E' di oltre un milione e mezzo di euro l'importo di una "frode carosello" nel settore del commercio di autovetture scoperta dall'ufficio delle Entrate di Ascoli Piceno. Al centro della truffa un pensionato residente nella città marchigiana che avrebbe agito come intermediario fittizio per conto di un'organizzazione con ramificazioni oltre i confini regionali.
Il "prestanome" acquisiva autoveicoli in Germania (Paese da cui è partita la prima segnalazione alla direzione centrale Accertamento dell'Agenzia) per poi fingere di rivenderli ad alcuni autosaloni delle Marche, Veneto, Umbria e Toscana. I vari passaggi permettevano ai rivenditori di ottenere e commercializzare automobili a prezzi inferiori a quelli di mercato e, contemporaneamente, di frodare l'Iva con detrazioni non dovute su operazioni soggettivamente inesistenti.
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