Dal mondo
Hong Kong-Vietnam, il Dta
arriva al Consiglio legislativo
Dopo la pubblicazione dell'ordinanza dell'Inland Revenue, l'accordo sulle doppie imposizioni si avvia all'esecuzione
area geografica dei due Stati

Il 30 aprile scorso è stata pubblicata l'ordinanza dell'Inland Revenue di Hong Kong con cui vengono fornite indicazioni sull'accordo, firmato tra la Regione amministrativa speciale e la Repubblica socialista del Vietnam, per evitare le doppie imposizioni e prevenire le evasioni fiscali in materia di imposte sul reddito. L'intesa, in acronimo Dta che sta per double taxation agreement, è stata sottoscritta a Hanoi il 16 dicembre dello scorso anno tra il segretario generale delle Finanze, John C. Tsang, e il vice ministro alle Finanze del governo del Vietnam, Do Hoang Anh Tuan.

Le clausole principali dell'intesa
Quattro le clausole principali dell'intesa: fissato un tetto del 7% alla ritenuta alla fonte sui diritti d'autore nel caso in cui i pagamenti siano effettuati per l'uso di brevetti, disegni o modelli; un credito d'imposta per eliminare la doppia imposizione viene riconosciuto al contribuente, persona fisica o impresa, che rende possibile detrarre dalle imposte sul reddito pagate a Hong Kong quelle assolte in Vietnam; gli utili che derivano da attività di trasporto marittimo internazionale percepiti dai residenti di Hong Kong che traggono origine in Vietnam godono di esenzione fiscale; le aerolinee di Hong Kong che effettuano voli in Vietnam saranno tassate con aliquota al 16,5% rispetto a quella fissata in Vietnam (25%) che è attualmente applicata agli utili delle società che ritraggono redditi da attività effettuate sul territorio.

Gli obiettivi dell'accordo
L'intesa tra i due Stati assicura che gli investitori non siano soggetti a doppia tassazione su una stessa fonte di reddito, ha dichiarato un portavoce del governo, e, in termini pratici, garantirà risparmi fiscali e assicurerà certezza del diritto in materia di imposizione fiscale per gli investitori dei due Paesi, impegnati nel commercio bilaterale. Nei giorni scorsi l'intesa è stata sottoposta anche al controllo definitivo da parte del Consiglio legislativo e diventerà operativa soltanto dopo lo scambio degli strumenti di ratifica da parte dei due Stati.

Ulteriore liberalizzazione dei servizi sotto Cepa
L'intesa tra Hong Kong e Taiwan avviene in un momento significativo per i rapporti economici dell'area. Il 9 maggio scorso è stato sottoscritto il VI accordo Cepa tra il governo centrale della Repubblica popolare cinese e la Regione amministrativa speciale di Hong Kong. Con questo accordo sono state introdotte 29 nuove misure di liberalizzazione in vari settori di servizi, compresi due nuovi: ricerca e sviluppo, trasporti su rotaia. Dal 2003 a oggi sono stati sottoscritti ben sei accordi Cepa, acronimo di closer economic partnership arrangement, con il preciso scopo di contribuire al rilancio di Hong Kong. I settori di intervento vanno dalle attività manifatturiere ai servizi e garantiscono particolari vantaggi a chi decide di esportare o investire in Cina tramite l'ex colonia britannica.

Perché gli accordi Cepa
Dopo il ricongiungimento con la Cina, la situazione economica di Hong Kong è apparsa agli analisti economici meno brillante degli anni precedenti. La sola condizione richiesta per poter usufruire del Cepa è che i prodotti esportati da Hong Kong alla Cina continentale devono essere considerati made in Hong Kong secondo specifiche rules of origin dettagliate per i vari prodotti negli accordi. Gli accordi Cepa prevedono anche una stretta collaborazione e uno scambio di informazioni tra Hong Kong e Cina continentale sulle piccole e medie imprese, le procedure doganali, l'e-commerce e le leggi di protezione e promozione degli investimenti e in materia fiscale.

Gianluca Di Muro
pubblicato Venerdì 22 Maggio 2009

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