Il governo francese si accinge a firmare un accordo con l'Isola di Man - una dipendenza della corona britannica considerata come un "centro non cooperativo" nella lotta all' evasione fiscale - e annuncia che la Francia bloccherà la firma della convenzione fiscale con la Svizzera fin quando Berna non soddisferà i criteri Ocse in materia di cooperazione fiscale internazionale. Sul fronte interno, la commissione finanze alla camera ha approvato, nonostante l'opposizione del governo capitanato da Francois Fillon, la proposta del deputato della maggioranza ed ex ministro Pierre Mehaignerie di far contribuire al rilancio del paese i redditi più alti con una "una tantum".
A dare la prima notizia, secondo fonti d'agenzia, è stato il ministro dell'economia Christine Lagarde, che ha colto l'occasione per sottolineare l'impegno del governo al fine di ottenere una maggiore cooperazione dai paesi considerati come oasi fiscali. Il semaforo rosso alla Svizzera, sempre secondo fonti di agenzia, arriva invece dal ministro del bilancio francese Eric Woerth. "Blocchiamo la firma della convenzione fiscale che doveva essere rinegoziata e chiediamo di integrare nel documento il paragrafo Ocse", ha detto Woerth parlando con alcuni giornalisti. Uno dei criteri, ha aggiunto, regola gli scambi di informazione tra Amministrazioni fiscali ed è quello che vogliamo affinché il segreto bancario non si erga più come la muraglia cinese". Cedendo alla pressione internazionale per rafforzare la lotta ai paradisi fiscali, vari paesi come la Svizzera, l'Austria, il Lussemburgo, Andorra, Liechtenstein e Monaco hanno annunciato che intendono allentare o abolire il segreto bancario per mettersi in regola con i criteri dell'Ocse in materia di cooperazione fiscale. Woerth incontrerà nelle prossime ore il ministro degli esteri di Berna, Micheline Calmy-Rey.
Quanto alla proposta di far contribuire con uno sforzo finanziario eccezionale i redditi superiori ai 300 mila euro, fonti di agenzia informano che questa prima vittoria è dovuta anche ai voti dell'opposizione. Una vittoria che si inserisce nell'acceso dibattito, che divide anche la maggioranza, sull'opportunità di aumentare la pressione fiscale sui redditi più alti finché dura la crisi. Governo e organismi dirigenti dell' Ump, infatti, sarebbero contrari a modificare, anche se solo temporaneamente, i prelievi fiscali per le fasce alte di reddito mentre numerosi esponenti del partito sono di avviso contrario, e cioè convinti della necessità di fare un gesto, anche simbolico, per allentare le tensioni sociali. La proposta di Mehaignerie passa adesso al voto dell'assemblea nazionale. "Aumentare le tasse ai più ricchi significa aumentare poi le imposte dei meno ricchi" ha detto il ministro del bilancio Eric Woerth. "Obiettivo del governo è quello di ridurre il numero dei poveri piuttosto che quello dei ricchi" ha commentato il portavoce del governo Luce Chatel.
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