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Dal mondo
Ocse, per Israele l'ingresso
ha il timbro dell'ufficialità
ha il timbro dell'ufficialità
Dal 7 settembre è il trentatreesimo Stato che aderisce all'organizzazione in attesa dell'Estonia
Lo Stato di Israele dal 7 settembre è il nuovo membro dell'Ocse, l'organizzazione con sede a Parigi deputata a svolgere una azione di integrazione e cooperazione economica e finanziaria. Sale a 33 il numero totale degli Stati aderenti che diventeranno 34 con l'ingresso già deciso dell'Estonia. Il 29 giugno è stato firmato a Parigi un accordo che definisce gli obblighi derivanti dall'adesione all'Ocse comprese alcune osservazioni specifiche in merito all'accettazione degli strumenti giuridici dell'organizzazione. Risale invece al gennaio di quest'anno la firma dell'accordo sui privilegi e le immunità che permette all'Organizzazione di assolvere pienamente ed efficacemente i propri compiti. I negoziati per l'ingresso sono iniziati nel 2007 e una tabella di marcia adottata a fine novembre ha fissato i termini e le condizioni del processo di adesione compreso l'esame approfondito da parte dei 18 Comitati dell'Ocse. Tra il 2007 e il 2009 è stato attentamente monitorato il livello di coerenza delle politiche dello Stato di Israele in raffronto a quelle dei Paesi già membri dell'Ocse che equivale ad un riesame approfondito del sistema del Paese candidato all'ingresso nell'organizzazione.
Politiche anticorruzione e antinquinamento
Il processo di adesione si è dimostrato un formidabile catalizzatore del processo di riforma per Israele che ha reagito rapidamente alle raccomandazioni dell'Ocse. In questo contesto assumono rilevanza la firma della convenzione internazionale contro la corruzione con l'approvazione di leggi e regolamenti in materia, la modifica della disciplina sanzionatoria nei casi di corruzione di funzionari stranieri; il riesame della legislazione in materia ambientale con adozione di nuove iniziative nella gestione delle scorie, il controllo dell'inquinamento dell'aria e l'applicazione del principio "chi inquina paga". Dallo scorso anno il ministero israeliano della protezione ambientale ha più che raddoppiato il numero degli interventi legislativi in materia ambientale (32 iniziative legislative rispetto alle 14 del 2008). Al vertice di Copenaghen del dicembre 2009, Israele ha dichiarato la propria intenzione di ridurre del 20% le emissioni di gas serra entro il 2020.
Popolazione, distribuzione del reddito, povertà
La questione della portata geografica dei dati statistici forniti da Israele, che includono i dati sulle alture del Golan, Gerusalemme est e gli insediamenti israeliani nella West Bank, è stata oggetto di lunghe discussioni in seno all'Ocse. In questo contesto l'impegno dello Stato di Israele a fornire, su richiesta di membri dell'Ocse, dati disaggregati sulle alture del Golan, Gerusalemme est e agli insediamenti israeliani in Cisgiordania utili a fini statistici sulla popolazione, sulle caratteristiche della forza lavoro, sulla distribuzione del reddito delle famiglie e sulla povertà ha dato un impulso decisivo all'ingresso nell'organizzazione internazionale.
Riforma fiscale e politica economica del governo
Piano di sviluppo economico, promozione degli investimenti di capitali nel settore agricolo, riforma delle imposte sui redditi, riduzione dell'imposta sulle società, delle tasse automobilistiche e dell'imposizione sugli immobili sono soltanto alcuni dei passaggi chiave delle azioni promosse negli ultimi anni. Nel 2009 il governo ha provveduto a rivisitare le fasce progressive di scaglioni di reddito e le aliquote corrispondenti (dal 10 al 46%). Da quest'anno l'aliquota massima dovrebbe scendere al 45%. Infine le politiche di contenimento della spesa pubblica, attuate dal governo negli ultimi anni, stanno contribuendo, secondo gli analisti di settore più accreditati, alla riduzione del debito pubblico.
Le ultime novità
La riforma del sistema di calcolo delle tasse portuali e, più in generale delle infrastrutture, rientra in un complesso piano di riorganizzazione del sistema Paese finalizzato a favorire la crescita in un contesto di difficile situazione congiunturale. Un recente decreto del ministro dei Trasporti, Israel Katz, ha modificato l'attuale sistema introducendo la tassa sull'uso dell'infrastruttura in sostituzione dei diritti di banchina.
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Gianluca Di Muro
pubblicato Giovedì 9 Settembre 2010
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