Dal mondo
Tunisia: sulla trasparenza
cresce la lista degli alleati
L’elenco dei firmatari della convezione Ocse sulla reciproca assistenza si arricchisce di nuove adesioni
parlamento tunisino
Nuovo alleato sul cammino della trasparenza fiscale. La Tunisia, infatti, è il terzo Paese del continente africano, dopo Ghana e Sud Africa, a aderire alla convezione sulla reciproca assistenza in materia fiscale dell’Ocse. La firma della convenzione rientra in piano più ampio di collaborazione tra lo stato nordafricano e l’organizzazione con sede a Parigi, avviata all’interno del framework dell’Ocse-Mena, il progetto di sviluppo economico che vede protagonisti gli Stati del Medio Oriente e del Nord Africa.
A ufficializzare la ratifica della Convenzione, il segretario generale dell’organizzazione parigina, Angel Gurrìa, e il primo ministro del governo di Tunisi, che hanno anche firmato un protocollo d’intesa per lo scambio di competenze e best practice tra Tunisia e Paesi Ocse, in materia di sviluppo sociale ed economico e protezione ambientale.
L’adesione alla convenzione rappresenta un ulteriore avvicinamento della Tunisia all’Ocse. Il Paese nordafricano, infatti, ha anche aderito nel maggio scorso alla dichiarazione dell’organizzazione parigina sugli investimenti internazionali, sulla proprietà, integrità e trasparenza nel commercio internazionale e, infine, al programma di sviluppo della green economy.

Obiettivo: trasparenza fiscale e lotta alle frodi
Dall’aprile del 2009 il Consiglio di Europa e l’Ocse hanno offerto anche a Paesi non membri delle due organizzazioni la possibilità di aderire alla convenzione multilaterale sulla mutua assistenza amministrativa relativa alle questioni fiscali. Un passo importante che getta le basi per la creazione di un sistema di trasparenza a livello internazionale.
In quest’ottica, i Paesi del G20, sia al summit di Cannes nel novembre del 2011, sia in quello più recente che si è tenuto a Los Cabos, hanno ribadito l’impegno a estendere l’uso della convezione sempre più su scala mondiale.
La convenzione, infatti, rappresenta uno strumento fondamentale per il contrasto all’evasione e all’elusione internazionale e alla lotta alle frodi, garantendo tra i Paesi che lo sottoscrivono una piena cooperazione amministrativa in ambito fiscale, in particolare nell’attività di accertamento e riscossione.
Gli Stati cooperano grazie allo scambio automatico e su richiesta di informazioni tra le diverse Amministrazioni tributarie, alle verifiche simultanee, al rilascio di documenti richiesti nell’ambito di indagini e all’assistenza reciproca nel recupero dei crediti tributari.

Alessandra Gambadoro
pubblicato Giovedì 9 Agosto 2012

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