e alcol c'è di mezzo la riforma
Il Consiglio federale ha presentato di recente i progetti di riforma di due leggi: il primo sull'alcol e il secondo sull'imposizione delle bevande spiritose. Il primo consente alla Confederazione di separare gli interessi di natura fiscale da quelli di politica sanitaria; il secondo pone le basi per una liberalizzazione del mercato dell'etanolo e una opportuna semplificazione del sistema fiscale e controllo.
Gli obiettivi della legge sull'alcol
Garantire una maggiore efficienza ed efficacia della politica federale in materia di alcol, raggruppare le vigenti disposizioni sul commercio e sulla pubblicità delle bevande alcoliche disciplinate in differenti leggi fissandone la competenza esecutiva. Sono due dei principali vantaggi contenuti nella nuova legge sull'alcol che, oltre a tenere conto delle mutate condizioni di commercio e consumo, rispetta quanto indicato nell'articolo 105 della Costituzione federale. Dal 1° gennaio 2000 la Confederazione s'impegna a tenere conto nella legislazione degli effetti nocivi del consumo di alcol assoggettando il commercio di tutte le bevande alcoliche a disposizioni uniformi che mirano alla tutela della gioventù.
Le statistiche sui consumi
La Confederazione elvetica ha pubblicato lo scorso anno, in coincidenza con il compimento dei dieci anni dalla introduzione dell'aliquota unitaria di tassazione sulle bevande spiritose, una statistica da cui emerge che il consumo pro capite annuo di bevande alcoliche è diminuito di mezzo litro quello di bevande spiritose e birra è rimasto sostanzialmente stabile mentre quello di vino è in costante calo.
I vantaggi della nuova legge sulle bevande spiritose
La legge sull'imposizione delle bevande spiritose (LIBs), disciplina invece la riscossione e il controllo delle imposte di consumo sulle bevande spiritose e sull'etanolo destinato al consumo. Obiettivo dichiarato è porre le basi per una liberalizzazione del mercato dell'etanolo e semplificare il sistema fiscale e di controllo. In particolare con la nuova legge, oltre alla soppressione dei monopoli di fabbricazione dell'etanolo e delle bevande spiritose, sono abolite 41 delle 43 autorizzazioni oggi previste, snellito il sistema di riscossione dell'imposta, semplificato il sistema di controllo con notevole riduzione degli oneri amministrativi. Il progetto prevede anche l'utilizzo di strumenti già impiegati in altri campi che hanno dato buoni risultati come l'obbligo di notifica e d'iscrizione in un registro pubblico (registro dell'alcol), analogamente alla legge sull'imposizione della birra, per quanto riguarda l'impegno d'impiego, alla legge sull'imposizione degli oli minerali.
Semplificazione e regolamentazione uniforme
Liberalizzazione del mercato dell'etanolo e delle bevande spiritose (rinuncia a tre monopoli della Confederazione e a 41 delle 43 autorizzazioni); ottimizzazione del sistema fiscale e del controllo (riduzione massiccia del numero dei contribuenti, soppressione e uniformità delle regolamentazioni speciali; passaggio al controllo orientato al rischio); ampliamento degli strumenti messi a disposizione per soddisfare le esigenze di politica sanitaria. Sono alcuni dei provvedimenti approvati a fronte della revisione totale della legge sull'alcol.
La legge sulle bevande spiritose
Risale al 1° luglio 1999 l'introduzione dell'aliquota unitaria di tassazione sulle bevande spiritose (29 franchi per litro). Una inevitabile diminuzione di prezzo e la pressione della concorrenza sul settore nazionale hanno finito per coinvolgere i prodotti d'importazione come whisky, gin o vodka. Prima di allora la produzione realizzata in Svizzera era soggetta a un'imposta di 26 franchi per litro mentre quella d'importazione era tassata a peso lordo. Questa differenza produceva una tassa di monopolio compresa tra i 32 e i 58 franchi per litro. Dal 1999 i produttori elvetici possono produrre bevande spiritose che derivano da materie prime e contenenti amido (es. cereali o patate) e inaugurare una vera e propria produzione di whisky su scala nazionale. Il trattamento paritario messo a punto negli ultimi anni ha contribuito a influenzare notevolmente la produzione nazionale.
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