sullo scambio di informazioni
Lo scambio di informazioni ha assunto un ruolo sempre più determinante nella lotta all'evasione fiscale anche e soprattutto alla luce del contesto di globalizzazione economica. Su impulso del G20, lo scorso settembre il Global Forum sulla trasparenza e lo scambio di informazioni, svoltosi a Città del Messico, ha predisposto un monitoraggio sullo stato dello scambio di informazioni nelle 91 giurisdizioni Ocse e non-Ocse che aderiscono al Forum. L'obiettivo è verificare la conformità agli standard di trasparenza e scambio di informazioni. Un apposito gruppo, il Peer review group (PRG), composto da 30 giurisdizioni tra cui l'Italia, ha definito gli standard di riferimento e la metodologia di revisione da adottare nelle peer reviews (*) e si occuperà, nel triennio 2010-2012, del monitoraggio sullo stato dello scambio di informazioni sia da un punto di vista legislativo (fase 1) che operativo (fase 2). Quella che è stata definita da Mike Rawstron, presidente del Global forum, come la più esauriente e approfondita analisi che sia mai stata condotta sulla cooperazione fiscale internazionale è pronta a partire con la prima tranche di revisioni (all'Italia toccherà nella seconda parte del 2010). Vediamo quali sono le basi e come sarà condotta.
Gli elementi chiave dello scambio di informazioni
I term of reference sono gli standard e gli elementi chiave, in ambito normativo e amministrativo di ciascuna giurisdizione, accertati e monitorati nelle due fasi della peer review. Essi si basano sulle fonti dello scambio di informazioni e della trasparenza a livello internazionale: ad esempio, l'articolo 26 del Modello Ocse di Convenzione sui redditi e il capitale, il modello Ocse di Tiea, Model agreement on exchange of information on tax matter, la Guida sulla trasparenza contabile del Joint ad hoc group on accounts e le raccomandazioni della Financial action tax force. Per realizzare un efficace scambio di informazioni, il Prg ha individuato i tre principi che dovranno essere rispettati: disponibilità, accesso e scambio dell'informazione. Occorre infatti che l'informazione sia disponibile, che le autorità fiscali possano accedervi e che esista un meccanismo di base per lo scambio delle informazioni acquisite. Ai fini del monitoraggio e della valutazione, questi tre principi sono stati suddivisi in dieci elementi essenziali, a loro volta scomposti in 31 sottogruppi. Per i dettagli un documento specifico è presente nella pagina del sito Ocse.
La metodologia per realizzare la peer review
La metodologia da seguire per la realizzazione della revisione si articolerà in due fasi. La prima fase è finalizzata a verificare l'esistenza, in ciascuna giurisdizione, di un sistema normativo tale da rispettare i principi sopra elencati, attraverso la compilazione di un apposito questionario. In particolare saranno esaminati la rete degli accordi stipulati nell'ambito dello scambio di informazioni, l'effettiva applicabilità, l'assenza di limiti interni allo scambio, la previsione di adeguati poteri istruttori. La seconda fase permetterà di constatare se la giurisdizione revisionata soddisfi o meno, dal punto di vista applicativo, alcuni degli elementi essenziali indicati, eventualmente anche attraverso visite in loco. In questa fase, si potranno effettuare accertamenti sulla qualità delle informazioni scambiate e ottenere i feedback sull'implementazione pratica del sistema normativo che è alla base dello scambio di informazioni. Le giurisdizioni, il cui sistema di scambio di informazioni è ritenuto in larga parte rispondente agli standard (ad esempio l'Italia), saranno sottoposte a una peer review combined, in cui saranno realizzate contestualmente la fase 1 e la fase 2 della revisione.
Il sistema di valutazione
Come indicato nel paragrafo precedente, la fase 1 della peer review è finalizzata alla verifica dell'esistenza in ciascuna giurisdizione di un sistema normativo che rispetti i terms of reference. Tale verifica verrà effettuata in primo luogo attraverso la compilazione da parte della giurisdizione revisionata di un questionario e successivamente attraverso la valutazione da parte di un team di verificatori (composto da rappresentanti di due diverse giurisdizioni del Global forum e da un componente del Segretariato Ocse ), che dovranno tener conto anche delle osservazioni inoltrate dai membri del Global Forum. Il sistema di valutazione adottato si basa su quattro livelli di giudizio (conforme, ampiamente conforme, parzialmente conforme, non conforme), da applicarsi sia ai dieci standard di riferimento individuati che alle sottocategorie di ognuno. L'obiettivo finale del processo è individuare quelle giurisdizioni che non mettono in pratica gli standard e fornire le linee guida per adeguarsi al sistema mondiale.
Il processo di revisione si concluderà tra almeno tre anni mentre i primi rapporti sulle revisioni già condotte saranno disponibili dopo l'approvazione da parte del Global Forum.
* Il termine inglese peer review proviene dalla comunicazione scientifica e indica le "revisioni tra pari" condotte da specialisti per valutare gli articoli dei ricercatori degni di pubblicazione. Il principio alla base della peer review è che, essendo il contenuto del documento altamente specialistico, potrà essere valutato soltanto da altri esperti (pari) che lavorano nello stesso settore.
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