Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato alle 20:23
Dal mondo
Per il cinema un’estate da record.
E il Fisco Globale sogna
E il Fisco Globale sogna
Niente vacanze per Hollywood in versione planetaria. Sale piene, code ai botteghini e contabilità da primato
Il Cinema non conosce crisi, anzi, osservando il flusso dei dati relativi alle vendite dei biglietti e alla frequenza delle sale cinematografiche c’è già chi, tra analisti e osservatori tra i più smaliziati, non ha dubbi nell’indicare proprio nell’industria hollywoodiana, oggi largamente internazionalizzata, la vera ricetta anti-crisi. Dunque, altro che complesse politiche monetarie e altrettanto macchinose politiche fiscali, per dribblare la Crisi e stimolare la domanda interna sarebbe sufficiente puntare sul Cinema e, naturalmente, sulla vasta e variegata area dell’indotto che ne fissa limiti e confini di mercato, ben oltre quelli fissati dall’iniziale “ciack si gira” e dal finale, oramai caduto in disuso, “the end”.
Quanto vale un ciack in tempi di Crisi? 10miliardi di dollari – Peraltro, al di là dell’ottimismo eccessivo degli operatori del settore e delle maggiori corporation interessate alla produzione e alla distribuzione presso le sale, il dato registrato recentemente risulta comunque in decisa controtendenza rispetto ai flussi, invariabilmente negativi, stimati soltanto sei mesi or sono. La stagione estiva, infatti, nel periodo che corre dal 1maggio al 31 agosto 2009, ha segnato uno score di biglietti venduti e un pieno di sale che tradotto in termini cinicamente numerici, distanti quindi dalla rappresentazione filmica, ha garantito un incasso su base planetaria pari a 10miliardi di dollari, in soli 4 mesi, né una anno, né un semestre e nemmeno un’epoca. E questo nonostante l’incombere d’un ombra, quella della crisi, che non ha risparmiato il settore, almeno nella sua filiera produttiva.
Se il consumatore non rinuncia al ciak - E comunque, la risposta del pubblico c’è stata, tanto da oltrepassare il record del 2007, allora definito stellare, proprio in coincidenza con la crisi della finanza globale tra le più significative, incombenti e invasive tra quelle registrate negli ultimi 50 anni. Senza bisogno di dover richiamare il ’29, il cui impatto, tra due guerre mondiali, soltanto in una performance cinematografica ricca d’inverosimiglianze potrebbe essere accostato all’attuale stato d’instabilità finanziaria.
Il Fisco in prima fila – L’ottima performance messa a segno dall’industria cinematografica mondiale ha risollevato le grandi aziende attive sul mercato e, al contempo, ha destato interesse da parte del Fisco globale. Decine di amministrazioni tributarie, infatti, dalle prime file sono già intente nel contabilizzare le entrate attese e il gettito insperato in forma di imposte, tasse ed eventuali accessori, che ne deriveranno dall’inatteso boom del ciack in versione planetaria. In pratica, riferendosi a valori mediani e a parametri generalmente riferiti al settore cinematografico, e considerando gli operatori attivi nell’intero indotto, dei 10miliardi di dollari incassati ben 2miliardi dovrebbero lasciare i botteghini per avviarsi, celermente, a rinvigorire le entrate fiscali esauste di diversi Paesi, soprattutto Germania, dove il tesoretto del botteghino ha realizzato un balzo in avanti del 13per cento sull’anno passato, in Francia, in Giappone, negli Stati Uniti, nel Regno Unito e, naturalmente, anche in Italia.
Al fisco USA l’Oscar del Cinema – Sul podio di questa estate da sogno, per l’industria cinematografica, si staglia il profilo del fisco statunitense. Infatti, dei 10miliardi d’incassi, la quota maggioritaria, pari a 4,2miliardi di dollari, deriva dai primati di vendita messi a segno nei 4mesi passati dalle sale americane. Un dato questo che, nella sua sintesi, dovrebbe garantire all’Irs, cioè l’Agenzia delle entrate Usa, entrate fiscali extra, perché largamente inattese, pari a circa 800milioni di dollari. Sul versante estero invece, ovvero da parte delle Amministrazioni tributarie soprattutto in Paesi Ocse, la quota di gettito da ridistribuire dovrebbe risultare, a fine stagione, a circa 1,2miliardi di dollari. Risorse che, nonostante non implichino il transito in arrivo di miliardi di euro, saranno comunque ben accolte, soprattuto a Londra e a Parigi ove la Crisi oramai sembra puntare con decisione sulle entrate fiscali riducendone la taglia in misura significativa, oltre le attese peggiori. Harry Potter, Ice Age…Dinosaurs e Transformers…Fallen, tra i preferiti dal Fisco Globale – Anche quest’anno, dalle file ai botteghini e dalla rincorsa alla sala di proiezione esce la oramai tradizionale conferma che vede in Harry Potter il più amato dl frequentatore di sale cinematografiche e, al contempo, dal Fisco globale. Infatti, dal 1maggio al 31 agosto dell’anno in corso, l’incasso planetario nelle sale è stato pari a circa 1miliardo di dollari, 907milioni per l’esattezza, per la gioia dei gestori delle sale, dei distributori, dei produttori e, sempre in prima fila, delle amministrazioni tributarie di mezzo mondo che, alla luce del dato, potrebbero ricevere in cassa quasi 200milioni di dollari. La seconda posizione è invece appannaggio di Ice Age…Dinosaurs, che ha chiuso l’estate registrando un incasso pari a 833milioni di dollari. Il posto d’onore per Trasformers che saluta la stagione delle vacanze con 829milioni di dollari derivanti direttamente dal box-office. Insomma, i primi 3 tra i film più visti nelle sale mondiali da soli si sono assicurati il 25per cento dell’incasso estivo planetario. Naturalmente, anche il fisco globale s’è intravisto in prima fila.
Quanto vale un ciack in tempi di Crisi? 10miliardi di dollari – Peraltro, al di là dell’ottimismo eccessivo degli operatori del settore e delle maggiori corporation interessate alla produzione e alla distribuzione presso le sale, il dato registrato recentemente risulta comunque in decisa controtendenza rispetto ai flussi, invariabilmente negativi, stimati soltanto sei mesi or sono. La stagione estiva, infatti, nel periodo che corre dal 1maggio al 31 agosto 2009, ha segnato uno score di biglietti venduti e un pieno di sale che tradotto in termini cinicamente numerici, distanti quindi dalla rappresentazione filmica, ha garantito un incasso su base planetaria pari a 10miliardi di dollari, in soli 4 mesi, né una anno, né un semestre e nemmeno un’epoca. E questo nonostante l’incombere d’un ombra, quella della crisi, che non ha risparmiato il settore, almeno nella sua filiera produttiva.
Se il consumatore non rinuncia al ciak - E comunque, la risposta del pubblico c’è stata, tanto da oltrepassare il record del 2007, allora definito stellare, proprio in coincidenza con la crisi della finanza globale tra le più significative, incombenti e invasive tra quelle registrate negli ultimi 50 anni. Senza bisogno di dover richiamare il ’29, il cui impatto, tra due guerre mondiali, soltanto in una performance cinematografica ricca d’inverosimiglianze potrebbe essere accostato all’attuale stato d’instabilità finanziaria.
Il Fisco in prima fila – L’ottima performance messa a segno dall’industria cinematografica mondiale ha risollevato le grandi aziende attive sul mercato e, al contempo, ha destato interesse da parte del Fisco globale. Decine di amministrazioni tributarie, infatti, dalle prime file sono già intente nel contabilizzare le entrate attese e il gettito insperato in forma di imposte, tasse ed eventuali accessori, che ne deriveranno dall’inatteso boom del ciack in versione planetaria. In pratica, riferendosi a valori mediani e a parametri generalmente riferiti al settore cinematografico, e considerando gli operatori attivi nell’intero indotto, dei 10miliardi di dollari incassati ben 2miliardi dovrebbero lasciare i botteghini per avviarsi, celermente, a rinvigorire le entrate fiscali esauste di diversi Paesi, soprattutto Germania, dove il tesoretto del botteghino ha realizzato un balzo in avanti del 13per cento sull’anno passato, in Francia, in Giappone, negli Stati Uniti, nel Regno Unito e, naturalmente, anche in Italia.
Al fisco USA l’Oscar del Cinema – Sul podio di questa estate da sogno, per l’industria cinematografica, si staglia il profilo del fisco statunitense. Infatti, dei 10miliardi d’incassi, la quota maggioritaria, pari a 4,2miliardi di dollari, deriva dai primati di vendita messi a segno nei 4mesi passati dalle sale americane. Un dato questo che, nella sua sintesi, dovrebbe garantire all’Irs, cioè l’Agenzia delle entrate Usa, entrate fiscali extra, perché largamente inattese, pari a circa 800milioni di dollari. Sul versante estero invece, ovvero da parte delle Amministrazioni tributarie soprattutto in Paesi Ocse, la quota di gettito da ridistribuire dovrebbe risultare, a fine stagione, a circa 1,2miliardi di dollari. Risorse che, nonostante non implichino il transito in arrivo di miliardi di euro, saranno comunque ben accolte, soprattuto a Londra e a Parigi ove la Crisi oramai sembra puntare con decisione sulle entrate fiscali riducendone la taglia in misura significativa, oltre le attese peggiori. Harry Potter, Ice Age…Dinosaurs e Transformers…Fallen, tra i preferiti dal Fisco Globale – Anche quest’anno, dalle file ai botteghini e dalla rincorsa alla sala di proiezione esce la oramai tradizionale conferma che vede in Harry Potter il più amato dl frequentatore di sale cinematografiche e, al contempo, dal Fisco globale. Infatti, dal 1maggio al 31 agosto dell’anno in corso, l’incasso planetario nelle sale è stato pari a circa 1miliardo di dollari, 907milioni per l’esattezza, per la gioia dei gestori delle sale, dei distributori, dei produttori e, sempre in prima fila, delle amministrazioni tributarie di mezzo mondo che, alla luce del dato, potrebbero ricevere in cassa quasi 200milioni di dollari. La seconda posizione è invece appannaggio di Ice Age…Dinosaurs, che ha chiuso l’estate registrando un incasso pari a 833milioni di dollari. Il posto d’onore per Trasformers che saluta la stagione delle vacanze con 829milioni di dollari derivanti direttamente dal box-office. Insomma, i primi 3 tra i film più visti nelle sale mondiali da soli si sono assicurati il 25per cento dell’incasso estivo planetario. Naturalmente, anche il fisco globale s’è intravisto in prima fila.
Stefano Latini
pubblicato Lunedì 14 Settembre 2009
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