apporto dei soci amministratori che prestano attività in via prevalente nella società.

Nell’ambito dei ricavi da dichiarare nel rigo F01, e del valore delle esistenze iniziali e delle rimanenze finali, da indicare rispettivamente nei righi F12 e F13, sono esclusi i ricavi, nonché le esistenze iniziali e le rimanenze finali, derivanti da prodotti soggetti ad aggi o ricavo fisso.
Confermata, infine, l’eliminazione effettuata lo scorso anno, nei righi F30 e G15 del riferimento all’esenzione Iva per i regimi contabili speciali, alla luce dell’introduzione dell’istituto dei contribuenti minimi di cui alla Finanziaria 2008 (legge 244/2007).

Quadro X
In attesa degli eventuali interventi di “revisione congiunturale speciale degli Studi di settore”, ai sensi dell’articolo 8 del decreto legge 185/2008, nel quadro X della bozza di tutti i modelli non sono state ancora indicate le ulteriori informazioni necessarie per l'adeguamento dei risultati degli studi alla situazione di crisi economica.
Si ricorda che lo scorso anno erano stati istituiti nuovi righi del quadro X dei modelli, le cui informazioni richieste consentivano l'applicazione dei correttivi, previsti dalla “revisione congiunturale speciale degli Studi di settore” approvata con il decreto ministeriale del 19 maggio 2009.

Nuovi quadri Z per i dati complementari
È da rilevare la presenza del quadro Z nella bozza di alcuni modelli, dove vengono richieste ulteriori informazioni utili all’aggiornamento degli studi.
In particolare, i modelli interessati sono quelli relativi agli studi approvati a decorrere dal periodo d’imposta 2008, che per effetto della tempistica di revisione dettata dal legislatore, potrebbero essere interessati da una prossima evoluzione.
Tale modalità di azione, che sfrutta i canali della trasmissione della dichiarazione Unico 2010, già adottata in precedenza, consente di reperire le informazioni utili all’evoluzione degli stessi con notevoli vantaggi, oltre che per l’Agenzia, anche per il contribuente, che non sarà tenuto all’invio di un apposito questionario.
Francesca Nesci
pubblicato Venerdì 19 Marzo 2010

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