Attualità
Transazioni commerciali sì ma con semplificazione
Avanzata in sede Ecofin una serie di proposte finalizzate a rendere più snella la normativa Ue sugli obblighi e le procedure in materia di Iva

In particolare i suggerimenti formulati dai rappresentanti dei Governi dell’Unione, nel corso della riunione del Consiglio tenutasi a Bruxelles ai primi di novembre, mirano a favorire il rispetto degli adempimenti fiscali da parte di quegli operatori economici sprovvisti di una sede o di un qualsiasi punto di riferimento negli Stati membri dove svolgono la propria attività commerciale.
E’ stata, di recente, esaminata da parte del Consiglio europeo la proposta, avanzata da più parti, di semplificare ulteriormente la vigente normativa in ambito comunitario ciò che concerne le transazioni  commerciali tra i Paesi membri. In particolare le proposte formulate dai rappresentanti dei governi dell’Unione, durante la riunione del Consiglio Ecofin tenutasi a Bruxelles ai primi di novembre, mirano a favorire il rispetto degli adempimenti fiscali in materia di Iva da parte di quegli operatori economici sprovvisti di una sede o di un qualsiasi punto di riferimento negli Stati membri dove svolgono la propria attività commerciale.
Le proposte in dettaglio
In particolare i suggerimenti mirano a:
- elaborare una proposta finalizzata a modificare la direttiva 77/388/CEE nella misura in cui prevede criteri troppo rigidi per l’assolvimento degli obblighi in materia di Iva;
- dettare regole più semplici per il rimborso dell’imposta assolta in altri Stati membri;
- integrare, inoltre, il regolamento comunitario 1798/03 per quanto concerne la cooperazione tra gli Stati membri al fine di snellire e velocizzare le procedure relative al rimborso dell’Iva tra Stato e Stato.
Il ruolo del Comitato permanente Iva
Inoltre, a seguito di svariati solleciti da parte della Commissione europea, il Consiglio ha avvertito la necessità di provvedere fattivamente alla modifica delle regole, ora vigenti nell’Unione, per quanto concerne la riduzione delle aliquote Iva applicate negli Stati membri. Ha conferito, pertanto, l’incarico al Comitato permanente Iva di approfondire la questione, si da poterla adeguatamente riproporre, su una piattaforma  più integrata, alla  successiva riunione Ecofin che si terrà il 6 dicembre.
L’intesa con la Commissione europea
Già nel giugno 2005 il Consiglio europeo aveva convenuto, d’accordo con la Commissione, sull’opportunità di mantenere, non oltre il 2010, una aliquota media minima del 15 per cento, senza però riuscire a trovare un compromesso su altre fattispecie comunque legate alla modifica delle aliquote Iva. Le vigenti regole comunitarie consentono, attualmente, ai Paesi membri di mantenere delle aliquote ridotte per una serie di prodotti ben individuate e, fino al 31 dicembre 2005, analoga agevolazione è concessa per alcune tipologie di prestazioni di servizi (si pensi, ad esempio, all’aliquota agevolata per le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria per l’edilizia abitativa). Ulteriori eccezioni sono state ammesse, limitatamente, però, al 2007, in favore dei nuovi Paesi membri, come risulta dai rispettivi atti di adesione.
Raffaella Salerno
pubblicato Mercoledì 30 Novembre 2005

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