Dal mondo
Gran Bretagna, per le Cfc dal web
prende corpo la riforma
Le proposte di modifica della disciplina in un documento pubblicato sul sito dell'Amministrazione finanziaria
gran_bretagna

Riformare la disciplina fiscale britannica sulle controlled foreign companies (CFC) con la prossima legge finanziaria per il 2011. Questo l'obiettivo nel medio lungo termine. Per farlo L'Hmt (Her Majesty's Treasury) e l'Hmrc (Her Majesty's  Revenue & Customs) hanno recentemente aperto una consultazione pubblica rivolta al mondo del business e agli esperti della materia.

Gli obiettivi della riforma
Contemperare le esigenze di competitività delle imprese multinazionali con una adeguata protezione della base imponibile del Paese, assicurando, con il processo di consultazione, che gli stakeholder partecipino attivamente, manifestando le proprie posizioni. Il documento (discussion document)  suddivide gli obiettivi della riforma nelle seguenti aree: competitiveness, protection, commerciality, simplicity and certainty and EU compliance. La consultazione si chiuderà il prossimo 20 aprile.

L'approccio prescelto: l'exemption approach
Al fine di minimizzare gli oneri di conformità a carico delle imprese inglesi che partecipano società all'estero viene proposta l'adozione di alcuni test (objective test) al fine di escludere dall'applicazione del regime quelle imprese controllate quando il rischio che vengano distratti artificiosamente utili al di fuori del Regno Unito sia minimo.
L'amministrazione finanziaria ha esaminato una serie di alternative (Income stream approach, Single purpose test approach, Exemption approach). Tra queste l'exemption approach è stato ritenuto quello maggiormente coerente rispetto agli obiettivi della riforma e il più efficiente in termini di contrasto alla erosione della base imponibile nazionale.
L'approccio basato sull'esenzione fissa la disapplicazione del regime Cfc quando le imprese partecipate all'estero soddisfano specifici requisiti. Rispetto ad un approccio basato su criteri di inclusione, l'exemption approach viene considerato, sia dal mondo del business che dall'Hmrc, meno complesso dal punto di vista operativo, garantendo al contribuente un maggior grado di certezza.

Le esenzioni
Le nuove regole opereranno "on an entity basis" ed i capital gain della Cfc continueranno ad essere esclusi dal regime. Il criterio del livello di tassazione ridotto (lower level of tax test) nella giurisdizione estera potrebbe essere abbandonato a favore di un nuovo test, maggiormente mirato, basato sulla comparabilità del sistema di tassazione della giurisdizione estera rispetto a quello del Regno Unito, sia in relazione ai criteri di formazione della base imponibile, che in relazione alle aliquote fiscali applicate. L'obiettivo perseguito dall'HMT e dall'HRMC, tramite il nuovo test, consiste nel cercare di evitare il ricorso a una white list.
L'Amministrazione fiscale riconosce che le Cfc, nella maggior parte delle circostanze, sono costituite per esercitare un'attività commerciale effettiva (genuine trading activity) e non per localizzare artificiosamente profitti all'estero per realizzare un indebito risparmio fiscale. Nel caso in cui l'attività all'estero sia genuina, non esiste un pericolo concreto di erosione della base imponibile nazionale e il reddito della Cfc dovrebbe essere escluso dall'applicazione del regime. In questa ottica, nei capitoli terzo e quarto del discussion document si propone di ampliare la definizione di attività commerciale al fine di includere, se effettive, anche le seguenti attività: "genuine offshore group treasury operations and the active management of intellectual property". Due ulteriori  tipologie di imprese controllate estere che con la disciplina in vigore risultano assoggettate al regime CFC potrebbero venire escluse:

  • reinsurance subsidiaries: quando gestiscono rischi non riferibili ad attività localizzate nel Regno Unito, non vi è erosione della base imponile domestica ed a condizione che la società mantenga un adeguato livello di capitale;
  • property subsidiaries quando gestiscono proprietà al di fuori del Regno Unito e sono dotate di fondi  in misura appropriata. In questo caso si ritiene infatti improbabile che vi sia erosione di base imponibile.

L'attuale disciplina Cfc stabilisce una soglia minima di reddito imponibile pari a 50mila sterline ai fini dell'assoggettamento al regime (cosiddetto de-minimis test). Il de-minimis test introdotto nel 1998 rimarrà in vigore, ma ne viene suggerito un aggiornamento che ne fissi una soglia superiore.

Motive test
L'amministrazione propone il motive test, a salvaguardia del contribuente, qualora non siano soddisfatti i requisiti delle specifiche cause esimenti che saranno rese disponibili dalla riformata disciplina (ad esempio il nuovo de minimis test). Il motive test intende dare piena attuazione al principio fondamentale che ispira la riforma poiché, con il suo impiego dovrà essere garantita la disapplicazione della disciplina Cfc per tutte quelle circostanze "…where a subsidiary that is properly established overseas is not engaged in activities intended to artificially divert UK profit. The test would provide an opportunity for such an overseas subsidiary to demonstrate the non-tax related commercial rationale for any specified transaction…".
 

Alessandro Denaro
pubblicato Martedì 2 Marzo 2010

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