Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato alle 14:30
Emilia Romagna
Vendita “a tavolino”
per albergo a Ravenna
per albergo a Ravenna
Una combine in tre mosse per evadere 300mila euro scoperta dalla Dp delle Entrate di Ravenna
Una serie di atti di vendita, solo formalmente autonomi, e un mutuo ipotecario acceso per ridurre il valore dell’immobile. Questo l’escamotage utilizzato per “alleggerire” di circa 200mila euro l’imposta di registro sulla vendita di un albergo della Riviera romagnola, scoperto dalla Direzione provinciale di Ravenna. Ai funzionari non è sfuggita la combine dei contraenti, mascherata dietro una trama di operazioni apparentemente autonome, in realtà “pianificate a tavolino”, come ha riconosciuto anche la CTR di Ravenna.
I giudici tributari, approvando l’operato dell’Agenzia delle Entrate, hanno sottolineato la palese volontà delle parti di sostenere un carico fiscale notevolmente inferiore rispetto a quello dovuto attraverso la semplice vendita diretta dell’albergo.
Il meccanismo della truffa si articolava in tre fasi. Il primo passo è stato il conferimento dell’albergo in una società per godere di un’aliquota agevolata. Il vero “colpo di teatro”, come l’hanno definito gli ispettori del fisco, è stato però l’accensione di un mutuo ipotecario sull’immobile, con lo scopo di abbatterne il valore (circa 4,4 milioni di euro). Il cerchio si è chiuso con la cessione delle quote sociali, sulla quale i contraenti hanno pagato l’imposta di registro in misura fissa per soli 168 euro.
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Tra maggiore imposta di registro e sanzioni, il debito verso il fisco ammonta così a 270mila euro.
pubblicato Giovedì 24 Marzo 2011
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