Dal mondo
Spagna: sui redditi da lavoro
cresce l'aliquota marginale
Presentata la proposta di introduzione di due nuove percentuali d'imposta aggiunte alle attuali quattro
cartina spagna

Il governo spagnolo ha introdotto nel progetto di legge finanziaria, approvato dal consiglio dei ministri lo scorso venerdì, due aumenti dell'ultima aliquota marginale dell'imposta sulle persone fisiche (Irpf). Le due nuove aliquote proposte, che entrerebbero in vigore a partire dal prossimo anno, sono: il 44%, per i redditi da lavoro che superano i 120mila euro annui; il 45% per chi ha un reddito imponibile annuale da lavoro superiore a 175mila euro. Saranno quindi soltanto i redditi da lavoro e non l'intera base imponibile generale (che include anche redditi da capitale e risparmio) a essere colpiti da questi incrementi percentuali. Secondo quanto illustrato da Elena Salgado, vice presidente del governo e ministro dell'Economia e Finanze, dovrebbero essere 100mila i contribuenti spagnoli colpiti da questo aumento che porterà nelle casse dello Stato tra i 170 e 200 milioni di euro. In pratica, un contribuente con una base imponibile di 150mila euro annui pagherà per il prossimo anno 300 euro in più di Irpf. Dal 2011, quindi, le aliquote Irpf passeranno da quattro attuali (24, 28, 37, 43 per cento) a sei (44 e 45 per cento). Sempre per quanto riguarda l'Irpf, il governo ha modificato la tassazione delle retribuzioni pluriennali, fissando in 300mila euro il limite delle rendite a cui applicare la riduzione del 40%.

Novità anche per le Sicav
Le società di investimento a capitale variabile (Sicav) subiranno dei cambiamenti fiscali sia per quanto riguarda l'imposta sulle società che per quella sui redditi. Anche se rimarrà immutata la tassazione all'1% di queste società di investimento collettivo, verrà infatti eliminata la possibilità, data attualmente ai partecipanti, di ritardare il pagamento dei dividendi percepiti. In pratica si penalizzano le uscite dai fondi attraverso riduzioni di capitale, meccanismo impiegato dagli azionisti per eludere o rinviare il pagamento delle imposte, che verranno tassate come plusvalenze, vale a dire al 19% fino a 6mila euro e al 21% oltre tale somma.

Le Pmi che crescono non saranno penalizzate
Infine per le piccole e medie imprese spagnole che dovessero superare la cifra d'affari di 8 milioni di euro (oltre i quali non sarebbero più considerate "medie e piccole") è previsto una sorta di premio di crescita, visto che, stando alla legge di bilancio presentata, potranno continuare a beneficiare del regime speciale applicato alle Pmi.
 

Alessandro Lentini
pubblicato Martedì 28 Settembre 2010

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