la strategia anti si fa più forte
Il recente Ecofin svoltosi a Bruxelles ha polarizzato la propria attenzione su due temi di rilievo per la fiscalità nazionale ed internazionale: lo scambio di informazioni su richiesta e quello automatico. Un input collegato all'accordo politico, siglato il 7 gennaio di quest'anno, su una bozza di direttiva finalizzata a rafforzare il ruolo della cooperazione amministrativa anche nel settore della tassazione diretta. L'obiettivo è permettere agli Stati membri di mettere in campo una migliore azione di contrasto ai fenomeni di frode ed evasione fiscale.
Le decisioni dell'Ecofin
Il Consiglio ha convenuto nel formalizzare in direttiva la precisione del contenuto nelle richieste di informazioni, con attenzione agli estremi identificativi della persona sottoposta a controllo e alla finalità tributaria per cui l'informazione è richiesta. Tali modalità sono, tuttavia, un pò meno stringenti di quelle previste nella convenzione Ocse per consentire il più compiuto raggiungimento dello scopo informativo. Le citate previsioni si propongono di evitare che gli Stati membri formulino richieste imprecise, finalizzate soltanto alla ricerca esplorativa di comportamenti elusivi ed evasivi (c.d. "fishing expeditions").
Le categorie di reddito e capitale
Il Consiglio si poi è trovato d'accordo su un approccio progressivo a una previsione di scambio incondizionato di informazioni per otto categorie di reddito e capitale ("Income from employment, directors'fees, dividends, capital gains, royalties, certain life insurance products, pensions, and ownership of and income from immovable property").
Dal 2015 gli Stati membri comunicheranno automaticamente le informazioni per un massimo di cinque categorie, assicurando che tali dati siano concretamente fruibili (agli Stati non potrà essere richiesti di inviare più informazioni di quelle che riceveranno reciprocamente). Dal luglio 2017 la Commissione europea formulerà un Rapporto e, se necessario, una proposta di revisione della predetta limitazione all'automatismo. Il Consiglio, quindi, esaminerà la possibilità di rimuovere tutte le particolari e predette limitazioni introdotte, nell'ottica di estendere il numero delle categorie di scambio automatico sino a otto. L'Ecofin ha, infine, stabilito che il Consiglio europeo approverà la direttiva nel prossimo incontro, senza altre discussioni di dettaglio, una volta compiutamente e tecnicamente redatto il testo.
Avanti tutta nella cooperazione fiscale anche per i tributi diretti
La futura direttiva assicurerà che il modello di convenzione fiscale Ocse sul reddito e sul capitale sarà completamente attuato anche in Europa, con particolare attenzione allo scambio di informazioni su richiesta. Questa base normativa contribuirà a prevenire il comportamento degli Stati membri che rifiutano o tardano a fornire informazioni relative ai contribuenti di altri Stati membri affermando che le informazioni sono detenute da una banca o da un'altra istituzione finanziaria. La futura direttiva si caratterizza poi per l'estensione della cooperazione con riferimento a tutte le tipologie di tributo (taxes of any kind) non già accuratamente disciplinate da altre specifiche e vigenti legislazioni europee (come l'Iva o le accise); la previsione di limiti temporali per le risposte informative su richiesta e per le altre inchieste amministrative; l'introduzione dello scambio automatico di informazioni; il permesso ai funzionari di uno Stato membro di partecipare alle inchieste amministrative sul territorio di un altro Stato membro; lo scambio di informazioni sarà compiuto utilizzando formalità, modulistica e canali di comunicazione standardizzati.
Gli obiettivi della direttiva
Alla luce della sempre più sostenuta mobilità del Contribuente e della crescita del volume delle transazioni transfrontaliere la bozza di direttiva si propone di rispondere alla crescente necessità degli Stati membri di mutua assistenza, specialmente nello scambio di informazioni, con lo scopo di migliorare la capacità di raccolta dei tributi. Si tratta della prima di un gruppo di misure che concretizzano la strategia europea di contrasto alle le frodi fiscali, lanciata nel 2006. Il testo del documento approvato rivede il contenuto della direttiva 77/799/CEE, che dal 1977 ha costituto la base normativa della cooperazione amministrativa nel settore dei tributi.
Le reazioni del Commissario Semeta
Oltre il segreto bancario e con un sì convinto alla "governance" rafforzata dei tributi in Europa. Sono le prime reazioni del Commissario europeo per la Fiscalità, Semeta che ha accolto molto positivamente l'accordo politico Ecofin. Secondo Semeta "… nella situazione economica attuale, con i bilanci pubblici sono sotto pressione, abbiamo bisogno sia di lavorare tutti insieme come Unione Europea e sia di assicurare a ciascuno Stato membro la possibilità di ben raccogliere i propri tributi. Questa è stata l'essenza dell'accordo raggiunto, che lancia un forte segnale al mondo intero sull'intendimento dell'Unione di contrastare seriamente ed efficacemente l'evasione e la frode fiscale, anche attraverso un efficiente e forte apparato, nazionale ed europeo, di governance dei tributi".
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