Schede Paese
Scheda Paese: Arabia Saudita
Poche tasse e aliquote contenute. Sono i caratteri di un sistema che distingue tra imposta religiosa e fiscale
bandiera arabia saudita

L'Arabia saudita (arabo: al-Mamlaka al-'Arabiyya al-Sa'diyya, Regno Arabo Saudita) è uno Stato della Penisola araba. Il sistema giuridico si fonda sulla "Sharia", la legge islamica. Nel 1992 sono state promulgate le leggi fondamentali del Regno (quelle, cioè, che hanno valore costituzionale).

L'economia
L'economia del Regno è dominata dal mercato del petrolio, del gas e dal relativo indotto. Nel sottosuolo saudita, infatti, è riposta la più grande riserva di greggio del mondo. La superficie nazionale, di contro, è coltivabile soltanto in minima parte (e in queste zone si producono cereali, datteri e si allevano pollame e caprini).

Le disposizioni doganali
La politica doganale saudita è volta a perseguire gli obiettivi religiosi e di sicurezza nazionale e gli obiettivi socio-economici.
Per tali ragioni, è severamente vietata e punita la produzione e l'importazione di alcolici, carne suina e derivati, oggetti di natura religiosa e la pornografia. Le merci importate devono conformarsi a quelli che sono i modelli prescritti dall'Organizzazione dell'Arabia Saudita per la standardizzazione.
Al riguardo il GCC ha introdotto nell'ambito dei Paesi membri una unione doganale in base alla quale i dazi relativi agli scambi commerciali fra gli stessi sono stati ridotti da un dazio uniforme del 5 per cento per la quasi totalità dei prodotti.
Il mercato saudita è aperto a tutto il mondo, tranne che ad Israele. Non esistono restrizioni quantitative e non è prevista la riscossione di altre imposte in aggiunta al dazio doganale. In tema di import/export, l'Italia si pone al vertice della classifica dei principali partner commerciali con la monarchia saudita.

Il sistema tributario
L'Arabia Saudita adotta un sistema fiscale particolarmente flessibile e liberista (seppur fortemente centralizzato) con poche tasse e aliquote contenute. Con riferimento al periodo d'imposta, è consentito optare tra il calendario islamico Hijra (di tipo lunare, composto da 12 mesi alternativamente di 30 e 29 giorni, per un totale di 354 giorni) ovvero il calendario Gregoriano (di tipo solare, composto di 12 mesi di durate diverse - da 28 a 31 giorni, per un totale di 365 o 366 giorni).

Base mondiale o alla fonte
Le persone giuridiche residenti in Arabia sono assoggettate a imposta per i redditi ovunque prodotti (principio della tassazione su base mondiale o worldwide principle). Le persone fisiche residenti, quelle non residenti e le persone giuridiche non residenti sono assoggettate a imposta limitatamente ai redditi di fonte saudita (principio della tassazione della fonte o territorial principle).

Le principali imposte
Nell'ordinamento fiscale saudita non è prevista alcuna imposta indiretta che si applica sui consumi o sul valore aggiunto. Tuttavia, da tempo è al vaglio dei Paesi del GCC l'introduzione di un'imposta indiretta sul modello dell'Iva europea e con aliquota del 3 per cento il cui gettito consentirebbe di ridurre la tassazione delle società petrolifere, petrolchimiche e del gas naturale.
Inoltre, non è prevista l'imposta di bollo.
Il sistema impositivo centralizzato (che esclude imposizione a livello locale o regionale), invece, si incentra sulla distinzione tra una imposta tipicamente religiosa (Regio Decreto n. 61/5/1 del 05/01/1383 H.) e una imposta propriamente fiscale (Decreto n. M/1 del 15/01/1425 H.).

1) Imposta religiosa
Rientrano nella prima categoria la tassa coranica "zakat", l'elemosina "sadaka" e il quinto "khoms" (che possono vagamente essere inglobate nell'ambito delle imposte sul reddito delle persone fisiche).
La Zakat rappresenta un'imposta sacra obbligatoria di solidarietà che grava sia sugli immobili posseduti e sfruttati economicamente che sul reddito, il cui gettito è destinato ai settori più bisognosi della società.
La legge impone l'applicazione di una aliquota minima del 2,5 per cento.
Sono soggetti passivi le persone fisiche saudite e i cittadini di uno dei Paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo che svolgono attività d'impresa in Arabia Saudita, le persone giuridiche di diritto saudita o le persone giuridiche controllate da cittadini di Paesi del GCC che svolgono attività sul territorio saudita, le persone fisiche saudite e i cittadini di Paesi del GCC titolari di partecipazioni in società saudite.
La base imponibile della Zakat è costituita:
- dal capitale giacente sul C/C per almeno un anno;
- dai saldi del C/C bancario;
- dalle rimanenze di magazzino;
- dai profitti realizzati in periodi d'imposta precedenti e non distribuiti ai soci;
- dai profitti accantonati per essere distribuiti ai soci;
- dal profitto netto annuale;
- dai prestiti ottenuti per finanziamenti o investimenti;
- dai sussidi.

2) Imposta fiscale
Solo il reddito d'impresa o il reddito da lavoro autonomo delle persone fisiche sono soggetti a tassazione, con applicazione dell'aliquota del 20 per cento e con un sostanziale rinvio alle regole previste per la tassazione delle società.

2-1) Irpef
Il reddito di lavoro dipendente non è tassato. Le persone fisiche non residenti e quelle residenti ma non appartenenti a uno degli Stati del Gulf Cooperation Council sono assoggettate all'imposta sul reddito delle persone fisiche, per la parte dei redditi d'impresa generati da attività svolte in Arabia Saudita. L'aliquota del 20 per cento segue le medesime regole in vigore per l'Ires.

2-2-) Ires
Le imposte propriamente fiscali gravano (solo) sul reddito d'impresa (cui si applica l'aliquota del 20 per cento).
Ad ogni modo, occorre rilevare che sussistono talune specifiche differenziazioni di aliquota in ragione del settore commerciale di appartenenza dell'attività svolta. In particolare, possono distinguersi una aliquota fissa pari all'85 per cento per le società che operano nel campo del petrolio ed una di tipo progressiva con aliquote che variano dal 30 all'85 per cento per le società attive nel settore del gas naturale.
Il reddito imponibile dell'impresa è determinato partendo dai risultati contabili del bilancio ai quali si apportano le rettifiche in aumento o in diminuzione prescritte ai fini fiscali. In linea generale, sono deducibili dal reddito tutti i costi inerenti con l'attività d'impresa. Con riferimento al riporto delle perdite non sussistono limiti temporali, mentre è previsto un tetto annuale massimo di utilizzo uguale al 25 per cento degli utili che risultano dalla dichiarazione dei redditi. I piani di ammortamento seguono il metodo dei coefficienti a quote costanti e variano in ragione della categoria di cespiti a cui si riferiscono. Le agevolazioni di carattere fiscale riguardano l'esenzione dai dazi all'importazione su macchinari, dotazioni ed attrezzature da utilizzare nella costruzione di nuovi impianti, o per l'ampliamento di impianti già esistenti. Gli incentivi riguardano, anche, le materie prime, semilavorati e imballaggi, allorché non siano presenti o lo siano in quantità non adeguata nel suolo del Regno. L'esenzione comunque è subordinata all'autorizzazione amministrativa da parte del competente ministero.

Peculiarità del sistema nazionale
In tema di prezzi di trasferimento è prevista la possibilità per il Department of Zakat and Income Tax (cd. "DZIT") di applicare alle operazioni tra parti correlate il principio di libera concorrenza (arm's length principle). Con riferimento alla tassazione dei dividendi occorre distinguere l'ipotesi in cui gli stessi siano distribuiti a soggetti residenti (e in questo caso non viene applicata loro alcuna ritenuta) dal caso in cui i guadagni vengono assegnati a soggetti non residenti (e in questo caso sono soggetti a ritenuta nella misura del 5 per cento, fatta salva l'applicazione di eventuali e più favorevoli disposizioni che nascono da convenzioni contro le doppie imposizioni). Con riguardo alla disciplina degli interessi, l'ordinamento fiscale saudita scinde l'ipotesi di pagamento a soggetti residenti (cui non viene applicata alcuna ritenuta) e pagamento a soggetti non residenti (cui, invece, viene tassata con ritenuta del 5 per cento, salva l'applicazione di eventuali e più favorevoli, disposizioni convenzionali). In relazione alla disciplina del pagamento, al titolare, dello sfruttamento di un brevetto o di una proprietà intellettuale l'ordinamento saudita distingue la fattispecie in cui le royalties sono pagate a soggetti residenti (per i quali non viene applicata alcuna ritenuta) dalle royalties pagate a soggetti non residenti (per i quali sono soggetti a ritenuta nella misura del 15 per cento salva l'applicazione di eventuali, più favorevoli disposizioni convenzionali).
In dipendenza di corrispettivi connessi a prestazioni effettuate sui servizi tecnici e per quelli inerenti alle consulenze dovute a società non residenti è prevista la ritenuta con aliquota pari al 5 per cento. I compensi pagati per servizi di gestione dovuti a soggetti non residenti sono sottoposte a una ritenuta nella misura del 20 per cento. Sui pagamenti effettuati nei confronti di soggetti non residenti per alcuni specifici servizi che sono stati resi è prevista la ritenuta del 15 per cento.
Le plusvalenze relative alla cessione di azioni in società residenti sono considerate incluse nella base imponibile dell'imposta sui redditi delle società (restano esenti, invece, i capital gains che originano dalla cessione di azioni quotate alla Saudi Arabia Stock Exchange purché l'acquisto sia avvenuto a partire dal 1° gennaio 2005).

Convenzioni contro le doppie imposizioni
Resta fermo, ai fini fiscali, il prevalere di eventuali e più favorevoli disposizioni fiscali scaturenti da accordi convenzionali stipulati con altri Stati.
Al riguardo, il Regno saudita ha stipulato trattati contro le doppie imposizioni tra cui con:
- l'Austria il 19 marzo 2006;
- la Cina il 23 gennaio 2006;
- la Corea del Sud il 24 marzo 2007;
- l'India il 25 gennaio 2006
- il Pakistan il 2 febbraio 2006;
- la Gran Bretagna il 31 ottobre 2007;
- l'Irlanda il 31 ottobre 2007;
- il Sudafrica il 13 marzo 2007;
- l'Italia il 13 gennaio 2007.
La Convenzione contro le doppie imposizioni tra lo Stato italiano e il Regno saudita, riguardante le imposte sui redditi, è entrata in vigore l'1 dicembre 2009.
Il Trattato è applicabile alle imposte italiane (Irpef, ires, irpa e imposte sostitutive) e alle imposte saudite (zakat e imposte sul reddito).
In tale accordo, i contraenti hanno accettato di avviare un modello di collaborazione tra le amministrazioni centrali teso a prevenire e circoscrivere fenomeni elusivi e di evasione fiscale.
 


Lingue: l'arabo
Forma di governo: monarchia assoluta
Moneta: riyal saudita (Sar)
Capitale: Riyad

Fonti:
- http://www.mincomes.it, Dossier Arabia Saudita


aggiornamento: 2011

 

Boris Bivona
pubblicato Martedì 7 Aprile 2009

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