Dal mondo
Global Forum: luci e ombre
nei nuovi report di settembre
Dall’Ocse sono stati pubblicati di recente quindici peer review report con l’aggiunta di due supplementi
Global Forum
Continua il percorso del Global Forum Ocse sulla strada della trasparenza e del contrasto all’evasione e all’elusione internazionale. Sono stati pubblicati, infatti, nei giorni scorsi altri 15 peer review report. Andorra, Anguilla, Antigua e Barbuda, Austria, Bahrain, Gran Bretagna, Isole Vergini, Curaçao, Liechtenstein, Lussemburgo, Saint Kitts e Nevis, le isole Turks e Caicos i Paesi sotto esame. Con loro, Belgio e Isole Cayman oggetto di due report supplementari. Entro novembre altre 12 relazioni saranno completate insieme a 5 report complementari, in modo da raggiungere quota 60 prima del summit del G20 che si terrà a Cannes i prossimi 3 e 4 novembre. 
 
Peer review, uno strumento valido
La pubblicazione dei report conferma la validità dello strumento della peer review, sottolineato anche dalle parole del presidente del Global Forum, l’australiano Mike Rawstron. Proprio grazie all’attività del Global Forum on Trasparency and Exchange of Information for Tax purposes, istituito in seno all’Ocse nel 2000, numerosi Stati hanno apportato modifiche alla propria legislazione nazionale per rispettare gli standard internazionali della trasparenza fiscale. Le peer review, infatti, costituiscono un controllo effettuato sulle giurisdizioni degli Stati e sulle prassi operative vigenti in ambito fiscale, per verificare la loro aderenza alle linee guida dettate dall’Ocse per il contrasto all’evasione. 
 
Le lacune evidenziate
Da un’analisi complessiva delle 14 peer review, emergono alcuni deficit comuni nelle legislazioni nazionali quali la mancanza di informazioni sugli effettivi titolari di trust e azioni al portatore e alcuni limiti ancora esistenti per lo scambio di informazioni fiscalmente rilevanti. Numerosi gli appunti fatti dai tecnici dell’Ocse al nutrito gruppo di paradisi fiscali oggetto dei report. 
 
Luci e ombre per Anguilla e Bahrain, Isole Vergini e Curaçao
Anguilla, nonostante abbia velocemente contratto 17 accordi per lo scambio di informazioni fiscali, mostra ancora delle defaillance nell’accesso alle informazioni relative a trust e LLCs (limited liability companies). Antigua e Barbuda , invece, non offrono ancora standard adeguati per le società internazionali che sono state costituite sotto la loro legislazione. Gravi lacune anche per il Bahrain nonostante i 26 accordi firmati in rispetto delle regole internazionali e per le Isole Vergini e Curaçao, quest’ultimo invitato anche a intensificare la stipula di intese con altri Paesi sullo scambio di dati rilevanti.
 
Su Sain Kitts e Nevis pesa la mancanza di trasparenza
Per quanto riguarda Sain Kitts e Nevis, le isole Turks e Caicos, i report del Global Forum hanno sottolineato i progressi effettuati evidenziando nella loro legislazione nazionale la persistenza di pesanti ostacoli alla trasparenza fiscale. 
Sul fronte europeo, il Regno Unito, sebbene abbia uno dei più ampi network di accordi per lo scambio di informazioni e possieda il primato anche per il volume di dati scambiati con il resto del mondo, è chiamato a dare risposte più tempestive alle richieste di informazioni provenienti da altri Stati. 
 
Passi avanti per il Lussemburgo e meno per l’Austria
Il Lussemburgo, invece, dovrebbe migliorare le norme sull’accesso alle informazioni detenute dagli istituti di credito e il report sul Liechtenstein ha sottolineato i passi in avanti compiuti sulla via della trasparenza, incluso porre fine al segreto bancario. La giurisdizione austriaca, invece, presenta ancora alcuni limiti nell’accesso alle informazioni di aziende operanti a livello internazionale.
 
Supplemento d’indagine per Belgio e isole Cayman
Dai due report supplementari emergono ottime notizie per il Belgio che, grazie alla legge introdotta nell’aprile del 2011 sull’accesso alle informazioni bancarie relative a questioni fiscali internazionali, supera brillantemente il test. Anche le Isole Cayman hanno notevolmente migliorato i propri standard per la trasparenza e lo scambio di informazioni. La seconda fase di revisione per i due Stati avverrà nella seconda metà del 2012. E’ prevista, inoltre, una revisione supplementare anche per Barbados, Isole Vergini, Mauritius, Panama, San Marino e le isole Turks e Caicos. 
Alessandra Gambadoro
pubblicato Venerdì 16 Settembre 2011

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