Dal mondo
Agenzie di rating: dalla Ue
modifica con soluzione a tre vie
Una proposta elaborata dalla Commissione punta a introdurre un sistema simile ad altre giurisdizioni
percorso a tre vie

Ottimizzare l'efficienza delle procedure di registrazione delle agenzie di rating, migliorare la qualità e la trasparenza delle attività, assicurare una vigilanza adeguata delle competenze. Sono i tre obiettivi contenuti nella proposta di modifica del regolamento Ue 1060/2009 sulle agenzie di rating del credito che operano nell'Unione presentata dalla Commissione europea. Tre sono le soluzioni contenute nella proposta rispettivamente al titolo primo, secondo e terzo dell'attuale regolamento adottato nel 2009.

Le motivazioni alla base della proposta
Conflitti di competenza, applicazione non uniforme della normativa, assenza di risorse da destinare all'attività delle singole agenzie. Sono le tre criticità su cui la Commissione ha ritenuto di intervenire per tutelare gli utenti dei servizi finanziari. La pluralità di attori coinvolti nelle attività di vigilanza  dei collegi, si legge nella valutazione di impatto della proposta (SEC(2010)678), rischia di trasformarsi in una duplicazione di competenze a tutto svantaggio della sicurezza e della tempestività delle decisioni da prendere. L'attribuzione di poteri di controllo e applicazione della normativa ai singoli regolatori nazionali, anche in assenza di un accordo con le posizioni espresse nell'ambito dei collegi, potrebbe creare difficoltà nell'attuazione delle singole disposizioni. La mancanza di risorse da destinare alla vigilanza da parte delle autorità competenti dello Stato in cui l'agenzia è registrata costituisce un rischio per quelle attività che incidono sui mercati finanziari fuori del territorio di competenza.

La normativa vigente
Il rating di credito è la valutazione di affidabilità effettuata utilizzando una procedura, denominata rating, che può coinvolgere uno Stato, un'impresa o un'emissione finanziaria. Il regolamento comunitario adottato nel 2009 introduce un sistema di vigilanza sulle agenzie di rating che assicura la cooperazione e la convergenza tra le autorità nazionali facendo leva su due dispositivi. Il primo costituito dai collegi delle autorità degli Stati membri con il compito di registrare le agenzie di rating e vigilare sulle loro attività; il secondo rappresentato dai poteri di decisione riconosciuti all'autorità dello Stato membro di origine dell'agenzia. Un sistema che, sebbene non ancora completamente operativo, presenta per l'esecutivo comunitario alcune criticità da risolvere.

Il contenuto della proposta in sintesi
Tre sono le modifiche contenute nella proposta rispettivamente al titolo primo, secondo e terzo dell'attuale regolamento. La modifica al titolo I inserisce un riferimento ai fondi di investimento alternativi (hedge fund, private equity) allineando le disposizioni dell'attuale normativa comunitaria a quelle della proposta di direttiva sui gestori dei fondi di investimento collettivo. La modifica al titolo II inserisce invece alcune disposizioni finalizzate a rafforzare la concorrenza e la trasparenza sul mercato del rating anche attraverso l'ausilio della telematica. Tra queste l'obbligo per le agenzie di rating registrate nell'Unione europea di rendere disponibili su un sito protetto da password l'elenco degli strumenti strutturati su cui stanno emettendo un rating di credito. Tra le modifiche al titolo III figura l'introduzione di un sistema di vigilanza centralizzato in sostituzione dell'attuale, di tipo collegiale, sulle agenzie di rating. Le funzioni di registrazione e vigilanza ordinaria delle agenzie che operano nell'Unione europea e di rating emessi dalle agenzie con sede in Paesi terzi che operano nella Ue dietro apposita certificazione verrebbero affidate all'Esma, la nuova autorità europea di vigilanza sugli strumenti finanziari e mercati.

Un meccanismo in linea con altre giurisdizioni
Secondo la Commissione le modifiche al sistema sono in linea con altre realtà economiche avanzate, Stati Uniti in testa, e si rendono necessarie per il carattere globale e transnazionale proprio delle agenzie di rating che richiedono regole condivise analoghe a quelle operative in altre giurisdizioni.  
 

Gianluca Di Muro
pubblicato Lunedì 6 Settembre 2010

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