Dal mondo
Solvit, pubblicati i dati sulle liti
definite nel 2006-2008
Confermato l'orientamento a privilegiare gli strumenti deflativi rispetto alle procedure formali di denuncia
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Il volume dei casi trattati dai Solvit internazionali è stato pubblicato in questi giorni. Le percentuali di utilizzo relative al biennio 2006-2008 diramate dal sito ufficiale confermano l'orientamento generalizzato dei cittadini comunitari a privilegiare gli strumenti più dinamici (di cui il Solvit può a giusto titolo essere qualificato come il prototipo) per risolvere i problemi insorti nel mercato interno, rispetto alle alternative procedure formali di denuncia, ancorate ai vincoli normativi cogenti. Osservando il grafico, la crescita nell'utilizzo si sviluppa in senso sempre più esponenziale giungendo, dopo il timido start up fisiologico, a superare, nel 2008, i 1000 casi presentati che, in termini percentuali, equivale a una crescita del 22 per cento che fa il paio con l'83 per cento conseguito dalle percentuali di risoluzione.



Grafico 1 - Volume dei casi trattati 2006-2008


 

I tempi estremamente contenuti di risoluzione delle controversie rappresentano, senza alcun dubbio, un incentivo notevole per l'utilizzo ma se a ciò si aggiunge che il trend dell'ultimo biennio ha registrato  un tempo medio di appena due mesi per la risoluzione dei conflitti le perplessità sulla bontà dello strumento diventano prive di senso. I numeri di eccellenza non si fermano al numero dei casi e alla gestazione della procedura.

I vantaggi economici
Dai dati, infatti, è possibile desumere anche il notevole vantaggio economico connesso al risparmio percepito dai ricorrenti stimati (nel solo 2008 ) a 32,6 milioni di euro (applicabile al 25 per cento di tutti i casi risolti tenendo conto che il calcolo avviene sulla base del costo determinato dalla mancata soluzione del problema). In ciascuna delle tre principali aree di temi trattati dal Solvit sono stati conseguiti i livelli di crescita seguenti: sicurezza sociale + 20 per cento; riconoscimento delle qualifiche professionali + 43 per cento; diritti di soggiorno e residenza + 93 per cento.

Il Solvit italiano
Nel contesto si rileva che il nostro Paese, insieme a Spagna, Germania, Regno Unito e Francia, ha il maggior numero di casi trattati  (cfr. grafico 1) il centro italiano ha raggiunto un tasso positivo di risoluzione dei reclami di circa l'88 per cento (cfr. grafico n. 2) superiore alla media comunitaria e al settimo posto su 30 centri.


Grafico 2 - Tasso medio di risoluzione dei casi dei centri Solvit nazionali
che hanno ricevuto almeno dieci casi nel 2008

Blu: casi risolti
Giallo: casi non risolti 
Bianco: casi respinti 
La linea tratteggiata indica la media europea

 

Scendendo ancor più nel dettaglio si osserva, inoltre, che risulta cresciuto il numero generale dei casi gestiti rispetto allo scorso anno (cfr. grafico n. 3)
 

Grafico 3 - Livello di risorse umane impiegate nei centri Solvit
(periodo considerato dall'1.11.2007 al 31.10.2008)



Un'ultima nota di lustro sta nella attivazione di un elevato numero di iniziative di promozione intraprese a livello nazionale (cfr. grafico n. 4) insieme ad altri sette Stati. 

 

Grafico 4 - Attività intraprese nel 2008 dai Centri Solvit
per promuovere la rete all'esterno della Pubblica Amministrazione





(legenda: i Paesi in grassetto hanno aumentato tali attività, quelli in corsivo le hanno diminuite).

Antonina Giordano
pubblicato Giovedì 2 Aprile 2009

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