Scambio di informazioni, intesa tra Svizzera e Polonia

La Repubblica elvetica ha avviato un processo di revisione delle CDI per uniformarsi all'Ocse
E' la Polonia il nono Stato con cui la Svizzera ha parafato una convenzione contro le doppie imposizioni con la clausola di assistenza amministrativa ampliata.  I due Paesi, infatti, hanno concluso ieri gli accordi. Un altro punto messo a segno dalla Repubblica elvetica lungo la strada per uscire dalla grey list dell'Ocse, dove è stata inserita lo scorso aprile durante il G20 di Londra. La lista comprende quei Paesi che, anche se si sono impegnati a collaborare nello scambio di informazioni fiscali, non hanno ancora concretamente applicato le regole internazionali Ocse vigenti in materia.
La Svizzera, in seguito alla decisione del Consiglio federale dello scorso 13 marzo, ha deciso di revocare la riserva all'articolo 26 del modello Ocse della convenzione contro le doppie imposizioni che prevede lo scambio di informazioni su questioni fiscali tra i Paesi contraenti e ha, quindi, avviato un processo di revisione delle convezioni bilaterali. Oltre che con la Polonia, Berna ha già parafato accordi  con  Danimarca, Lussemburgo, Norvegia, Francia, Messico, Stati Uniti, Giappone e Paesi Bassi.
La parafatura delle CDI segue le regole stabilite dal Consiglio federale elvetico. Dopo la prima adesione dei due Stati contraenti, il testo della convezione passa al vaglio dei Cantoni e delle associazioni economiche interessate. Successivamente, il Consiglio federale si pronuncia sull'autorizzazione a firmare, la convezione viene pubblicata ma entra in vigore solo dopo essere stata approvata dalle Camere federali.

Alessandra Gambadoro
 pubblicato il 02/07/2009