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Lotta alle frodi Iva, entra nel vivo
il progetto Eurofisc
il progetto Eurofisc
Presentata ieri dalla Commissione Ue una proposta articolata di riforma della disciplina sulla cooperazione
Nella lotta contro le frodi fiscali la Commissione europea propone nuove misure per una più efficiente cooperazione fra le Amministrazioni tributarie. Nel contesto della propria strategia per contrastare l’evasione e la frode fiscale (tax evasion and fraud) la Commissione europea ha adottato ieri una proposta di riforma della disciplina in materia di cooperazione amministrativa nel settore Iva, estendendo e rinforzando le regole per lo scambio delle informazioni e la cooperazione fra le autorità fiscali. Uno degli elementi chiave della proposta è la creazione di Eurofisc: una struttura operativa comune che permetta agli Stati membri una rapida azione di contrasto alle frodi Iva intracomunitarie. La Commissione ha anche adottato un documento congiunto sulle modalità specifiche di funzionamento della cooperazione amministrativa.
Nel 2008 Eurofisc muove i primi passi
Nel marzo 2008, prima ancora che la Francia assumesse la presidenza di turno dell’Unione europea, il presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ne avevano discusso in un incontro svoltosi a Parigi. Creare una struttura per la cooperazione permanente alla lotta contro le frodi e l'evasione fiscale. È l’obiettivo che si propone di raggiungere Eurofisc, progetto lanciato dalla Francia e che costituisce uno dei leit motiv della presidenza Ue di allora.
Le prime dichiarazioni del Commissario europeo per la Fiscalità
Laszlo Kovacs, Commissario europeo per la Fiscalità e le Dogane, ha così dichiarato: “Nell’odierna situazione economica è più importante che mai contrastare le frodi fiscali con effettività ed una cooperazione amministrativa tra le Amministrazioni fiscali pienamente funzionante è lo strumento principe in argomento. Il mio obiettivo è di assicurarmi che le autorità Ffiscali abbiano tutti gli strumenti operativi e giuridici idonei per operare contro le pervasive frodi comunitarie Iva e che ciascuna Amministrazione possa efficacemente collaborare con gli altri Stati membri per la riscossione dei rispettivi tributi”.
Il progetto Eurofisc
Uno dei più significativi elementi di novità nella proposta è la creazione di Eurofisc. Una struttura operativa dove gli Stati membri, in pratica, contrasteranno “insieme” le frodi Iva. Tale Agenzia dovrà permettere un veloce scambio di qualificate informazioni tra tutte le Amministrazioni fiscali europee e contemporaneamente si occuperà di studi e analisi strategiche sul fenomeno evasivo. Questa nuova realtà permetterà agli Stati membri di reagire per tempo e di porre efficacemente fine alle frodi, assicurando alla giustizia i responsabili, rendendo inoltre più difficoltose anche eventuali nuove tipologie di comportamenti fraudolenti.
La comune responsabilità nella tutela degli introiti fiscali
La proposta, inoltre, muta l’approccio nella protezione degli incassi tributari. In aggiunta al conferimento agli Stati membri di strumenti per una più stretta, efficace e veloce collaborazione, il documento propone che gli stessi siano comunemente responsabili (joint responsible) della riscossione Iva.
Accesso diretto alle banche dati e uniformità delle informazioni
Le Amministrazioni fiscali di tutti gli Stati europei hanno informaticamente archiviato una grande quantità di informazioni sui propri contribuenti. Il rapido accesso a queste notizie può essere di estrema utilità per l’Autorità fiscale di un altro Stato al fine di contrastare efficacemente pratiche evasive internazionali. La proposta approvata si impegna a garantire a tutte le Amministrazioni fiscali europee un accesso diretto a una parte predefinita delle informazioni. Inoltre, il documento approvato contiene uno schema operativo sulla qualità, comparabilità e accessibilità delle notizie contenute nei data base fiscali di ciascuno Stato membro, unitamente a regole di registrazione e di analisi del rischio.
Informazioni sui contribuenti
Al fine di prevenire le situazioni di involontaria partecipazione a meccanismi di frode, i contribuenti potranno beneficiare di un più avanzato e sicuro sistema di validazione della propria posizione fiscale Iva. Tale novità potrà significativamente incrementare la certezza legale dei commerci in ambito intracomunitario.
Il documento sul funzionamento della cooperazione amministrativa
Il “Report” redatto alla luce dell’articolo 45 del Regolamento del Consiglio Ue 1798/2003, con il contributo di tutti gli Stati membri, è il primo documento operativo adottato dall’entrata in vigore del ricordato Regolamento. Particolare evidenza viene data ai contesti in cui la cooperazione amministrativa sta ben funzionando sia le aree di criticità. Le conclusioni del documento sono state acquisite nella proposta di riforma del Regolamento.
Le basi legali ed i riferimenti
La vigente disciplina europea in materia di cooperazione amministrativa Iva è del 2003 (Regolamento del Consiglio n. 1798/2003). Nel maggio 2006 la Commissione ha aperto una procedura di consultazione sulla necessità di sviluppare una strategia coordinata nel contrasto alle frodi (IP/06/697, MEMO/06/221). La stessa Commissione ha emesso, il 1° dicembre 2008, una Comunicazione (COM/2008/807 e IP/08/1846) individuando un sintetico piano d’azione con un elenco di auspicabili interventi legislativi per l’incremento della capacità di prevenzione e contrasto delle frodi Iva (specie con riguardo alla “missing trader fraud”) ad opera delle singole Autorità fiscali degli Stati membri. La proposta e il Report costituiscono l’ultimo pacchetto attuativo delle misure annunciate già in quest’ultima Comunicazione. Il testo dei documenti citati è disponibile sul sito istituzionale europeo (http://ec.europa.eu/taxation_customs/index_en.htm ), dove sono indicate ulteriori informazioni sulla strategia di contrasto alle frodi Iva (http://ec.europa.eu/taxation_custums/tax_cooperation/reports/index_en.htm).
Marco Rondanini
pubblicato Mercoledì 19 Agosto 2009
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