Dal mondo
Global Forum: sugli standard
non tutti i Paesi sono in regola
Pubblicata la seconda tranche di report sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali

Arriva la seconda tranche di report pubblicati dal Global Forum on Trasparency and Exchange of Information for Tax purposes, che tirano le somme di un analisi a 360° sull'applicazione degli standard in tema di trasparenza e scambio di informazioni in ambito fiscale. Gli obiettivi sono due: da un lato mettere nero su bianco i progressi compiuti contro i paradisi fiscali e dall'altro evidenziare le criticità o le inadempienze.

Il monitoraggio sullo scambio di informazioni
Su impulso del G-20, infatti, il Global Forum sta mettendo in atto un monitoraggio sullo stato dello scambio di informazioni nelle 91 giurisdizioni Ocse e non Ocse che aderiscono al Forum, con l'obiettivo di verificare la conformità, sia dal punto di vista legislativo che operativo, agli standard di trasparenza e scambio di informazioni, attraverso un sistema di peer review, ossia di "revisione tra pari" che implica un controllo normativo e amministrativo, svolto appunto da esperti di altri Paesi, su una giurisdizione.
Dopo Bermuda, Botswana, Isole Cayman, India, Giamaica, Monaco, Panama e Quatar, per i quali i peer review report sono stati presentati a Singapore lo scorso settembre, l'attenzione  del Global Forum si è polarizzata su altre dieci giurisdizioni: Barbados, Seychelles, San Marino, Trinidad and Tobago, Guernsey, Mauritius, Australia, Danimarca, Irlanda e Norvegia, e ha prodotto interessanti risultati.

Le giurisdizioni "scansionate"
L'attività di peer review si articola in due fasi. La prima serve a verificare l'esistenza nella giurisdizione in esame di un sistema normativo che rispetti tutti gli standard. La seconda, invece, permette di constatare, anche recandosi fisicamente nel Paese, se la giurisdizione revisionata soddisfi o meno gli standard da punto di vista applicativo.
Delle dieci giurisdizioni prese in esame in questa seconda tranche soltanto cinque sono state oggetto di un'analisi combinata (fase 1 e 2), di queste, quattro - Australia, Danimarca, Irlanda e Norvegia - hanno superato con successo il "test". Le Mauritius, invece, presentano ancora alcune lacune sul piano legislativo, in particolare ci sono margini di miglioramento sul fronte dell'accesso alle informazioni bancarie da parte delle autorità fiscali.
Barbados, Seychelles, San Marino, Trinidad and Tobago e Guernsey sono state, invece, sottoposte per adesso alla fase 1 della peer review. L'analisi sulle prime quattro giurisdizioni ha mostrato ancora alcune mancanze dal punto di vista legislativo in relazione agli standard internazionali e, quindi, questi Paesi dovranno implementare le raccomandazioni fornite nei loro report per poter poi passare alla fase 2. Nel caso specifico di San Marino sono state introdotte di recente delle importanti modifiche normative che saranno esaminate dal Global Forum.
Per quanto riguarda Guernsey, invece, la peer review ha mostrato che nella giurisdizione è presente un sistema di norme che assicura un effettivo scambio di informazioni e l'incremento degli accordi bilaterali. Nonostante ciò Guernsey deve fare ancora passi avanti su alcuni fronti prima del prossimo "test" fissato al 2012.

 

Valeria Ibello
pubblicato Giovedì 3 Febbraio 2011

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