Dal mondo
L’Arte italiana alla conquista
del Fisco britannico
Niente imposta di successione in cambio della cessione, all’erario, d’un quadro del settecento veneziano
Come far felice il Fisco di Sua Maestà? Semplice, impegnandosi a trasferire all’erario la proprietà di un’opera d’arte ricevuta in eredità, in questo caso italiana, in cambio dell’estinzione del pagamento dell’imposta di successione o, in altri casi, della tassa sui guadagni da capitale originariamente dovute. In pratica, il contribuente in questione è esentato dal pagare il tributo, ma sulla base d’una promessa, ben definita nei dettagli, di cessione futura del bene artistico in suo possesso al momento della transazione. L’oggetto di pregio, riscattato dal Fisco ad un prezzo superiore in media del 20per cento al valore di mercato, s’incamminerà, una volta sottoscritto il patto, prima in direzione dell’Amministrazione finanziaria per poi essere trasferito nella disponibilità delle autorità pubbliche che ne fanno richiesta e, soprattutto, che ne hanno titolo, in genere musei, gallerie artistiche e biblioteche. La finalità istituzionale dell’operazione è di consentire anche al pubblico di godere d’un bene d’elevato valore artistico, altrimenti destinato a restare in un ambito strettamente privato e personale.
 
Zero-tasse in cambio del ‘700 veneziano - Nel caso specifico, oggetto del dare-avere tra contribuente e Amministrazione tributaria è stato un piccolo quadro, di pregio – Palazzo Loredan dell’Ambasciatore -, con veduta sul Canal Grande, realizzato da Francesco Guardi, tra i pittori maggiori del ‘700 veneziano insieme al Canaletto. Prezzo di mercato dell’opera, oltre 200mila sterline, somma sufficiente a soddisfare la pretesa del fisco relativa al versamento dell’imposta di successione da parte del proprietario della preziosa opera d’arte ricevuta in eredità. E comunque, nei prossimi giorni il quadro sarà esposto nelle stanze dedicate del Museo Nazionale del Galles, i cui responsabili ed esperti hanno già esposto pubblicamente gradita soddisfazione per lo scambio avvenuto della veduta veneziana in cambio della liberazione del contribuente dal versamento della Death tax, richiesta dal fisco.
 
Tutti invitati alla tavola del bonus artistico – Si tratta, quindi, d’un compromesso siglato tra Fisco e contribuente, il cui obiettivo è duplice. In favore di chi eredita il bene artistico scatta l’esenzione dal pagamento dell’imposta sulla successione, mentre sul versante pubblico l’opera d’arte perde il suo confine rigidamente privato ed esce dal salotto o dalla proprietà esclusiva del suo titolare legittimo per fare il suo ingresso nella piena disponibilità delle autorità pubbliche e, soprattutto, di ogni singolo cittadino cui, infatti, dovrà esserne consentita la piena visione. Dunque, nel caso si tratti di edifici, questi saranno aperti alle visite pubbliche, mentre quadri, come nel caso specifico, sculture e oggetti di pregio artistico saranno esposti e, per finire, anche manoscritti d’importanza e di rilievo storico-artistico troveranno la loro collocazione presso archivi e biblioteche. Insomma, l’arte torna ad essere un bene comune e condiviso, grazie al fisco e al risparmio fiscale realizzato da chi sceglie di aderire a questo schema, davvero singolare.
Stefano Latini
pubblicato Martedì 24 Agosto 2010

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