Dal mondo
Danimarca, via libera della Ue
alla riduzione della tassa su CO2
L'esecutivo europeo continua la sua attività a garanzia dei principi cardine dell'ordinamento comunitario
semaforo verde

L'obiettivo è garantire un livello di concorrenza che, come dichiarato dal membro della Commissione Kroes, "possa risultare uguale per tutte le imprese aventi le medesime esigenze ambientali". Nel settembre 2006 la Commissione europea ha aperto un'inchiesta formale sulla proposta avanzata dal governo danese di inserire un regime di esenzione dalla tassa nazionale sulle emissioni di Co2 applicata al consumo di carburante relativamente alle attività industriali soggette al sistema comunitario di scambio dei diritti d'emissione e già assoggettate alla tassa sull'energia. Per le autorità scandinave, infatti, la doppia imposizione sulle emissioni di anidride carbonica non avrebbe ridotto la produzione di gas Co2, ma soltanto e ingiustamente inasprito la tassazione e i costi per i contribuenti a essa sottoposti.

L'inchiesta della Commissione
La direttiva n. 96 del 2003 disciplina l'imposizione minima relativamente alle tasse sui prodotti energetici. Per rispettare detta imposizione minima la Danimarca ha introdotto la tassa sulle emissioni di CO2 e quella sull'energia. Dalle indagini condotte dalla Commissione è emerso che le imprese oggetto della proposta danese risultano esentate dall'imposta sull'energia e, conseguentemente, qualora le stesse fossero esentate dalla tassa sull'anidride carbonica, la tassazione complessiva sull'energia risulterebbe inferiore rispetto a quella minima prevista dalla normativa comunitaria. A parere della Commissione europea, pertanto, la riduzione della tassa sulle emissioni di Co2 non osta con i principi comunitari soltanto qualora l'imposizione complessiva sui prodotti energetici non risulti inferiore rispetto a quella minima prevista a livello europeo.

Le conclusioni
Nella sua inchiesta la Commissione ha concluso in merito all'esistenza di differenze notevoli fra la tassa danese sull'energia, di cui fa parte la tassa sulle emissioni di CO2, e il sistema comunitario di scambio di diritti d'emissione. Il sistema europeo, infatti, mira a ridurre le emissioni di anidride carbonica e, pertanto, persegue finalità sicuramente meno estese rispetto alla tassa sull'energia prevista in Danimarca i cui obiettivi sono oltre che ambientali, anche fiscali e indirizzati al risparmio energetico. Tuttavia la Commissione teme che un'esenzione totale possa in qualche modo falsare la concorrenza e aggravare le disparità fiscali in un settore in cui i vertici europei hanno cercato di fissare regole certe per garantire precise condizioni di concorrenzialità. A giudizio della Commissione europea, pertanto, tali misure possono essere accettate soltanto se risulta rispettato il livello di tassazione minimo previsto a livello europeo dalla direttiva 2003/96/CE.

Gianluca De Zarlo
pubblicato Giovedì 2 Luglio 2009

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