Dal mondo
Usa: il checkpoint Charlie
torna di moda. Contro l'evasione
La Casa Bianca punta sulla riedizione in veste fiscale del sistema di controllo che divideva le due Germanie
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Un conto in banca espressamente dedicato, regolarmente certificato e strettamente controllato dal fisco. In pratica, una sorta di sportello obbligato su cui dovranno transitare, per essere sottoposti a registrazione tassativa, i guadagni e, nel contempo, le spese riconducibili al business delle piccole imprese, dei professionisti, degli artigiani e dei lavoratori autonomi. Insomma, la riedizione, in veste doppia, bancaria e fiscale, di una sorta di checkpoint Charlie, inteso questa volta come passaggio obbligato, come porta di transito e scambio predeterminata e non soggetta a raggiri. Un portale scorrevole, multiuso e multifunzionale che, a regime, dovrebbe riassumere con nettezza e rigore ogni singolo spostamento, sia in termini di guadagni che di spese, nelle linee di bilancio di circa 20milioni di contribuenti statunitensi che, qualora l'opzione allo studio fosse concretizzata in norma, sarebbero chiamati a vararne l'apertura e l'impiego in tempi piuttosto ristretti.

L'antidoto all'evasione? Semplice, la tracciabilità - Secondo le indicazioni contenute all'interno del rapporto sulla riforma fiscale, elaborato dagli esperti della Casa Bianca, la ricetta antievasione di maggior impatto consiste nel potenziare la tracciabilità. Infatti, il 44per cento del gap che segna la distanza tra le entrate fiscali attese da quelle effettivamente contabilizzate anno per anno è dovuto, secondo i responsabili economici della Casa Bianca autori del Rapporto, al piccolo business, ai professionisti e ai lavoratori autonomi, Contribuenti e settori per i quali non è prevista né la ritenuta, su eventuali guadagni, né la registrazione da parte di terzi. Il risultato è che una quota consistente del reddito riconducibile a decine di milioni di contribuenti statunitensi ogni anno s'incammina verso il territorio dell'evasione. A oggi, la perdita derivante dal semplice fenomeno dell'underreporting sarebbe pari a circa 160miliardi di dollari su base annuale. Dunque, l'imponibile sottratto al fisco potrebbe aggirarsi intorno alla cifra di 450miliardi di dollari. E si tratta soltanto d'una porzione dell'evasione made in Usa.

Chi ci guadagna e chi ci perde - La novità del conto bancario obbligato e certificato comporterebbe un costo aggiuntivo sulle tasche del contribuente. Spetta infatti al titolare del business e della singola attività scegliere la banca, aprire il conto e pagarne i costi per la gestione. Questo significa maggiori spese e un nuovo adempimento. Sul versante dei risparmi però, il varo, ancora in ipotesi, del checkpoint Charlie in veste di conto bancario potrebbe determinare anche una diminuzione delle spese. Il nuovo sportello, infatti, determinerebbe il venir meno di tutta una serie di adempimenti e di spedizioni che, con cadenza mensile, professionisti, piccoli imprenditori e lavoratori autonomi sono tenuti ad effettuare e a predisporre. Insomma, al termine dell'operazione il varo del conto bancario dedicato alla tracciabilità potrebbe risultare un vantaggio per il contribuente, a patto che non sia un evasore.
 

Stefano Latini
pubblicato Mercoledì 8 Settembre 2010

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