Lunedì 20 Maggio 2013 - Aggiornato alle 14:57
Dal mondo
Unione europea: fisco ed energia
osservati speciali dell'Ecofin
osservati speciali dell'Ecofin
Il Consiglio ha affrontato molte questioni cruciali che coinvolgono il futuro dell'Unione e dei singoli Stati membri
Agenda “fiscale” ricca per il Consiglio Ecofin che si è tenuto nei giorni scorsi in Lussemburgo. Tra le priorità, l’approvazione delle raccomandazioni formulate dalla Commissione europea ai singoli Stati membri in materia di politica economica e fiscale. All’ordine del giorno, anche alcune importanti questioni quali la tassazione in campo finanziario e nel settore energetico.
Finanza e ambiente: cantiere aperto
Unanimità ancora lontana per la tassa sulla finanza. I 27 ministri Ue si sono confrontati sulla proposta elaborata dalla Commissione riguardante l’introduzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie (FTT) ma senza trovare un accordo unanime. Si fa strada, quindi, l’idea della cooperazione rafforzata, una procedura che permetterebbe al gruppo di Stati membri interessati di proseguire con la proposta.
L’idea dell’Unione è quella di applicare un’aliquota minima dello 0,1% su tutte le transazioni finanziarie, eccetto i derivati, per cui è prevista un’aliquota dello 0,01%. Una proposta impegnativa, al centro dei vertici Ecofin dal novembre scorso. In ballo, 57 miliardi di euro all’anno. A tanto ammonterebbero, infatti, gli introiti annuali derivanti da un’eventuale introduzione dell’imposta. Una cifra considerevole che permettere agli Stati Ue di ridurre notevolmente i budget destinati alle casse dell’Unione.
All’attenzione dei ministri anche la nota recente della Presidenza Ue sulla tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità che intende rivedere la direttiva Ue in materia (2003/96/EC) per adattarla ai nuovi obiettivi di risparmio energetico dell’Unione e ai cambiamenti climatici in atto.
La proposta della Commissione europea
La Commissione europea ha già presentato, nell’aprile del 2011, una proposta in materia, auspicando una riforma della tassazione basata sulle emissioni di CO2 rilasciate dal prodotto e sul contenuto energetico, cioè sull'effettiva energia generata, con l’obiettivo di ridurre le imposte sulle fonti energetiche rinnovabili. L’adozione delle nuove regole per una fiscalità verde rientra tra gli obiettivi di crescita economica e occupazione dell’Unione: un aumento della pressione fiscale sui prodotti energetici, infatti, permetterebbe una diminuzione delle tasse sul lavoro e del relativo costo.
Anche su questo fronte le divergenze tra i Paesi Ue sono molto nette. Germania, Gran Bretagna e Polonia, infatti, sono contrarie all’introduzione, come criterio di determinazione dell’aliquota, dell’emissione di CO2 e alla rimozione degli squilibri esistenti nella tassazione dei diversi prodotti energetici, ancora largamente favorevole in molti Paesi alle fonti di energia più inquinanti. I tre Stati si oppongono a una revisione della direttiva e vorrebbero che i Paesi Ue continuassero a godere di ampia libertà nella legislazione nazionale in materia.
Lavori in corso su vari fronti
I 27 ministri hanno anche approvato un report, richiesto dal Consiglio europeo, sulle principali questioni fiscali: tassa sulla finanza, fiscalità energetica, revisione della direttiva sulla tassazione dei redditi da risparmio, regole sulla stipula di accordi in materia con Paesi terzi, norme sulla Common Consolidated Corporate Tax Base (base imponibile consolidata comune per le società europee). In esame anche i progressi del gruppo di studio sul Codice di condotta contro la concorrenza fiscale dannosa, relativo alla tassazione delle imprese.
Nell’ambito del patto Euro Plus, inoltre, l’Ecofin ha dato il via libera al report elaborato durante la presidenza danese, focalizzato, in particolare, sullo scambio di informazioni e il coordinamento amministrativo tra gli Stati membri e sugli strumenti di contrasto alle frodi e all’evasione fiscale.
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Unanimità ancora lontana per la tassa sulla finanza. I 27 ministri Ue si sono confrontati sulla proposta elaborata dalla Commissione riguardante l’introduzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie (FTT) ma senza trovare un accordo unanime. Si fa strada, quindi, l’idea della cooperazione rafforzata, una procedura che permetterebbe al gruppo di Stati membri interessati di proseguire con la proposta.
L’idea dell’Unione è quella di applicare un’aliquota minima dello 0,1% su tutte le transazioni finanziarie, eccetto i derivati, per cui è prevista un’aliquota dello 0,01%. Una proposta impegnativa, al centro dei vertici Ecofin dal novembre scorso. In ballo, 57 miliardi di euro all’anno. A tanto ammonterebbero, infatti, gli introiti annuali derivanti da un’eventuale introduzione dell’imposta. Una cifra considerevole che permettere agli Stati Ue di ridurre notevolmente i budget destinati alle casse dell’Unione.
All’attenzione dei ministri anche la nota recente della Presidenza Ue sulla tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità che intende rivedere la direttiva Ue in materia (2003/96/EC) per adattarla ai nuovi obiettivi di risparmio energetico dell’Unione e ai cambiamenti climatici in atto.
La proposta della Commissione europea
La Commissione europea ha già presentato, nell’aprile del 2011, una proposta in materia, auspicando una riforma della tassazione basata sulle emissioni di CO2 rilasciate dal prodotto e sul contenuto energetico, cioè sull'effettiva energia generata, con l’obiettivo di ridurre le imposte sulle fonti energetiche rinnovabili. L’adozione delle nuove regole per una fiscalità verde rientra tra gli obiettivi di crescita economica e occupazione dell’Unione: un aumento della pressione fiscale sui prodotti energetici, infatti, permetterebbe una diminuzione delle tasse sul lavoro e del relativo costo.
Anche su questo fronte le divergenze tra i Paesi Ue sono molto nette. Germania, Gran Bretagna e Polonia, infatti, sono contrarie all’introduzione, come criterio di determinazione dell’aliquota, dell’emissione di CO2 e alla rimozione degli squilibri esistenti nella tassazione dei diversi prodotti energetici, ancora largamente favorevole in molti Paesi alle fonti di energia più inquinanti. I tre Stati si oppongono a una revisione della direttiva e vorrebbero che i Paesi Ue continuassero a godere di ampia libertà nella legislazione nazionale in materia.
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I 27 ministri hanno anche approvato un report, richiesto dal Consiglio europeo, sulle principali questioni fiscali: tassa sulla finanza, fiscalità energetica, revisione della direttiva sulla tassazione dei redditi da risparmio, regole sulla stipula di accordi in materia con Paesi terzi, norme sulla Common Consolidated Corporate Tax Base (base imponibile consolidata comune per le società europee). In esame anche i progressi del gruppo di studio sul Codice di condotta contro la concorrenza fiscale dannosa, relativo alla tassazione delle imprese.
Nell’ambito del patto Euro Plus, inoltre, l’Ecofin ha dato il via libera al report elaborato durante la presidenza danese, focalizzato, in particolare, sullo scambio di informazioni e il coordinamento amministrativo tra gli Stati membri e sugli strumenti di contrasto alle frodi e all’evasione fiscale.
Alessandra Gambadoro
pubblicato Lunedì 25 Giugno 2012
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