Dal mondo
Usa, è boom di consulenti fiscali
fai da te. Più di 1 milione
L'ultra-expertise all'angolo scavalcato dal tax return preparer ma gli errori nelle dichiarazioni dei redditi aumentano
dubbi fiscali

Professionisti, commercialisti e super-consulenti fiscal-finanziari messi nell'angolo dalla crisi. In pratica, troppo costosi, almeno per il 60% dei contribuenti statunitensi, più di 70 milioni, che puntualmente ogni anno, in coincidenza con la stagione delle dichiarazioni, dribblano i super-esperti per rivolgersi ai consulenti fiscali fai-da te, che l'esperienza l'hanno maturata sul campo più che sui libri di scuola. Il risultato è che, a oggi, questi nuovi aspiranti professionisti, comunque sono più di 1 milione. Troppi per l'Agenzia delle Entrate statunitense e, soprattutto, eccessivamente digiuni delle novità normative, della prassi in materia di tributi e delle nuove regole che, su base oramai mensile, viaggiano dall'Irs al contribuente. Conseguentemente, l'errore nella compilazione della dichiarazione dei redditi è sempre dietro l'angolo, anzi, dietro la pagina o sotto la riga del modello di dichiarazione. Dunque, per porre un argine alla frequenza di questi errori derivanti dalla scarsa conoscenza dei consulenti fai-da te, il fisco Usa ha deciso di lanciare un database, con i loro nomi e denominazioni e, al contempo, un programma standardizzato per migliorarne le prestazioni.

Il fai-da te fiscale batte l'ultra-expertise, ma non riduce gli errori nelle dichiarazioni dei redditi - Sempre la crisi. Le tasche sono vuote, o quasi, i bilanci se non rossi languidamente rosa, e così quasi 2 contribuenti su 3 negli Usa bussano alla porta del consulente fiscale fai-da te. In termini oramai comicizzati si tratta d'una figura, il tax return preparer, priva d'una reale base legale, o normativa. Lauree specifiche o specializzazioni non sono richieste e nemmeno la verifica tramite test o esami. Insomma è l'esperienza sul campo dei tributi che ne determina l'ascesa e il mercato. Una visione ultra-ottimistica. Il Fisco Usa, infatti, ha individuato proprio nei professionisti fai-da te del fisco una fonte primaria di errori all'atto della compilazione della dichiarazione dei redditi. Troppi abbagli, un numero crescente di inesattezze che si traduce, fatalmente, in un carico di maggior lavoro sugli uffici dell'Irs e, a fine corsa, sull'invio continuo di richieste e di chiarimenti a milioni di contribuenti, naturalmente di pessimo umore...fiscale. Come risolvere questo problema?

Il Fisco lancia il database a misura di consulente fai-da te - La risposta dell'Irs non s'è fatta attendere. Innanzitutto, ha avviato il censimento degli esperti fiscali fai-da te che, leggendo i risultati, dovrebbe essere pari a 1,2milioni, In realtà, si tratta d'un numero in continuo cambiamento, impossibile da definire in modo certo. Il secondo passo, accompagnato da alcuni dubbi, ha riguardato il lancio d'un vero e proprio database, con all'interno le coordinate e le relative dichiarazioni trattate da ciascun tax return preparer appartenente all'area del fai-da te. Ultimo passo, l'estensione d'un piano articolato su più anni che prevede: all'inizio la registrazione ad una procedura standard per tutti gli intermediari, professionisti inclusi; quindi il versamento d'una sorta di tassa di registro pari a 64 dollari per sostenere i costi che l'Amministrazione finanziaria sosterrà. Obiettivo di questo piano speciale è fornire, ogni anno, 15 ore di lezioni, rivolte soprattutto agli esperti fai-da te, che comprenderanno aggiornamenti sulle novità fiscali, cui saranno dedicate 3 ore, approfondimenti su temi tributari principali, 10 ore, e al termine, 2 ore di educazione etica, della serie "L'Etica, Professione e Tasse". Naturalmente, chi sceglie di restare fuori dal database perderà ogni riconoscimento da parte dell'Irs.
 

Stefano Latini
pubblicato Mercoledì 6 Aprile 2011

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