Dal mondo
Bulgaria: nelle buste meno plastica
e più rispetto per l’ambiente
Approvata dal Parlamento una legge per disincentivare la produzione e l’utilizzo dei sacchetti di plastica tradizionali
il globo avvolto in un sacchetto di plastica
La Bulgaria ha introdotto una ecotassa sulla produzione di sacchetti di plastica con l’obiettivo di ridurne drasticamente l’uso da parte di produttori e consumatori a beneficio dell’ambiente. La proposta, presentata dal governo al Parlamento nel mese di luglio, prevede dal 2012 una tassa progressiva di 0,15 lev bulgari (7 centesimi di euro) per ogni sacchetto di plastica a partire da quest’anno, per arrivare a 0,35 lev (18 centesimi di euro) nel 2012, a 0,45 lev (23 centesimi di euro) nel 2013 fino a 0,55 lev bulgari (28 centesimi di euro) entro il 2014. 
 

Gli effetti del provvedimento
La tassa, in vigore dal 1° ottobre 2011 per i produttori e gli importatori, prevede, per ogni busta commercializzata con uno spessore fino a 15 micron, un contributo di 7 centesimi di euro. Il Parlamento bulgaro ha introdotto il provvedimento già da quest’anno, per fare in modo che già dal 2012 potesse avere un impatto diretto nei negozi e sui consumatori. Di conseguenza, secondo quanto previsto, le tradizionali buste di plastica finiranno per diventare quasi tre volte più care entro il 2013. 
 
Incentivare il commercio di prodotti ecocompatibili
L’obiettivo del Parlamento e del Governo è ridurre drasticamente il numero delle tradizionali buste di plastica usate ogni anno che, secondo una recente ricerca, ammonta a circa 1 miliardo e 200 milioni e che rappresenta una delle principali fonti di inquinamento ambientale.  Il tutto a vantaggio della immissione in commercio di prodotti ecocompatibili e biodegradabili.
 
Le altre novità introdotte
Tra le novità approvate dal Parlamento vi è anche la modifica dell’attuale normativa sugli imballaggi, il trattamento e il trasporto dei rifiuti, le pile e gli accumulatori, il riciclaggio delle attrezzature elettriche ed elettroniche. Infine il governo ha anche proposto la rimodulazione dell’attuale programma per il riciclaggio dei rifiuti da imballaggio che entro il 2014 dovrebbe elevare il trattamento del materiale dall’attuale 30% (la cifra è quella registrata nel 2006) al 55-80%. Ma il programma proposto per il giro di vite sull’uso dei tradizionali sacchetti di plastica, secondo fonti d’agenzia stampa, è stato anche fortemente criticato dai produttori e dalle imprese nazionali per la tempistica, considerata troppo ravvicinata e onerosa in rapporto al rapido adeguamento richiesto. 
 
La tassa sugli autoveicoli
La Bulgaria ha introdotto anche un'ecotassa per l'importazione di autoveicoli usati provenienti dall'Europa occidentale considerata però ancora insufficiente per avere un impatto serio sul numero di vecchie auto importate. Infine la normativa vigente prevede uno sconto del 50% sulla tassa di circolazione per le auto dotate di convertitore catalitico. L’obiettivo è di incoraggiare l'uso di questa nuova tecnologia.
 
Le iniziative adottate da altri Paesi
Iniziative analoghe in materia di ecotassa hanno riscontrato grande successo in altri Paesi come Austria, Canada, Irlanda e Olanda dove è stata registrata una sensibile riduzione nell’uso della plastica fino al 90%. Il Belgio, la Francia e, recentemente anche l’Italia, hanno approvato misure più drastiche. Ad esempio, in Italia, dal 1° gennaio di quest’anno, è entrato in vigore il divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica. 
Recenti indagini hanno evidenziato che la Bulgaria, in rapporto ad altri Paesi dell’Unione europea, consuma una elevata percentuale di sacchetti di plastica. Dai dati dell’Istituto Nazionale di Statistica risulta che la produzione nel 2007 ha toccato la quota di 8, 019 tonnellate di rifiuti plastici (o 263 a testa). Una cifra considerevole se rapportata alle appena 65 tonnellate della Germania.
 
Claudia Scardino
pubblicato Lunedì 12 Dicembre 2011

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