Rispolverata l'imposta sui profitti
Il riscatto ecologico, il consumo d'energia a misura d'ambiente e la sostenibilità di colore verde intenso possono attendere, anzi, dovranno necessariamente occupare il backstage delle politiche economiche francesi in vista di tempi contabili migliori, come ben esplicitato dai responsabili economici di Parigi e confermato dall'attuale Governo. La carbon tax, infatti, o taxe carbone alla francese, è stata di fatto rinviata a un prossimo calendario fiscale, ancora da definire.
Quanto costa inquinare? 17 euro per 1 tonnellata di Co2
La carbon tax elaborata dai tecnici dell'Esecutivo francese prevedeva, oltre a 4miliardi di euro di maggior gettito, il pagamento di 17 euro per l'emissione di ogni singola tonnellata di Co2. Una spesa che sarebbe pesata soprattutto sulle spalle dei nuclei familiari, con esclusione dei soli consumi elettrici che derivano dall'impiego del nucleare. L'industria, invece, avrebbe beneficiato d'una lunga serie infinita di esenzioni dirette a favorire i settori più inquinanti come, per esempio, quelli relativi al trasporto aereo e stradale, l'agricoltura, i siti industriali riconosciuti, le raffinerie e persino le centrali termiche. Un'esenzione talmente generosa da salvaguardare dall'applicazione della carbon tax il 90% di Co2 d'origine industriale.
Ora la parola a Bruxelles e via libera alla riforma dell'imposta sulle società
Tra i motivi della cantierizzazione della carbon tax, il governo francese ha fatto un riferimento esplicito all'Unione europea e alla Commissione. In pratica Parigi passa la mano ai tecnici e ai responsabili economici di Bruxelles, in attesa che trovi al più presto una concretizzazione ufficiale il piano diretto a elaborare e a introdurre un'imposta simile alla carbone tax in tutti i Paesi membri, che saranno così chiamati, senza esclusioni, a introdurla nei rispettivi ambiti economici. La competitività tra i singoli Stati sarebbe così ampiamente garantita. A oggi, infatti, soltanto quattro Paesi, Irlanda, Finlandia, Danimarca e Svezia hanno adottato misure simili alla carbon tax o riconducibili sul versante della tassazione che mira a salvaguardare l'ambiente - eco-tax. L'impegno del Governo francese, invece, si sposterà dalla sostenibilità al settore produttivo, alle aziende.
In agenda come riformare il prelievo sui profitti delle società
Lo spazio occupato fino a oggi dalla carbon tax sarà presto riempito dalla riforma della normativa, e, soprattutto, delle aliquote riferite alla tassazione dei profitti delle imprese. Su questo versante, infatti, l'attuale ministro delle Finanze, Christine Lagarde, ha annunciato una revisione della tassazione che premia le grandi aziende a discapito delle piccole e medie imprese. Obiettivo delle misure che saranno presto elaborate e sottoposte all'approvazione del Parlamento è la cancellazione di numerose esenzioni, sconti e deduzioni di cui beneficiano le società di grandi dimensioni e che, al termine dei calcoli contabili, ne riducono di almeno 1/3, senza considerare i vantaggi da transfer pricing, le imposte da versare al fisco.
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