Dal mondo
Grecia, l'evasore ama la piscina
ma non la dichiara
La ricchezza dei contribuenti non è esposta sulle dichiarazioni dei redditi. E Il Governo vara il pacchetto anti-evasione
la sede del Parlamento ad Atene

Da un lato l'esecutivo greco impegnato a rimettere in ordine i conti dell'Acropoli, piuttosto dissestati come certificato dal Fondo monetario internazionale e dalla Commissione europea, e sul versante opposto i dati oramai pubblici sull'entità dell'evasione fiscale e del sommerso. Numeri su cui sia l'Amministrazione finanziaria che la Confindustria greca sembrano convergere. Nel dettaglio, infatti, la taglia del gap fiscale annuale, cioè il differenziale tra le entrate tributarie previste e il gettito effettivo ridimensionato per la parte esclusivamente imputabile alla pratica dell'evasione e dell'elusione, risulta pari a circa 30 miliardi di dollari. L'anno, naturalmente. In pratica, tenendo conto del volume delle entrate fiscali, è come se la perdita di gettito riconducibile al risparmio fiscale indebito di cui beneficiano migliaia di contribuenti greci rischi quasi di raggiungere gli importi in tasse e imposte versati ogni anno da lavoratori e cittadini onesti. Un dato senza precedenti, al momento, sullo scenario dei Paesi membri dell'Unione europea e al contempo dell'Ocse.

L'evasore greco guarda il mare, ma dimentica lo yacht e la piscina - In tema di lotta all'evasione, un punto importante è stato messo a segno in tempi non lontani dall'Agenzia delle Entrate greca. In pratica, analizzando le dichiarazioni fiscali dei contribuenti che risiedono nell'area nord della Capitale, ovvero, la zona mèta delle residenze extra-lusso dell'elite greca, i detective del fisco si sono imbattuti in migliaia di documenti dai quali risultava un numero esiguo di proprietari in possesso, o aventi nella rispettiva disponibilità personale, una piscina. Strano, anzi, anomalo per un'area della capitale dove l'estate, in genere, ha una durata vicina ai 10 mesi tanto che il business delle piscine è tra i più floridi. Da qui l'avvio d'una iniziativa anti-evasione che, con l'aiuto del satellite, ha evidenziato l'esistenza di ben 16.974 piscine del tutto oscure al fisco in quanto non riportate nell'apposito spazio della dichiarazione dei redditi. E non basta. La franchigia, in parte, e la generale prassi che conduce al mancato versamento delle tariffe e delle tasse dovute in relazione alla proprietà di yacht e imbarcazioni ormeggiate lungo il Pireo, ha finito per indurre il Governo a una stretta fiscale che, proprio a partire dal 2010, dovrebbe condurre nelle casse dell'erario almeno 100 milioni di euro di extra-gettito. Una boccata d'ossigeno dato lo stato attuale dei conti.

Dalla lotta all'evasione Atene conta di recuperare 400 milioni di euro - Per arrestare la piaga dell'evasione fiscale, queste alcune delle misure messe in campo dal Governo. Un pacchetto di norme da cui, entro fine anno, dovrebbe derivare esattamente una somma pari a 417 milioni di euro di maggior gettito, cioè lo 0,2% del pil. Innanzitutto, yacht e imbarcazioni private, il cui valore eccede rispettivamente i 10 e i 15 milioni di euro, verseranno un'accisa variabile a seconda della loro specifica classe di valore, mentre un'imposta straordinaria scatterà per i proprietari in riferimento alle dimensioni dello yacht o dell'imbarcazione posseduta. Ma non basta. Anche i proprietari di automobili di lusso e di cilindrata elevata dovranno versare un'imposta extra che, secondo la norma varata in forma finale, interesserà anche le due ruote. Complessivamente da questo pacchetto speciale di norme il fisco s'attende un gettito extra pari a 150 milioni di euro.

Anche il cellulare sarà tassato - Niente sconti per il cellulare, il cui boom in Grecia è stato ufficializzato anche da studi recenti. Ora però il fisco applicherà una tassazione diversificata rispetto a quella in vigore fino ad oggi. In pratica, più sarà utilizzato e più si pagherà. Se, per esempio, si eccedono volumi di chiamate superiori ai 150 euro, allora in questi casi il quantum destinato al fisco salirà al 20%. Ante-modifica, in genere, non oltrepassava la soglia del 12%.

Stefano Latini
pubblicato Venerdì 7 Maggio 2010

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